L’Onav (Organizzazione nazionale assaggiatori vino) non è mancata all’appuntamento veronese di Vinitaly, per dedicarsi alla scoperta delle ultime annate e conoscere quanto di meglio produce l’enologia mondiale. Nello stand istituzionale all’interno del padiglione Piemonte si sono degustati i vini vincitori dell’ultima edizione della Douja d’Or ed è stato possibile partecipare a degustazioni assistite. Nella giornata inaugurale il presidente ha incontrato i delegati e i soci presenti in fiera per un simpatico saluto e scambio di opinioni.

Un altro appuntamento di successo si è svolto a Milano, dove i soci Onav hano partecipato ad un’interessantissima serata dedicata al Sud Africa. Il banco assaggio si è svolto in collaborazione con l’ufficio economico del Consolato generale del Sud Africa a Milano e ha fatto parte del programma di iniziative predisposte dalle istituzioni sudafricane in occasione della visita in Italia di una delegazione dell’industria agroalimentare, programma che oltre a numerosi incontri business ha previsto un interessante convegno su agroalimentare sudafricano e possibilità di investimento e di scambi commerciali.

Il Sud Africa è una realtà enologica ancora poco conosciuta nel nostro Paese pur presentando aspetti interessanti e vini eccellenti: con oltre 100mila ettari di vigneto dedicati a uve da vino è il settimo produttore a livello mondiale. I vitigni sono prevalentemente francesi e internazionali con l’eccezione del Pinotage, un autoctono ottenuto dall’incrocio tra Cisnaut e Pinot Nero da cui si ottengono ottimi vini bianchi.

La viticoltura sudafricana è giovane rispetto alla nostra o a quella di altri Paesi europei, ma con i suoi 350 anni comunque può vantare una certa tradizione enologica a livello mondiale. La zona di maggior concentrazione di vigneti è The Cape Winelands, un’ara collinare di grande bellezza poco distante dalla costa per cui può usufruire di un clima temperato. La produzione vinicola è soprattutto di vini bianchi la cui qualità è generalmente buona con l’eccezione del Chenin Blanc, un vitigno originario della Loira da cui si ottengono bianchi secchi di grande qualità e ottimi spumanti, vini dolci e liquorosi (quest’ultimo alla degustazione ricorda lo Sherry spagnolo).

Alla manifestazione organizzata dall’Onav hanno partecipato 12 aziende produttrici che hanno presentato 39 vini fornendo un quadro articolato e sostanzialmente completo del mondo vinicolo sudafricano. Netta la prevalenza dei vini ottenuti da un solo vitigno, indice di una scelta generale produttiva finalizzata a valorizzare al massimo le caratteristiche locali dei diversi vitigni in modo da differenziarsi (e possibilmente superare) i vini europei o di altre tradizioni ottenuti dalle stesse tipologie d’uve.

Sulla base dei giudizi espressi da molti partecipanti, i vini bianchi sono apparsi decisamente più interessanti dei rossi, salvo eccezioni come lo Shiraz. Inutile precisare che la palma del più gettonato e apprezzato è andata senza dubbio al Chenin Blanc, di gran lunga il migliore per ricchezza di bouquet, armonia ed equilibrio in bocca e fascino del colore. Una sorpresa è stata il Gewürztraminer: per ricchezza e persistenza dei profumi si è rivelato all’altezza dei migliori italiani. Decisamente interessante anche il Grenache Blanc.

Hanno completato l’ottimo livello della degustazione alcuni prodotti food cui è spettato l’onore di far conoscere alcuni aspetti gastronomici del Sud Africa, conoscenza senza dubbio parziale: ottime le diverse tipologie di salse e veramente notevoli le praline. Al termine della serata è rimasto il desiderio di effettuare una degustazione a Cape Winelands.