La frittura non frittura di Circiello. Cottura innovativa, sapori della tradizione
Durante gli show cooking che hanno caratterizzato il congresso Fic di Firenze, Alessandro Circiello ha proposto una frittura non frittura su un letto di insalata liquida, utilizzando tecniche di lavorazione innovative
In occasione del congresso della Federazione italiana cuochi (Fic) a Firenze, dove è stato presentato il manifesto Cuoco 3.0 come simbolo di una nuova partenza per il settore della ristorazione, gli show cooking di grandi cuochi hanno avuto uno spazio rilevante e sono stati soprattutto l’occasione per presentare nuove tecniche di lavorazione in cucina. Alessandro Circiello (nella foto), cuoco noto in televisione ed elemento di spicco della Fic (di cui è anche presidente regionale per il Lazio), ha proposto una “Frittura non frittura su un letto di insalata liquida”.
«L'insalata - spiega Circiello - è un piatto che si mangia in ogni o parte del mondo. La mia idea è stata quella di estrarne le vitamine, la vitamina C soprattutto, contenuta negli spinaci, nella lattuga e nella scarola. Per farlo ho utilizzato un estrattore di succo, che a differenza della centrifuga che estrae soltanto acqua, estrae la polpa, una parte della fibra e tutta la parte liquida, come sali minerali e vitamine. Così ho composto la base del piatto».

«Ho cotto i filetti di triglia - continua Circiello - in modo da proporre una frittura non frittura, perché ricordiamolo: la frittura fa male, ma solo se viene mangiata troppo spesso e se fatte nella maniera sbagliata. Per farla io ho posto il filetto di triglia sulla griglia di acciaio da forno, dopodiché ho colato sopra ogni singolo filetto di triglia l'olio extravergine a 180 gradi per tre volte. In questo modo la triglia si è cotta in maniera indiretta. In questo caso la cottura è un misto tra una vasocottura in olio e una cottura al microonde, molto delicata e che fa rimanere intatte la fibra e al polpa».
L’abilità di Alessandro Circiello consiste dunque nell’unire tecniche di cottura e di lavorazione innovative alla tradizione culinaria. Questa scelta la si riscontra in particolare nella scelta degli ingredienti, sempre legati al territorio e alle sue origini, lavorati con tecniche inedite, e capaci di produrre piatti gustosi con alti valori nutrizionali. Come ogni grande chef, Circiello sostiene la necessità di studiare con attenzione non solo il momento della cottura, quanto anche i momenti che la precedono e che la seguono: il risultato finale è infatti dato da un lavoro complesso e meticoloso, costituito da numerosi passaggi.
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«La triglia chiaramente - aggiunge Circiello - va messa prima in frigorifero a 4°C, lasciata a marinare con un po’ di timo e olio per un paio d’ore per darle un sapore più marcato. Una volta versatole l’olio a 180°C per tre volte, senza bisogno di girarla mai perché è molto sottile e il calore dell’olio è molto elevato, si adagiano i filetti sul letto di insalata liquida».
Il ritorno alle origini in cucina è un concetto chiave che Alessandro Circiello avvalora con questo piatto, in cui le erbe aromatiche e i vari condimenti svolgono un ruolo fondamentale nella definizione del sapore.

«Una volta stesi i filetti di triglia sul letto di insalata liquida - conclude Circiello - ho aggiunto un olio di canapa biologico e delle erbe aromatiche. Questa scelta costituisce per me un ritorno alle origini: erbe e germogli sono sempre stati nel nostro passato la base della nostra alimentazione, così come i cereali. Negli ultimi 10 anni stanno tornando molto in voga a livello mondiale e nell’ultimo periodo anche in Italia. Non dobbiamo mangiar solo carne o pesce, ma anche tanti germogli, erbe aromatiche al posto del sale, tanti legumi: cicerchia, orzo perlato, farro, che si possono cucinare in tanti modi, anche gustosi».
Ricetta: Frittura non frittura con insalata liquida
«L'insalata - spiega Circiello - è un piatto che si mangia in ogni o parte del mondo. La mia idea è stata quella di estrarne le vitamine, la vitamina C soprattutto, contenuta negli spinaci, nella lattuga e nella scarola. Per farlo ho utilizzato un estrattore di succo, che a differenza della centrifuga che estrae soltanto acqua, estrae la polpa, una parte della fibra e tutta la parte liquida, come sali minerali e vitamine. Così ho composto la base del piatto».

«Ho cotto i filetti di triglia - continua Circiello - in modo da proporre una frittura non frittura, perché ricordiamolo: la frittura fa male, ma solo se viene mangiata troppo spesso e se fatte nella maniera sbagliata. Per farla io ho posto il filetto di triglia sulla griglia di acciaio da forno, dopodiché ho colato sopra ogni singolo filetto di triglia l'olio extravergine a 180 gradi per tre volte. In questo modo la triglia si è cotta in maniera indiretta. In questo caso la cottura è un misto tra una vasocottura in olio e una cottura al microonde, molto delicata e che fa rimanere intatte la fibra e al polpa».
L’abilità di Alessandro Circiello consiste dunque nell’unire tecniche di cottura e di lavorazione innovative alla tradizione culinaria. Questa scelta la si riscontra in particolare nella scelta degli ingredienti, sempre legati al territorio e alle sue origini, lavorati con tecniche inedite, e capaci di produrre piatti gustosi con alti valori nutrizionali. Come ogni grande chef, Circiello sostiene la necessità di studiare con attenzione non solo il momento della cottura, quanto anche i momenti che la precedono e che la seguono: il risultato finale è infatti dato da un lavoro complesso e meticoloso, costituito da numerosi passaggi.
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«La triglia chiaramente - aggiunge Circiello - va messa prima in frigorifero a 4°C, lasciata a marinare con un po’ di timo e olio per un paio d’ore per darle un sapore più marcato. Una volta versatole l’olio a 180°C per tre volte, senza bisogno di girarla mai perché è molto sottile e il calore dell’olio è molto elevato, si adagiano i filetti sul letto di insalata liquida».
Il ritorno alle origini in cucina è un concetto chiave che Alessandro Circiello avvalora con questo piatto, in cui le erbe aromatiche e i vari condimenti svolgono un ruolo fondamentale nella definizione del sapore.

«Una volta stesi i filetti di triglia sul letto di insalata liquida - conclude Circiello - ho aggiunto un olio di canapa biologico e delle erbe aromatiche. Questa scelta costituisce per me un ritorno alle origini: erbe e germogli sono sempre stati nel nostro passato la base della nostra alimentazione, così come i cereali. Negli ultimi 10 anni stanno tornando molto in voga a livello mondiale e nell’ultimo periodo anche in Italia. Non dobbiamo mangiar solo carne o pesce, ma anche tanti germogli, erbe aromatiche al posto del sale, tanti legumi: cicerchia, orzo perlato, farro, che si possono cucinare in tanti modi, anche gustosi».
Ricetta: Frittura non frittura con insalata liquida


