Bruno, Sergeev e Lattanzio conquistano la finale di “Chef emergente”
Gianfranco Bruno per il Sud, Nikita Sergeev e Mattia Lattanzio per il Centro hanno guadagnato l'accesso alla finale nazionale di “Chef emergente”, che si svolgerà il 5 ottobre 2015 a Roma
Location che più bella quasi non si può: il Circolo Canottieri di Napoli, là, dove il lungomare fa gomito con il porto. Capri è di fronte, a tenersi separata, mediante Bocca Piccola, dalla Penisola Sorrentina che così bella si disvela. Ad abbracciare il tutto, panorama connotando come unico al mondo, il placido Vesuvio. Evento di collaudato successo, formula efficace e conduzione sempre briosa e brillante del bravissimo Luigi Cremona, da valente staff coadiuvato. Parliamo di “Chef emergente centro e sud”, edizione 2015. Tre giorni intensi. Quattro giovani cuochi campani e un giovane cuoco lucano a sfidarsi nella prima manche del primo giorno.

Nella foto, da sinistra: Mattia Lattanzio, Nikita Sergeev e Gianfranco Bruno
Può verificarsi il “probabile” ovvero che vinca un campano (80% delle probabilità) e può verificarsi il “possibile”, ovvero che vinca il lucano. E accade il possibile, con il talentuoso quanto modesto (dote rara!) Gianfranco Bruno de Lo Scrigno dei Sapori di Forenza (Pz) che accede alla finale. Seconda manche del Sud con tre giovani cuochi pugliesi, due giovani cuochi calabresi e un giovane cuoco siciliano. Stesso iter? Sì, stesso iter. Accede alla finale l’unico rappresentante della Sicilia il bravo Giuseppe Raciti del ristorante Zash in quel di Archi, frazione di Riposto (Ct).
I due cuochi a rappresentare il meridione peninsulare e il meridione insulare, si contendono in finale l’ambito titolo di cuoco emergente del Sud. Prevale con merito Gianfranco Bruno. Due giovani cuochi toscani, due giovani cuochi marchigiani e un giovane cuoco abruzzese sostanziano la prima manche. Se la aggiudica un marchigiano che ha le Marche come terra di elezione ma non terra natale, essendo nato in Russia. È il bravo Nikita Sergeev che ha suo ristorante L’Arcade a Porto San Giorgio (Fm). La seconda manche è tutta laziale.
Ben quattro i giovani cuochi che agiscono nella capitale. Qui i vincitori sono due in quanto si verifica un ex-aequo. Passano in finale sia Mattia Lattanzio del Pipero al Rex che Marco Mattana della Trattoria Epiro, entrambi in Roma. E la finale Centro esita un altro ex-aequo: il marchigiano Nikita Sergeev (27 anni) e il romano Mattia Lattanzio (22 anni). Quindi, Gianfranco Bruno per il Sud e Nikita Sergeev e Mattia Lattanzio per il Centro accedono alla finale nazionale che si svolgerà il 5 ottobre a Roma.
Quali le percezioni scaturenti da questa kermesse di bravi giovani cuochi? A nostro avviso sta emergendo in maniera virtuosa e vistosa il fenomeno del pasto (pranzo ancor più che cena) destrutturato. Si rompono i consolidati assetti di un flow che vede antepasto, primo, secondo con contorno e dessert. I singoli piatti, laddove ben studiati e ben eseguiti, trovano riallocazioni originali che sfuggono a paradigmi in via di obsolescenza in una ristorazione di qualità che finalmente comprende che non ha avventori da sfamare bensì clienti avveduti ed esigenti da deliziare.
In questo scenario evolvente molto possono i giovani cuochi. La ristorazione italiana di qualità necessita della loro competenza che deve sempre crescere e mai impigrirsi, della loro passione che non ha da affievolirsi ed anche a ciò servono i momenti di confronto e, perché no, di sana ed allegra competizione, ed il loro talento. In contestualità di spazio e di tempo si è svolta anche “Pizza chef emergente”. Vincitore per il Sud Fabio Cozzolino di 50 Kalò, la famosa pizzeria di Napoli. Per il Centro ex-aequo: Elio Santosuosso de La Gatta Mangiona e Daniele Seu di Gazometro38, entrambi in Roma.

Nella foto, da sinistra: Mattia Lattanzio, Nikita Sergeev e Gianfranco Bruno
Può verificarsi il “probabile” ovvero che vinca un campano (80% delle probabilità) e può verificarsi il “possibile”, ovvero che vinca il lucano. E accade il possibile, con il talentuoso quanto modesto (dote rara!) Gianfranco Bruno de Lo Scrigno dei Sapori di Forenza (Pz) che accede alla finale. Seconda manche del Sud con tre giovani cuochi pugliesi, due giovani cuochi calabresi e un giovane cuoco siciliano. Stesso iter? Sì, stesso iter. Accede alla finale l’unico rappresentante della Sicilia il bravo Giuseppe Raciti del ristorante Zash in quel di Archi, frazione di Riposto (Ct).
I due cuochi a rappresentare il meridione peninsulare e il meridione insulare, si contendono in finale l’ambito titolo di cuoco emergente del Sud. Prevale con merito Gianfranco Bruno. Due giovani cuochi toscani, due giovani cuochi marchigiani e un giovane cuoco abruzzese sostanziano la prima manche. Se la aggiudica un marchigiano che ha le Marche come terra di elezione ma non terra natale, essendo nato in Russia. È il bravo Nikita Sergeev che ha suo ristorante L’Arcade a Porto San Giorgio (Fm). La seconda manche è tutta laziale.
Ben quattro i giovani cuochi che agiscono nella capitale. Qui i vincitori sono due in quanto si verifica un ex-aequo. Passano in finale sia Mattia Lattanzio del Pipero al Rex che Marco Mattana della Trattoria Epiro, entrambi in Roma. E la finale Centro esita un altro ex-aequo: il marchigiano Nikita Sergeev (27 anni) e il romano Mattia Lattanzio (22 anni). Quindi, Gianfranco Bruno per il Sud e Nikita Sergeev e Mattia Lattanzio per il Centro accedono alla finale nazionale che si svolgerà il 5 ottobre a Roma.
Quali le percezioni scaturenti da questa kermesse di bravi giovani cuochi? A nostro avviso sta emergendo in maniera virtuosa e vistosa il fenomeno del pasto (pranzo ancor più che cena) destrutturato. Si rompono i consolidati assetti di un flow che vede antepasto, primo, secondo con contorno e dessert. I singoli piatti, laddove ben studiati e ben eseguiti, trovano riallocazioni originali che sfuggono a paradigmi in via di obsolescenza in una ristorazione di qualità che finalmente comprende che non ha avventori da sfamare bensì clienti avveduti ed esigenti da deliziare.
In questo scenario evolvente molto possono i giovani cuochi. La ristorazione italiana di qualità necessita della loro competenza che deve sempre crescere e mai impigrirsi, della loro passione che non ha da affievolirsi ed anche a ciò servono i momenti di confronto e, perché no, di sana ed allegra competizione, ed il loro talento. In contestualità di spazio e di tempo si è svolta anche “Pizza chef emergente”. Vincitore per il Sud Fabio Cozzolino di 50 Kalò, la famosa pizzeria di Napoli. Per il Centro ex-aequo: Elio Santosuosso de La Gatta Mangiona e Daniele Seu di Gazometro38, entrambi in Roma.


