Pierino Dell’Avo, la vita ricca di successi di uno dei più grandi barman italiani
Dotato di grande umiltà, il barman Pierino Dell'Avo, che negli anni '80 fu consigliere nazionale dell’Aibes, amava stare con i giovani barman e osservare il passaggio storico dall’epoca in cui visse lui a quella odierna
Lo scorso febbraio è mancato uno dei più grandi barman che abbiamo avuto in Italia, Pierino Dell'Avo, noto oltre che per le sue capacità professionali, di stile ed eleganza, anche per essere balzato alle cronache nazionali per un episodio di cronaca accaduto il 16 settembre del 1948.
L’Hotel Villa d’Este, in origine era la costruzione di Palazzo Tolomeo Gallio, costruito nel 1568, su progetto del noto architetto Pellegrino Pellegrini, detto “Tibaldi” commissionata dal Cardinale Tolomeo Gallio che era originario di una nobile famiglia Comasca. Il nome Villa d’Este, venne dato nel 1815 da Carolina di Brunswick-Wolfenbuttel, Principessa di Galles e promessa regina d’Inghilterra, dove visse per molti anni in esilio dal marito Re Giorgio IV che la ripudiò quasi subito dopo il matrimonio.

Nella foto, da sinistra: Saccani Mario, Alessia Rovati, Francesco Di Giglio, Pierino Dellavo, Alfredo Raineri, Carmine Lamorte e Adriano Mattaboni
Si dovette attendere il 1873 affinché la Villa divenisse il prestigioso hotel conosciuto in tutto il mondo, luogo di villeggiatura dell’aristocrazia di tutto il mondo ma particolarmente tra l’aristocrazia del nord Italia. Nel 1913 la Villa ed il suo parco vennero classificati dalla sopraintendenza nazionale ai monumenti, monumento nazionale. Nel 1926 si inaugurò il Golf Villa D’Este di 18 buche, e annessa club house a 12 km. dall’Hotel.
Per decine di anni sotto la gestione della famiglia Droulers, l’Hotel ha conosciuto un grande sviluppo e attenzione nella direzione, specialmente grazie a Jean-Marc che effettuò profondi rinnovamenti per offrire maggior comfort alla sua clientela internazionale. E proprio sotto la direzione della famiglia Droulers che inizia la storia di questo grande barman Pierino Dell’Avo, presso il Villa d’Este dove dal 1947 vi resterà fino al 1982 alternando le stagioni estive sul lago a quelle invernali al Palace Badrutts Hotel di Saint Moritz.
Pierino nasce a Plesio, paese sulla collina in provincia di Como, il 12 novembre 1921, inizia la sua carriera in Hotel giovanissimo nel 1934 all’Hotel Bellavista di Menaggio, a soli 13 anni come commis di sala. Successivamente come avveniva in quel tempo passa in una nuova brigata presso il Grand Hotel Regina di Salsomaggiore, durante le stagioni invernali invece all’Hotel Angst di Bordighera.
Dopo la pausa bellica rientra nel giro alberghiero presso l’Hotel Centrale di Salsomaggiore mentre in inverno a Santa Caterina di Valfurva al Grand Hotel. Ed arriviamo al 1947 anno del suo ingresso al Villa d’Este a 26 anni, dove trova il grande capo barman Stefano Preti classe 1911, un genio del bar, che pochi conoscono, rimanendo con lui fino al passaggio alla qualifica di capo barman ereditata dal maestro Preti.
Pierino fu il secondo capo barman dell’Hotel, e il Villa d’Este non ne ha avuti molti dall’inizio della storia dell’American bar in Italia, dopo Preti il primo capo barman che ideò uno dei primi american bar d’Italia nella ex cappella della Villa, Pierino dell’Avo, seguito per un breve periodo da Giovanni Caielli, fino all’attuale capo barman Ilio Chiocci.
