Italia e Cina si incontrano a tavola. A Roma una gustosa unione tra culture
L'Associazione professionale cuochi italiani ha stretto un rapporto di collaborazione con i massimi rappresentanti della cucina cinese; per l'occasione a Roma sono stati preparati 14 piatti da cuochi italiani e cinesi
Incontro ad alto livello a Roma, al ristorante Platinum di Jin Lai, tra la cucina cinese e quella italiana. Per la prima volta, in occasione di Roma Expo, è stato firmato un accordo di amicizia e collaborazione tra l'Associazione professionale cuochi italiani (Apci) e le massime istituzioni rappresentative della cucina cinese. Con l'Apci, rappresentata dalla direttrice Sonia Re, dal presidente Roberto Carcangiu e da Marco Velletri della delegazione Lazio, erano presenti Zhou Xiaoyan per l'Apcc (Associazione professionale cuochi cinesi) e il presidente della “World Association of Chinese Cuisine”, Dong Zhen Xiang Da Dong, chef d'avanguardia e titolare della famosa catena di ristoranti Da Dong.

Nella foto, da sinistra: Sonia Re, Marco Velletri, Zhoy Xiaoyan e Dong Zhen Xiang Da Dong
Alla cerimonia è seguita una degustazione di 14 piatti preparati da sette cuochi italiani e altrettanti cinesi in un gustoso confronto tra i sapori delle due cucine. Lo chef Giorgio Perin, capitano della squadra italiana, ha coordinato il menu sulla base delle proposte presentate dagli chef provenienti da varie regioni d'Italia.
«È un confronto tra culture insolito e autorevole - ha detto Sonia Re dell'Apci - e per questo abbiamo voluto legarci all'Expo, a questo fil rouge che unisce tutti gli Stati e tradizioni geograficamente e culinariamente tanto diverse. È una competizione impegnativa ma fatta in un'atmosfera di amicizia e condivisione».
Applauditissimo Dong Zhen Xiang Da Dong, detto il “rivoluzionario della cucina cinese” o il “grande Da Dong”, e non solo per la sua statura imponente (1,93 cm). Questo chef, ammirato da Ferran Adrià e da Heston Blumenthal, ha parlato della sua filosofia e della nuova cucina cinese che ha tanto da dire pur nell'ambito della sua tradizione millenaria. «Negli ultimi decenni - ha detto Dong Zhen Xiang Da Dong - la nostra cucina ha assunto un ruolo particolarmente importante, parallelamente allo sviluppo del nostro Paese, e anche noi cuochi abbiamo dato il nostro contributo. Stasera siamo orgogliosi di presentarvi una panoramica totalmente nuova dei nostri piatti».
In effetti le sette specialità della squadra cinese hanno stupito per originalità, presentazione e per ingredienti decisamente innovativi per un banchetto tradizionale cinese, come tartufi e particolari spezie che hanno valorizzato materie prime come pesce e anatra. Proprio per le sue tante e originali versioni di questo volatile Dong Zhen Xiang Dadong è famoso. Il piatto forte del menu dei suoi ristoranti di Pechino e Shanghai è una croccante carne d'anatra magra privata del suo grasso e servita con salsa di prugne, aglio, scalogno e frittelle dolci.
Deliziosa anche la pelle dell'anatra allo zucchero, amata dagli imperatori. Tra i piatti presentati all'evento romano sono stati apprezzati particolarmente l'Anatra con pepe fresco e violette nella sfera di ghiaccio e il Gambero in salsa dolce. Molta creatività anche nei piatti della squadra italiana, con molte incursioni regionali ed esaltazione dei sapori mediterranei. Se Giorgio Perin ha voluto unite le due culture con la Tartare di fassona e salsa di frutti esotici, il pugliese Vito Semeraro è rimasto nella sua terra con il Risotto alle cime di broccolo con salsiccia e ciccioli di maiale, così come il campano Alfonso Crisci che ha presentato la sua Pasta Mista di Gragnano con cozze affumicate e olio al basilico.

