Prosegue il nostro viaggio all’interno del mondo della formazione del settore ristorativo e dell’ospitalità. Siamo ancora a Milano, curiosi di vedere come la scuola si stia preparando all’Expo e soprattutto alla richiesta estera dei nostri cuochi e della nostra gastronomia.

L’Istituto professionale servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera “Carlo Porta” è sicuramente all’avanguardia su tutto il territorio nazionale, ma cominciamo con ordine.

Carlo Porta è il nome del poeta milanese per eccellenza, vissuto tra le dominazioni dei francesi e degli austriaci (intorno al 1800). Le poesie e le sue opere erano tutte in milanese, tentò anche di tradurre la Divina Commedia. Uno dei suoi primi scritti fu nel 1810 “Il Brindes de Meneghin all’Ostaria”, scritto per il matrimonio di Napoleone con Maria Luisa d’Asburgo-Lorena. Ci vedeva già in lungo, il nostro, tra brindisi e menu di corte. Anche se nel Brindes il Porta si augurava un buon governo per Milano e la Lombardia, morì nel pieno della sua fama nel 1821 a soli 45 anni, in ogni caso mai probabilmente si sarebbe aspettato che il suo nome fosse poi dato nel 1979 (anno di fondazione) all’Istituto alberghiero di Milano, tra i migliori d’Italia, la prima scuola in Italia con un progetto internazionale.

Francesco Antonio MalaspinaAl Porta hanno studiato ed insegnato Claudio Sadler, cuoco stellato nonché presidente dell’Associazione Le Soste, e Giuseppe Vaccarini, presidente dell’Aspi. L’Istituto ha poi incrociato la famosa gastronomia Peck nella persona dell’amministratore delegato Luca Monica: questo importante mix di passione, storia della cucina e voglia di fare hanno fatto gruppo con il preside, Francesco Antonio Malaspina (nella foto accanto), entusiasta, che ha dato vita con energia e forza al progetto. Per ultimo, non meno importante, un certo Sergio Lovrinovich, nato a Milano nel 1976, si è diplomato al Carlo Porta ed oggi è direttore della Guida Michelin Italia, che ha scelto proprio il Porta per presentare la Rossa del 2013. Luogo di eccellenza, ricco di 5 laboratori di cucina e pasticceria, 3 laboratori di sala e bar e prossima apertura una sala per show-cooking.
 
Il preside Malaspina racconta che circa 1.700 allievi ogni anno varcano la soglia del Porta, scuola statale con 5 anni di durata, diploma di maturità, oltre trent’anni di esperienza nella formazione, molta voglia di affrontare il mercato del lavoro con tutte le nuove esigenze, come la Cucina italiana nel mondo. Ed ecco allora presentare l’apertura dell’Alberghiero internazionale con corsi post diploma nel settore enogastronomia, accoglienza turistica e gestione eventi, con la collaborazione dell’Aspi per la sommellerie e di Le Soste e Peck per la ristorazione.

Un percorso formativo, continua il preside, ricco di 1.880 ore in 15 mesi, di cui 900 in aula e laboratorio di cucina e 980 di stage presso i ristoranti aderenti all’Associazione Le Soste. Corso destinato a giovani italiani con un’età superiore a 18 anni, sicuramente con esperienze attive nel settore dell’enogastronomia, oltre possibilmente ad un percorso scolastico prioritariamente conseguito in una scuola del settore. L’obiettivo è quello non solo di acquisire nozioni di cucina, ma nelle 900 ore di laboratorio sono inserite anche materie quali alimentazione e chimica, contabilità, matematica, marketing e lingue straniere, cioè le basi dell’imprenditorialità, ed anche materie quali la cultura, la musica e l’arte.



Queste ultime materie sono a mio giudizio molto importanti. Da tempo sostengo che il cuoco sarà sempre più un piccolo scienziato, ma dovrà anche possedere un bagaglio culturale, e non solo. Altra piccola rivoluzionaria scelta sarà quella di inviare gli allievi presso artigiani del settore enogastronomico, aziende agricole, macellerie e ortofrutta: in questo senso è già attiva una collaborazione su Milano con i F.lli Abbascià, leader proprio dell’ortofrutta.

Il desiderio del preside Malaspina, e crediamo sarà soddisfatto, è anche quello di portare in Italia giovani stranieri desiderosi di imparare la nostra Cucina, un valore per tutta la filiera. Quindi un programma ricco e molto serio, coadiuvato da docenti di fama nazionale con almeno 10 anni esperienze consolidate, classi con un numero di studenti tra le 18 e le 25 presenze.

Noi di Italia a Tavola siamo davvero contenti di promuovere questa iniziativa dell’Istituto Carlo Porta, che con i suoi 130 docenti è un biglietto da visita importante per la città di Milano e per l’Italia, e infatti la scuola sta collaborando con l’Expo 2015 per una migliore riuscita nell’offerta dell’ospitalità, guardando tutto il settore a 360 gradi. Ultima piccola annotazione: è commovente e nello stesso tempo entusiasmante vedere come all’entrata dell’istituto la hall sia di fatto una reception d’albergo, dove gli allievi, a turno, sperimentano l’office, il guardaroba, la caffetteria e la gestione degli appuntamenti di ospiti e dirigenza. Bravi!


Istituto professionale “Carlo Porta”
via Uruguay 26/2 - 20151 Milano
Tel 02 38003686 - Fax 02 3084472
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www.carloportamilano.it