Ma veniamo all’episodio che fece balzare Pierino alle cronache nazionali, nel 1948. Fu testimone di un omicidio davanti ai marmi del suo bar, quella notte dopo una sfilata di moda, attorno alle 2.00. L’omicidio fu quello dell’Industriale Carlo Sacchi da parte della sua amante la contessa Bellentani che in un raptus di gelosia lo freddò con un colpo di pistola al cuore per l’ennesima promessa mancata di fuggire insieme. Pierino che si trovava dietro il banco bar si era appena girato per prendere un pacchetto di Chesterfield alla contessa che era seduta sullo sgabello di lato a Carlo Sacchi.
Pierino fu il testimone di quell’omicidio clamoroso per l’epoca che come detto tenne banco su tutti i principali quotidiani nazionali per settimane. Storia degna dei migliori film di James Bond con tocco finale quando Pierino risolse il problema di come tracciare la sagoma del cadavere sul pavimento fornendo un gessetto dei tavoli da biliardo, non avendo la polizia dell’epoca, accorsa sul luogo del delitto, un gesso a disposizione.
Ho avuto modo di essere amico oltre che allievo di Pierino per lunghissimi anni; dotato di grande umiltà amava stare con i giovani barman e osservare il passaggio storico dall’epoca che visse lui a quella odierna fino al febbraio di questo anno che vide purtroppo la sua scomparsa in serenità a Plesio dove era nato 93 anni prima. Negli anni '80 fu consigliere nazionale dell’Aibes. Fu testimone d’eccellenza in occasione delle celebrazioni del 50° anniversario di fondazione dell’Aibes nel novembre 1999, con delegazioni che arrivarono da tutto il mondo, che ebbi l’onore e la fortuna di organizzare con l’aiuto dei soci della sezione Lombardia.
Nel momento in cui chiudo il pezzo su Pierino, mi giunge purtroppo notizia della scomparsa di due altri grandi barman, Alberto Perotti, storico barman del Des Iles Borromees di Stresa e del Palace Hotel di Milano e di Franco Doga, mitico barman degli Hotel Cenobio dei Dogi di Camogli e del Columbia di Genova, ce ne occuperemo nei prossimi numeri. Pierino tra le molte ricette da lui inventate, ne lascia due a cui teneva particolarmente. Ve le ripropongo in versione integrale ed originale.
Lady Emily
Wassara
L’Hotel Villa d’Este, in origine era la costruzione di Palazzo Tolomeo Gallio, costruito nel 1568, su progetto del noto architetto Pellegrino Pellegrini, detto “Tibaldi” commissionata dal Cardinale Tolomeo Gallio che era originario di una nobile famiglia Comasca. Il nome Villa d’Este, venne dato nel 1815 da Carolina di Brunswick-Wolfenbuttel, Principessa di Galles e promessa regina d’Inghilterra, dove visse per molti anni in esilio dal marito Re Giorgio IV che la ripudiò quasi subito dopo il matrimonio.

Nella foto, da sinistra: Saccani Mario, Alessia Rovati, Francesco Di Giglio, Pierino Dellavo, Alfredo Raineri, Carmine Lamorte e Adriano Mattaboni
Si dovette attendere il 1873 affinché la Villa divenisse il prestigioso hotel conosciuto in tutto il mondo, luogo di villeggiatura dell’aristocrazia di tutto il mondo ma particolarmente tra l’aristocrazia del nord Italia. Nel 1913 la Villa ed il suo parco vennero classificati dalla sopraintendenza nazionale ai monumenti, monumento nazionale. Nel 1926 si inaugurò il Golf Villa D’Este di 18 buche, e annessa club house a 12 km. dall’Hotel.
Per decine di anni sotto la gestione della famiglia Droulers, l’Hotel ha conosciuto un grande sviluppo e attenzione nella direzione, specialmente grazie a Jean-Marc che effettuò profondi rinnovamenti per offrire maggior comfort alla sua clientela internazionale. E proprio sotto la direzione della famiglia Droulers che inizia la storia di questo grande barman Pierino Dell’Avo, presso il Villa d’Este dove dal 1947 vi resterà fino al 1982 alternando le stagioni estive sul lago a quelle invernali al Palace Badrutts Hotel di Saint Moritz.