Altre apprezzate proposte erano firmate da Paolo Montiglio, Antonio Putignano e Stefano Savi. A Tatiana Rendo e a Luca Malacrida è toccata la parte più dolce: apprezzatissima dagli ospiti e da tutta la comunità cinese la loro Meringata con frutti di bosco e il Lemon Flummery, una vellutata mousse con mandorle. Oli regionali sono stati forniti da Olitalia mentre i vini sono stati scelti da Jin Lai del ristorante Platinum: Prosecco di Valdobbiadene Cuvée di Boj, Gewurztraminer della Cantina Girlan, Cesanese del Piglio Casale della Ioria e un Amarone 2003 Igino Accordini. Un analogo evento sarà poi organizzato a Pechino con una trasferta della squadra italiana.

Nella foto, da sinistra: Sonia Re, Marco Velletri, Zhoy Xiaoyan e Dong Zhen Xiang Da Dong
Alla cerimonia è seguita una degustazione di 14 piatti preparati da sette cuochi italiani e altrettanti cinesi in un gustoso confronto tra i sapori delle due cucine. Lo chef Giorgio Perin, capitano della squadra italiana, ha coordinato il menu sulla base delle proposte presentate dagli chef provenienti da varie regioni d'Italia.
«È un confronto tra culture insolito e autorevole - ha detto Sonia Re dell'Apci - e per questo abbiamo voluto legarci all'Expo, a questo fil rouge che unisce tutti gli Stati e tradizioni geograficamente e culinariamente tanto diverse. È una competizione impegnativa ma fatta in un'atmosfera di amicizia e condivisione».
Applauditissimo Dong Zhen Xiang Da Dong, detto il “rivoluzionario della cucina cinese” o il “grande Da Dong”, e non solo per la sua statura imponente (1,93 cm). Questo chef, ammirato da Ferran Adrià e da Heston Blumenthal, ha parlato della sua filosofia e della nuova cucina cinese che ha tanto da dire pur nell'ambito della sua tradizione millenaria. «Negli ultimi decenni - ha detto Dong Zhen Xiang Da Dong - la nostra cucina ha assunto un ruolo particolarmente importante, parallelamente allo sviluppo del nostro Paese, e anche noi cuochi abbiamo dato il nostro contributo. Stasera siamo orgogliosi di presentarvi una panoramica totalmente nuova dei nostri piatti».In effetti le sette specialità della squadra cinese hanno stupito per originalità, presentazione e per ingredienti decisamente innovativi per un banchetto tradizionale cinese, come tartufi e particolari spezie che hanno valorizzato materie prime come pesce e anatra. Proprio per le sue tante e originali versioni di questo volatile Dong Zhen Xiang Dadong è famoso. Il piatto forte del menu dei suoi ristoranti di Pechino e Shanghai è una croccante carne d'anatra magra privata del suo grasso e servita con salsa di prugne, aglio, scalogno e frittelle dolci.
Deliziosa anche la pelle dell'anatra allo zucchero, amata dagli imperatori. Tra i piatti presentati all'evento romano sono stati apprezzati particolarmente l'Anatra con pepe fresco e violette nella sfera di ghiaccio e il Gambero in salsa dolce. Molta creatività anche nei piatti della squadra italiana, con molte incursioni regionali ed esaltazione dei sapori mediterranei. Se Giorgio Perin ha voluto unite le due culture con la Tartare di fassona e salsa di frutti esotici, il pugliese Vito Semeraro è rimasto nella sua terra con il Risotto alle cime di broccolo con salsiccia e ciccioli di maiale, così come il campano Alfonso Crisci che ha presentato la sua Pasta Mista di Gragnano con cozze affumicate e olio al basilico.

Altre apprezzate proposte erano firmate da Paolo Montiglio, Antonio Putignano e Stefano Savi. A Tatiana Rendo e a Luca Malacrida è toccata la parte più dolce: apprezzatissima dagli ospiti e da tutta la comunità cinese la loro Meringata con frutti di bosco e il Lemon Flummery, una vellutata mousse con mandorle. Oli regionali sono stati forniti da Olitalia mentre i vini sono stati scelti da Jin Lai del ristorante Platinum: Prosecco di Valdobbiadene Cuvée di Boj, Gewurztraminer della Cantina Girlan, Cesanese del Piglio Casale della Ioria e un Amarone 2003 Igino Accordini. Un analogo evento sarà poi organizzato a Pechino con una trasferta della squadra italiana.


