L’articolato programma su cui Vito Intini (nella foto), neo presidente Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori vino), ha ottenuto, attraverso i grandi elettori, la fiducia degli iscritti all’associazione è in fase operativa. Nel suo intervento d’apertura del Consiglio del 13 dicembre scorso, Intini ha ribadito le linee guida della sua presidenza: importanza fondamentale della crescita culturale di tutti gli iscritti (soci, delegati o docenti, a ognuno dovrà essere data la possibilità di incrementare la propria cultura enologica) e massima trasparenza a tutti i livelli. In un’epoca in cui purtroppo si hanno continue notizie di sfruttamento a scopo personale delle cariche, cui invece si è chiamati a portare il contributo delle proprie esperienze, l’Onav - in linea con la sua antica tradizione - dovrà andare controcorrente ed essere un esempio di rigore, correttezza e sobrietà.

Vito Intini

Altra linea guida è far acquisire (in qualche caso riacquistare o consolidare) all’assaggiatore e all’associazione centralità nel mondo del vino, evitando di far prevalere la valorizzazione della propria immagine su quella dei collaboratori e degli associati. Obiettivo che può essere conseguito prima di tutto facendo sapere “cos’è” l’Onav, le sue finalità e in cosa differisce dalle altre organizzazioni (a volte di più recente costituzione) che validamente operano nel mondo del vino e facendo giocare l’associazione all’attacco.

A tal fine l’Onav deve uscire dal recinto della propria struttura (non solo come autocelebrazione presidenziale) e dall’eccessiva riservatezza (che ha caratterizzato presidenze come quella Rivella) con una campagna mediatica che evidenzi la “mission” dell’assaggiatore Onav e interagendo con le istituzioni (a Pia Donata Berlucchi e Teresa Bordin è stato affidato il relativo progetto). È inoltre importante predisporre iniziative che per originalità e innovazione possano focalizzare sull’Onav l’attenzione non solo degli addetti ai lavori: sono stati quindi affidati a Vito Intini e a Pia Donata Berlucchi gli “Stati generali del vino”, che dovrebbero coinvolgere i maggiori esponenti del mondo enologico.

È stato anche avviato il progetto “Nuovi concorsi nazionali” (affidato a Michele Alessandria, riconfermato direttore dell’associazione e prezioso elemento di continuità ed equilibrio), individuato come tassello fondamentale di quel mosaico di iniziative che dovrebbero adeguare l’Onav alle esigenze di una società in convulsa evoluzione e in cui non sono più sufficienti quei valori di professionalità e competenza propri dei rappresentanti e degli iscritti la cui formazione e competenza tecnica sono sempre state unanimemente riconosciute (ai relativi “progetti” sono stati confermati “onavisti” storici come Polese, Rissone e Rampone).