Pierino nasce a Plesio, paese sulla collina in provincia di Como, il 12 novembre 1921, inizia la sua carriera in Hotel giovanissimo nel 1934 all’Hotel Bellavista di Menaggio, a soli 13 anni come commis di sala. Successivamente come avveniva in quel tempo passa in una nuova brigata presso il Grand Hotel Regina di Salsomaggiore, durante le stagioni invernali invece all’Hotel Angst di Bordighera.
Dopo la pausa bellica rientra nel giro alberghiero presso l’Hotel Centrale di Salsomaggiore mentre in inverno a Santa Caterina di Valfurva al Grand Hotel. Ed arriviamo al 1947 anno del suo ingresso al Villa d’Este a 26 anni, dove trova il grande capo barman Stefano Preti classe 1911, un genio del bar, che pochi conoscono, rimanendo con lui fino al passaggio alla qualifica di capo barman ereditata dal maestro Preti.
Pierino fu il secondo capo barman dell’Hotel, e il Villa d’Este non ne ha avuti molti dall’inizio della storia dell’American bar in Italia, dopo Preti il primo capo barman che ideò uno dei primi american bar d’Italia nella ex cappella della Villa, Pierino dell’Avo, seguito per un breve periodo da Giovanni Caielli, fino all’attuale capo barman Ilio Chiocci.
Ma veniamo all’episodio che fece balzare Pierino alle cronache nazionali, nel 1948. Fu testimone di un omicidio davanti ai marmi del suo bar, quella notte dopo una sfilata di moda, attorno alle 2.00. L’omicidio fu quello dell’Industriale Carlo Sacchi da parte della sua amante la contessa Bellentani che in un raptus di gelosia lo freddò con un colpo di pistola al cuore per l’ennesima promessa mancata di fuggire insieme. Pierino che si trovava dietro il banco bar si era appena girato per prendere un pacchetto di Chesterfield alla contessa che era seduta sullo sgabello di lato a Carlo Sacchi.
Pierino fu il testimone di quell’omicidio clamoroso per l’epoca che come detto tenne banco su tutti i principali quotidiani nazionali per settimane. Storia degna dei migliori film di James Bond con tocco finale quando Pierino risolse il problema di come tracciare la sagoma del cadavere sul pavimento fornendo un gessetto dei tavoli da biliardo, non avendo la polizia dell’epoca, accorsa sul luogo del delitto, un gesso a disposizione.
Ho avuto modo di essere amico oltre che allievo di Pierino per lunghissimi anni; dotato di grande umiltà amava stare con i giovani barman e osservare il passaggio storico dall’epoca che visse lui a quella odierna fino al febbraio di questo anno che vide purtroppo la sua scomparsa in serenità a Plesio dove era nato 93 anni prima. Negli anni '80 fu consigliere nazionale dell’Aibes. Fu testimone d’eccellenza in occasione delle celebrazioni del 50° anniversario di fondazione dell’Aibes nel novembre 1999, con delegazioni che arrivarono da tutto il mondo, che ebbi l’onore e la fortuna di organizzare con l’aiuto dei soci della sezione Lombardia.
Nel momento in cui chiudo il pezzo su Pierino, mi giunge purtroppo notizia della scomparsa di due altri grandi barman, Alberto Perotti, storico barman del Des Iles Borromees di Stresa e del Palace Hotel di Milano e di Franco Doga, mitico barman degli Hotel Cenobio dei Dogi di Camogli e del Columbia di Genova, ce ne occuperemo nei prossimi numeri. Pierino tra le molte ricette da lui inventate, ne lascia due a cui teneva particolarmente. Ve le ripropongo in versione integrale ed originale.
Lady Emily
- 1/3 Cointreau
- 1/3 Vodka Stolichknaya
- 1/3 Succo di limone fresco
Wassara
- 1/3 Rum Bacardi
- 1/3 Martini dry
- 1/3 Succo d’arancia
- 6 gocce di Grand Marnier
- Uno spruzzo di soda water


