Svelato il segreto sul nome della toque di Francia che il 19 marzo celebrerà a Roma, nelle cucine di Palazzo Farnese, sede dell'Ambasciata di Francia, la festa mondiale della gastronomia francese “Gout de France/Good France”. Sarà Guillaume Gomez (nella foto), lo chef dell'Eliseo, che contemporaneamente ad altri mille chef di tutte le nazionalità, nei ristoranti e nelle sedi diplomatiche di 150 Paesi di 5 continenti, farà conoscere la grande cucina di Francia. Lo ha annunciato l'ambasciatrice in Italia, Catherine Colonna (nella foto), che insieme al consigliere culturale Eric Tallon, ha spiegato gli obiettivi di questa iniziativa internazionale per promuovere la cucina di Francia. Inserita dal 2010 nel Patrimonio Unesco, per secoli ha dettato legge, pur evolvendosi al passo con i tempi.

Guillaume Gomez e Catherine Colonna

«È più che mai viva, aperta e innovatrice, pur restando fedele ai valori della convivialità e del piacere - ha detto l'ambasciatrice - è un'arte del vivere che vogliamo condividere con tutto il mondo. L'Italia è il primo Paese che ha aderito alla nostra iniziativa del 19 marzo e con le “Giornate della gastronomia francese” che la precederanno (16-18 marzo) vogliamo creare un momento di convivialità e di amicizia franco-italiana. I nostri Paesi hanno molto in comune nell'ambito del turismo e dell'enogastronomia, temi che fanno parte della nostra cultura e della nostra identità. Ma vogliamo anche promuovere la nostra visione della qualità dei prodotti e difenderne le tipicità, in termini di gusto e di salute. E anche nell'ambito dell'Expo avremo l'opportunità di portare avanti i nostri comuni obiettivi».

“Gout de France/Good France” è un'iniziativa è del ministero degli Affari esteri e della cooperazione e sviluppo internazionale di Parigi e di Atout France, l'Ente per il Turismo Francese, con la collaborazione di Alain Ducasse, lo chef-mito che nei suoi 27 locali ha collezionato 19 stelle Michelin. A Roma, nelle “Giornate della Gastronomia Francese”, tre tra le più famose toques di Francia, Jean-Paul Bostoen, Christophe Dovergne e Martial Enguehard, collaboreranno con altrettanti chef italiani, Giuseppe d'Alessio dell'Hotel Sofitel, Andrea Quaranta del Ristorante Necci e Stefano Marzetti dell'Hotel Spledide Royal.

Guillaume GomezIl maitre patisser Stéphan Betmon, in collaborazione con il Caffè bistrot Propaganda, presenterà le sue creazioni dolci. In tutt'Italia sono un centinaio i ristoranti, stellati o semplici osterie e trattorie, che con i loro chef hanno aderito all'evento per realizzare un menu francese. Per citarne solo alcuni: Heinz Beck, Roy Cáceres, Chicco Cerea, Nadia e Giovanni Santini, Danilo Ciavattini, Giancarlo Perbellini, Andrea Fusco, Andrea Berton, Anthony Genovese, Angelo Troiani, Gennaro Esposito, Davide Scabin, Claudio Sadler, Cristina Bowerman, Davide Oldani, Peter Brunel, Roberto Petza, Giancarlo Morelli. Il frutto di questa condivisione sarà anche un'occasione di confronto sul tema di una cucina salutare e sostenibile, sempre più al centro degli stili di vita. Per la lista completa dei ristoranti italiani che hanno aderito all'iniziativa clicca qui.

Molti gli eventi collaterali delle giornate, dedicati ad appassionati gourmet e a professionisti del settore, tra cui all'Hotel Sofitel tre Masterclass, aperte al pubblico tenute dallo chef di Campione d'Italia, Bernard Fournier, e un incontro con Christophe Dovergne che presenterà un intero menu francese (per informazioni: masterclass.goutdefrance@institutfrancais.it). Per gli operatori il 16 marzo a Palazzo Farnese si terrà un incontro utile a distributori e grossisti per una migliore conoscenza dei prodotti francesi, di mare e di terra, nonché dei vini e degli Champagne (per informazioni milan@businessfrance.it).

Infine il 18 marzo si svolgerà a Villa Bonaparte, sede diplomatica francese presso la Santa Sede, la tavola rotonda “Francia-Italia, Il territorio a tavola” con lo chef dell'Eliseo Guillaume Gomez, il presidente di Slow Food Foundation, Piero Sardo, e il giornalista del Corriere della Sera, Luca Zanini. La cena di gala a Palazzo Farnese il 19 marzo concluderà le manifestazioni. La stessa serata in tutto il mondo si svolgeranno circa 1.500 cene made in France realizzate con alcune regole, ma con libertà al ristoratore di abbinarvi la propria cultura e la tradizione culinaria locale.



Nel menu dovranno aver posto un aperitivo della tradizione francese con champagne e gougères (beignet ripieni di formaggio o di foie gras), poi piatti caldi e freddi con crostacei (pensiamo subito alle ostriche), pesci, carni e formaggi ovviamente di Francia e un dessert al cioccolato. Poi non mancheranno vini e digestivi. Il prezzo del menu sarà a discrezione del ristoratore, ma il 5% delle vendite dovrà essere versato ad una Ong o ad una istituzione che promuova la salute e l'ambiente. Per "Gout de France/Good France” gli organizzatori si sono ispirati a Georges Auguste Escoffier che con “Le cene di Epicuro” nel 1912 invitava a provare lo stesso menu lo stesso giorno e in tutte le città del mondo.

«Il patrimonio della Francia - aveva detto il ministro degli Esteri Laurent Fabius alla presentazione del progetto - sono la cucina e i suoi vini. Mangiare alla francese è un patrimonio che non bisogna solo assaporare o glorificare. Bisogna farlo fruttare, metterlo in valore». Per l'ambasciatrice Catherine Colonna, «al di là della sua celebrazione, questo evento rende omaggio ai valori della cucina di oggi che deve basarsi su prodotti sani e naturali». Nei prossimi mesi sarà invece la cucina italiana a trionfare nelle cucine di Palazzo Farnese con l'evento “Cucine aperte” ad opera dei nostri chef che hanno aderito a “Gout de France/Good France” e che prepareranno un menu tutto tricolore.
 
Per informazioni:
www.goodfrance.com