Quattromila presenze alla British edition del St. Moritz Gourmet Festival
Con la 22ª edizione del “St. Moritz Gourmet Festival” si sono celebrati i 150 anni del turismo invernale a St. Moritz e nella Svizzera intera. Nove i cuochi che operano nel Regno Unito ospiti della manifestazione
L’Alta Engadina è, certamente, una delle mete invernali più amate e famose del mondo, grazie ai suoi 4 comprensori e ai ben 350 km di piste innevate, che ne fanno una delle più vaste aree di sport invernali della Confederazione Svizzera, ma anche grazie alla sua trasformazione, per alcuni giorni all’inizio di ogni anno, nel paradiso dell’alta ristorazione. Qui, sin dal 1993, ovvero già prima dell’ondata di grande interesse a livello mondiale per la gastronomia, tuttora in atto, la ricca tradizione dell’hotellerie di St. Moritz si incontra con i migliori cuochi a livello internazionale, nel “St. Moritz Gourmet Festival”.

La manifestazione, tenutasi quest’anno dal 26 al 30 gennaio con ben 4mila presenze, non ha ospitato nessuno chef italiano (dopo la partecipazione alle ultime edizioni di chef del calibro di Massimo Bottura, Enrico e Roberto Cerea, Alfonso Iaccarino e Andrea Berton) in quanto la 22ª edizione è stata la cosiddetta “British Edition”. Tale denominazione in occasione della ricorrenza, nell’inverno 2014/15 dei 150 anni di turismo invernale per St. Moritz, l’Engadina e la Svizzera intera.
Nell’autunno 1864, l’albergatore engadinese Johannes Badrutt fece, infatti, una scommessa con quattro suoi ospiti proprio di nazionalità inglese: anche in inverno avrebbero potuto godersi il sole dell’Engadina in maniche di camicia sulla sua terrazza, in caso contrario, si sarebbe assunto lui i costi del viaggio. Erano i primi turisti invernali delle Alpi e avevano scoperto una nuova modalità di vacanza, quella delle settimane bianche.
Nove gli “star chefs” che operano nel Regno Unito ospiti della manifestazione: Claude Bosi presso il Badrutt’s Palace, lo storico Hotel, aperto nel 1896 dove, nel mese di dicembre, è stato inaugurato anche La Coupole - Matsuhisa, il nuovo ristorante del famoso chef Nobuyuki Matsuhisa (Nobu), Jason Atherton presso l’Hotel Schweizerhof, Martin Burge presso Suvretta House e la chef Angela Hartnett, nota sia per le sue partecipazioni televisive che per la sua passata collaborazione con Gordon Ramsay, presso il Carlton Hotel.

Presenti anche Virgilio Martínez, primo nella Latin America’s 50 Best Restaurants (recentemente ospite in Italia per il progetto Cook the Mountains, ideato da Norbert Niederkofler, del famoso Hotel Rosa Alpina di San Cassiano, in provincia di Bolzano), grazie al suo ristorante di cucina peruviana “Lima”, aperto a Londra, Chong Choi Fong presso il Grand Hotel Kronenhof, Atul Kochhar presso il Kulm Hotel e Nathan Outlaw presso l’Hotel Waldhaus Sils.
Quest’ultimo, ubicato su uno strato roccioso nella foresta, è stato costruito tra il 1905 e il 1908 e concepito per esser visto da lontano, ed è, tuttora, gestito, con grande passione, dalla medesima famiglia che lo ha fondato. Le dimensioni sono maestose, comprese quelle della cucina, dove opera lo chef Kurt Röösli e, soprattutto, degli eleganti saloni di rappresentanza, dove si respira un’atmosfera d’altri tempi. Qui i numerosi elementi dell’arredo originale sono eccezionalmente ben conservati, fra i quali un particolare piano meccanico Welte-Mignon del 1910.
Infine Isaac McHale, che ha operato presso il Kempinski Grand Hotel des Bains, costruito nel 1874 proprio sopra la fonte di Mauritius, dalla quale sgorga l’acqua minerale e terapeutica che ha dato il nome alla località turistica engadinese, e completamente rinnovato nel 2002. Al suo interno sono presenti ben 4 ristoranti, coordinati dall’executive chef Axel Rüdlin, fra i quali il raffinato Cà d’Oro, dove opera il “gourmet chef” Matthias Schmidberger e che rappresenta l’unico ristorante stellato di St Moritz.
Ad essere apprezzata da coloro che si recano a St. Moritz, non solo per il Festival, magari impiegando il celebre Bernina Express, dichiarato nel 2008 Patrimonio Unesco, che ha già superato i 100 anni di età e che affronta pendenze del 70% in un contesto montano di grande fascino, è poi anche la particolare cucina di dell’Engadina, proposta da numerose strutture come, ad esempio, il ristorante Lej da Staz, l’elegante Reine Victoria Hotel o il Mathis Foods Affaire, posizionato proprio sulle piste, partner gourmet del Kempinski e condotto dallo chef Reto Mathis, tra gli ideatori, nonché presidente del Festival.

