Il vino e la società che cambia è l’intrigante tema del 32° congresso dell’Onav-Organizzazione nazionale assaggiatori vino (Campania 1- 4 maggio 2014), testimonianza della grande attenzione all’evolversi culturale ed economico della società italiana da sempre peculiarità dell’associazione la cui finalità non è solo insegnare a “leggere” un vino e riconoscerlo se buono e soprattutto sano, ma educare il consumatore a bere in modo da trarne non solo gioia, ma anche quei benefici sulla salute insiti in un bicchiere di buon vino.



I dati del consumo pro-capite degli Italiani - più che dimezzato nell’ultimo sessantennio - sono quindi da esaminare non in assoluto, ma in relazione all’evoluzione socioeconomica del Paese. I giovani ovviamente non ne hanno memoria (e la scuola dà ben poco aiuto, per cui la conoscenza è affidata ai ricordi degli anziani - per tradizione ascoltati con sufficienza - e alla casuale visione di film del neorealismo italiano), ma chi ha i capelli grigi ricorderà come per intere categorie di lavoratori, in città come in campagna, il vino facesse parte della “dieta”, alimento importante per affrontare le fatiche di una giornata.

Con il generalizzato migliorare delle condizioni economiche, con la meccanizzazione e poi con l’informatizzazione di molte fasi lavorative la fatica fisica è diminuita, incrociandosi anche con il contemporaneo arricchimento della dieta quotidiana, per cui il vino è stato progressivamente sostituito da alimenti più confacenti ai nuovi stili di vita. Anche il vino è cambiato: avendo perso il ruolo nutritivo (e quindi la necessità di grandi quantità) è andato acquisendo una valenza edonistica (con conseguente ricerca della qualità) fino a divenire, per alcuni, moda.

La grande qualità acquisita, il recupero e la valorizzazione di molti vitigni propri della nostra viticoltura hanno creato la grande affermazione internazionale dell’enologia italiana rendendola leader nel mondo e - insieme a moda e design - componente fondamentale del made in Italy. Una trasformazione, avvenuta in mezzo secolo, che è stata parallela (e testimone più di qualsiasi altro evento) a quella degli stili di vita in Italia.

L’Onav ha seguito con attenzione ogni fase di questo processo sviluppando sempre un’azione culturale finalizzata ad agevolare la comprensione dei fenomeni e dei bisogni (in atto e soprattutto in fieri) in modo che il mondo del vino potesse dare risposte tempestive e adeguate.

Con la presidenza di Giorgio Calabrese - molto sensibile, da esperto nutrizionista, al ruolo del vino nell’alimentazione e nella salute - coadiuvato da Vito Intini (profondo conoscitore delle dinamiche di mercato) l’azione dell’Onav in questi ambiti si è accentuata ed è divenuta filo conduttore di molte attività come testimoniato anche da questo 32° congresso nazionale di cui si preannunciano di grande interesse gli interventi dei relatori Riccardo Cotarella, Luigi Moio, Vincenzo Gerbi e Francesco Iacono, oltre naturalmente a quelli di Intini e del presidente Calabrese.

Come sempre - e giustamente - i congressi Onav hanno anche un momento di approfondimento “sul campo” con la conoscenza diretta di realtà consolidate o emergenti delle più interessanti aree enologiche italiane: quest’anno, come già accennato, è stata scelta la Campania.

Sono previste due giornate dedicate all’Irpinia (visita all’azienda I Feudi di San Gregorio, alla Tenuta Cavalier Pepe, alle Cantine Antonio Caggiano oltre a una degustazione dei vini del Consorzio Tutela Vini d’Irpinia e alla cena al Resort Morabianca di Mastroberardino con annessi vini) e a Ischia (visita alla tenuta Giardini Arimei dell’Arcipelago Muratori) con escursione sull’isola.

Un programma impegnativo, affascinante e pieno di sorprese perché il percorso in Irpinia (per chi non la conosce) sarà una scoperta.

Per informazioni: segreteria@onav.it