Al via il Campionato Mondiale della Pasta. In gara 25 grandi chef da oltre 20 Paesi
A Parma, nella sede di Academia Barilla, 25 chef provenienti da oltre 20 Paesi diversi si sfidano nella preparazione del piatto principe della cucina italiana, la pasta, in occasione del Campionato Mondiale della Pasta
Per il terzo anno consecutivo, Parma diventa la capitale della cucina italiana nel mondo grazie alla competizione organizzata da Academia Barilla, che prende il via oggi 12 giugno e proseguirà fino a domani 13 giugno. Gli chef in gara per il primo premio si troveranno a sfidare i campioni delle due precedenti edizioni: Yoshi Yamada (Giappone) e Giorgio Nava (Sud Africa).

«Non basta - sottolinea Gianluigi Zenti, direttore di Academia Barilla fin dalla sua fondazione - far conoscere all’estero l’alta qualità dei nostri prodotti, difendendoli da imitazioni e contraffazioni, occorre anche trasmettere la cultura gastronomica che questi prodotti sanno esprimere con autorevolezza, premiando chi porta la vera cucina italiana all’estero».
«Iniziative come il Campionato Mondiale della Pasta - conclude Zenti - sono fondamentali, non solo per qualificare la ristorazione italiana nel mondo, ma anche per promuovere il mercato dei nostri prodotti agroalimentari e il turismo enogastronomico nel nostro Paese. I professionisti italiani e stranieri, che si distinguono fuori dall’Italia, tengono alto il buon nome del “Made in Italy a tavola” e svolgono un’indubbia funzione di orientamento ed educazione nei confronti del pubblico».

«Non basta - sottolinea Gianluigi Zenti, direttore di Academia Barilla fin dalla sua fondazione - far conoscere all’estero l’alta qualità dei nostri prodotti, difendendoli da imitazioni e contraffazioni, occorre anche trasmettere la cultura gastronomica che questi prodotti sanno esprimere con autorevolezza, premiando chi porta la vera cucina italiana all’estero».
«Iniziative come il Campionato Mondiale della Pasta - conclude Zenti - sono fondamentali, non solo per qualificare la ristorazione italiana nel mondo, ma anche per promuovere il mercato dei nostri prodotti agroalimentari e il turismo enogastronomico nel nostro Paese. I professionisti italiani e stranieri, che si distinguono fuori dall’Italia, tengono alto il buon nome del “Made in Italy a tavola” e svolgono un’indubbia funzione di orientamento ed educazione nei confronti del pubblico».

