Bastano semplici accorgimenti e l’ostrica può essere servita in tanti modi. E rimane uno dei più nobili protagonisti della cucina, tanto da costituire una vera e propria passione per chi la mangia e per chi la prepara.



Parola dello chef Alfio Visalli (nella foto), che questa passione la coltiva da quando ha iniziato a lavorare ai fornelli e che l’ha portata, durante il suo show cooking, anche alla prestigiosa manifestazione agroalimentare Expo Food and Wine 2014. L’intervento di Visalli, dell’Associazione Provinciale Cuochi Etnei, guidata da Seby Sorbello, si è inserito perfettamente nel ricco calendario di dimostrazioni pratiche dell’evento. Tutto quello che c’è da sapere sulle ostriche, quali sono le migliori ricette che le valorizzano, quali i loro pregi naturali e la creazione infine di un menù particolareggiato e qualificato.

Questi i punti svelati, con il primo grande segreto: sapere riconoscere la qualità delle ostriche è ciò che fa la vera differenza. L’Ostrea Edulis, la Crassostrea Angulata e la Crassostrea Gigas. Delle tre, l’Ostrea Edulis è detta “ostrica piatta” ed è senz’altro la più rinomata e conosciuta come la migliore, oltre che la più costosa, poiché cresce nei fondali sabbiosi e si riproduce dieci volte meno rispetto alle altre due specie citate, che vengono invece allevate in sospensione. Nella realizzazione dei suoi piatti, il cuoco etneo ha proposto particolari accostamenti, utilizzando in parte tecniche di cottura delicate, come l’infusione a caldo in olio aromatizzato dando vita all’elegante entreé: “L’ostrica e le sue perle”, dove l’ostrica è accompagnata da tre sfere realizzate da icone del mare che si prestano ad essere degustate crude: tonno, gambero rosso di Mazara e dentice, così da offrire una diversa consistenza per ogni singola perla.

A farla da protagonista è anche un perlage di olio extravergine di oliva di Tonda Iblea, che renderà l’ostrica un boccone perfettamente equilibrato. Il risotto è stato, inoltre, uno dei piatti più apprezzati, con note di estrema leggerezza, arricchito dalla sapidità delle ostriche cotte a bassa temperatura, in sottovuoto.

Ma l’accostamento sicuramente più bizzarro e tutto catanese realizzato da Visalli, e che può costituire un ricco aperitivo, è stato certamente:“Seltz, limone e sale”, bevanda dissetante etnea, a cui lo chef ha aggiunto un’ostrica e la sua dolce sapidità (Speciales de Cancale). Una novità che ha riscosso gli applausi dei presenti e la gioia dei loro palati. Allo show cooking, con grande spirito di partecipazione e di iniziativa, è intervenuta anche l’organizzatrice di Expo Food and Wine, Alessandra Ambra, questa volta simpaticamente in veste di cuoco! Al termine della dimostrazione, lo chef Visalli ha voluto ringraziare il Centro Surgelati di Acireale, sempre presente e partner delle iniziative dell’Associazione Provinciale Cuochi Etnei.