«La cucina è un’arte alla portata di tutti. Ognuno, a casa, può provare, sperimentare e mettersi alla prova, prendendo spunto da quello che vede in tv e sui giornali. E in più, credo che cucinare sia un atto d’amore, per sé e per gli altri». La frase è stata estrapolata da una intervista a Carlo Cracco, noto e affascinante chef, apparsa sul settimanale Io Donna.

Che la cucina sia una forma d’arte è fuor di dubbio. Per realizzare un bel piatto (anche la vista vuole la sua parte), profumato e gustoso, ci vuole preparazione e fantasia, anche intelligenza, conoscenza delle materie prime e capacità di abbinarle al meglio. Come fanno gli artisti con i pennelli, il marmo o il bronzo.



Dai giornali e dalla tv gli appassionati (perché ci vuole predisposizione e passione per stare ai fornelli) possono sì imparare, ma non tutti i pulpiti sono validi allo stesso modo. Certe trasmissioni puntano più allo spettacolo che al piatto…  Il cuoco, quindi, è artista come lo è un bravo pittore, scultore, direttore d’orchestra, regista, cantante.

Accertato poi che l’enogastronomia italiana è valido sostegno al turismo e all’export, ecco che mi sembra giusto sostenere e premiare i grandi chef italiani, non solo con iniziative private di giornali o guide ma per iniziativa pubblica, che sappia dare un giusto lustro alla cucina italiana in Italia e nel mondo.

Era nata così, sostenuta proprio da Italia a Tavola, l’idea di lasciar perdere la partecipazione al noto concorso “Bocuse d’or” (i francesi non ci faranno mai vincere) e istituirne uno importante in Italia sulla cucina mediterranea. Accorrerebbero grandi chef da tutto il mondo, credetemi. Dovrà essere un concorso condiviso da tutte le organizzazioni e università culinarie sotto la regìa del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.