Ultimo allenamento ufficiale ai fornelli, nel Centro studi e formazione Saps di Pentole Agnelli, a Lallio (Bg), per lo chef bergamasco Francesco Gotti del Bobadilla di Dalmine (Bg), che sarà il rappresentante della Federazione italiana cuochi e quindi gareggerà per l’Italia alla competizione mondiale di cucina individuale “Global Chef Challenge” che si svolgerà in Norvegia, a Stavanger, dall’1 al 5 luglio. Con Gotti, che gareggerà per la sezione senior, si è allenato anche Giovanni Lorusso, pugliese, che sarà in gara nella sezione junior.

Sono stati presentati i menu messi a punto con i due coach Fabio Tacchella e Fernando Bassi. I piatti dei due chef, studiati e perfezionati più volte, rispettano le regole approvate dalla Wacs-World association of chef society. A Lallio sono stati assaggiati da esperti di alto livello, tra cui lo stesso presidente nazionale dei cuochi italiani, Paolo Caldana, e il presidente regionale lombardo Carlo Cranchi, presenti altri esperti del settore e gli sponsor guidati da Baldassare Agnelli.

da sinistra: Baldassare Agnelli, Francesco Gotti, Giovanni Lorusso e Paolo Caldana
Nella foto, da sinistra: Baldassare Agnelli, Francesco Gotti, Giovanni Lorusso e Paolo Caldana.

Piatti che hanno dovuto rispettare gli ingredienti imposti dal concorso ma ai quali non manca la creatività italiana. Anche per l’uso di prodotti e di strumenti innovativi made in Italy, come quelli degli sponsor che sostengono la squadra azzurra dei fornelli: Olio del Garda Turri, Parmigiano-Reggiano Bonat, Riseria Ferron, Olio per frittura Gold Star, Vini Veronesi Monte Zovo, Base Protection (shoes), Pavoni (articoli per pasticceria), Pentole Agnelli, Attrezzature di cucina Tre Spade e Tecnologie Decorfood Italy.

«In Norvegia, ogni secondo sarà prezioso - dice Gotti - e dovrò realizzare in sei ore e 45 minuti un menu di quattro portate per 12 persone». Gotti ha scelto di vestire i panni dell’artista in cucina: per i suoi piatti si è ispirato a quadri di pittori famosi, a cui ha carpito la tavolozza di colori e le forme.

Il piatto di apertura prevede ingredienti ovo-latto-vegetariani: un “nido”, composto da un piccolo uovo di gallina americana, cotto in modo particolare, con aceto balsamico nel tuorlo e accompagnato da un preparato croccante. Il piatto di pesce (halibut) avrà due diverse cotture, fritto e affogato, e una salsa ad effetto cromatico. Per la terza portata carne di Kobe come un’opera d’arte, creata con la carne in tre cotture, alcuni contorni e ingredienti, come riso giallo e foie gras.

Per finire in bellezza, Gotti ha imitato il suo artista preferito, Kandinskij, con il dolce a cerchi e triangoli, fatto con cioccolato e tè verde aromatico, richiesti dal regolamento, ma anche mango e wasabi tritato e che, nella pastafrolla, racchiude temperature e consistenze diverse.

Per far comprendere ai giudici del Global Chef la “portata” dei concorrenti italiani, il team ha realizzato per loro un ricettario con ricette, foto dei piatti, storia dei due protagonisti e spiegazioni su scelte, ingredienti e procedimenti adottati. Tra questi, il concetto di “naturalezza”, coniugata con “selvatico” ma “raffinato”, che verrà esposto da Lorusso, impegnato in Norvegia nell”Hans Bueschkens Giovani Chef Challenge”.

Francesco Gotti

«A complemento dello stile preciso e artistico di Gotti - afferma Lorusso - il mio sarà quello della naturalezza che si traduce non in gretto bensì in autentico. In tal senso, ho concepito le mie preparazioni, come il tuorlo marinato, reinventato a cupola con peperoni gialli e maionese bianca, all’albume. Per la portata principale, ho accostato un tortino di gorgonzola e Parmigiano-Reggiano con confettura di albicocche, senape e una piccola salsiccia di Kobe. Quanto all’halibut, l’ho coperto con gamberoni rossi, insaporito con acqua profumata al limone giapponese e guarnito con un intingolo verde-smeraldo, ottenuto con bietole, spinaci, piselli e rucola».

Lo stile italiano in aggiunta alle regole della cucina nordica. «Si spera - ha auspicato lo stesso presidente nazionale Fic, Caldana - che le regole del Global Chef, diverse da quelle rigidamente francesi del Bocuse d’Or, permettano alla fantasia e alla mediterraneità della cucina italiana di brillare come meritano».

In gara, lo chef executive del ristorante “Le lampare del Fortino” di Trani potrà contare su appena tre ore per le sue portate in quattro porzioni. Ma Lorusso ha un asso nella manica che si giocherà a Stavanger: «Si tratta dell’acqua di mare, ricavata da una Riserva naturale dell’Adriatico pugliese, purissima in quanto microfiltrata e sterilizzata, che utilizzerò in sostituzione del sale. Ma un altro punto forte è il dessert in forma di zuppa, con mojito, mango e cioccolato fondente, brinata con amaretti e cocco e rifinita con gelatina, tè alla pesca e mezza pesca-baby, sciroppata con vino e amaretto. Comunque vada sono soddisfatto di questa esperienza che mi ha fatto comprendere come non bisogna mai essere troppo sicuri di sé».

Il risultato si conoscerà la sera del 6 luglio e si spera che sia un tricolore italiano a sventolare più in alto.