La manifestazione, tenutasi quest’anno dal 26 al 30 gennaio con ben 4mila presenze, non ha ospitato nessuno chef italiano (dopo la partecipazione alle ultime edizioni di chef del calibro di Massimo Bottura, Enrico e Roberto Cerea, Alfonso Iaccarino e Andrea Berton) in quanto la 22ª edizione è stata la cosiddetta “British Edition”. Tale denominazione in occasione della ricorrenza, nell’inverno 2014/15 dei 150 anni di turismo invernale per St. Moritz, l’Engadina e la Svizzera intera.
Nell’autunno 1864, l’albergatore engadinese Johannes Badrutt fece, infatti, una scommessa con quattro suoi ospiti proprio di nazionalità inglese: anche in inverno avrebbero potuto godersi il sole dell’Engadina in maniche di camicia sulla sua terrazza, in caso contrario, si sarebbe assunto lui i costi del viaggio. Erano i primi turisti invernali delle Alpi e avevano scoperto una nuova modalità di vacanza, quella delle settimane bianche.
Nove gli “star chefs” che operano nel Regno Unito ospiti della manifestazione: Claude Bosi presso il Badrutt’s Palace, lo storico Hotel, aperto nel 1896 dove, nel mese di dicembre, è stato inaugurato anche La Coupole - Matsuhisa, il nuovo ristorante del famoso chef Nobuyuki Matsuhisa (Nobu), Jason Atherton presso l’Hotel Schweizerhof, Martin Burge presso Suvretta House e la chef Angela Hartnett, nota sia per le sue partecipazioni televisive che per la sua passata collaborazione con Gordon Ramsay, presso il Carlton Hotel.

Presenti anche Virgilio Martínez, primo nella Latin America’s 50 Best Restaurants (recentemente ospite in Italia per il progetto Cook the Mountains, ideato da Norbert Niederkofler, del famoso Hotel Rosa Alpina di San Cassiano, in provincia di Bolzano), grazie al suo ristorante di cucina peruviana “Lima”, aperto a Londra, Chong Choi Fong presso il Grand Hotel Kronenhof, Atul Kochhar presso il Kulm Hotel e Nathan Outlaw presso l’Hotel Waldhaus Sils.
Quest’ultimo, ubicato su uno strato roccioso nella foresta, è stato costruito tra il 1905 e il 1908 e concepito per esser visto da lontano, ed è, tuttora, gestito, con grande passione, dalla medesima famiglia che lo ha fondato. Le dimensioni sono maestose, comprese quelle della cucina, dove opera lo chef Kurt Röösli e, soprattutto, degli eleganti saloni di rappresentanza, dove si respira un’atmosfera d’altri tempi. Qui i numerosi elementi dell’arredo originale sono eccezionalmente ben conservati, fra i quali un particolare piano meccanico Welte-Mignon del 1910.
Infine Isaac McHale, che ha operato presso il Kempinski Grand Hotel des Bains, costruito nel 1874 proprio sopra la fonte di Mauritius, dalla quale sgorga l’acqua minerale e terapeutica che ha dato il nome alla località turistica engadinese, e completamente rinnovato nel 2002. Al suo interno sono presenti ben 4 ristoranti, coordinati dall’executive chef Axel Rüdlin, fra i quali il raffinato Cà d’Oro, dove opera il “gourmet chef” Matthias Schmidberger e che rappresenta l’unico ristorante stellato di St Moritz.
Ad essere apprezzata da coloro che si recano a St. Moritz, non solo per il Festival, magari impiegando il celebre Bernina Express, dichiarato nel 2008 Patrimonio Unesco, che ha già superato i 100 anni di età e che affronta pendenze del 70% in un contesto montano di grande fascino, è poi anche la particolare cucina di dell’Engadina, proposta da numerose strutture come, ad esempio, il ristorante Lej da Staz, l’elegante Reine Victoria Hotel o il Mathis Foods Affaire, posizionato proprio sulle piste, partner gourmet del Kempinski e condotto dallo chef Reto Mathis, tra gli ideatori, nonché presidente del Festival.


