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Come è noto a tutti, acqua e olio sono due elementi difficilmente miscelabili, non possono essere legati l’uno all’altro, a meno che non si utilizzino delle modalità particolari. A questo proposito, ho messo a punto una tecnica in grado di unire questi due elementi fino ad ottenere un croccante solido.

Acqua e olio che non legano

A mio parere la cucina dev’essere interpretata non solo come cibo da mangiare, quanto anche come una scienza, come chimica, fisica e tecnica. Per rendere possibile quello che ho spiegato prima, è necessario conoscere soprattutto la cucina classica e la chimica alimentare, altrimenti non si arriverà mai ad un risultato concreto. Vediamo come bisogna procedere.

Unisco le stesse quantità di acqua e olio con un sonicatore, poi aggiungo dell’agar agar e faccio bollire. Se durante la bollitura i due elementi si slegano nuovamente, li passerò ancora nel sonicatore, stendendoli poi in un recipiente piatto: acqua e olio adesso sono legati. Questo risultato è reso possibile dall’utilizzo di macchine particolari, con le quali riusciamo ad ottenere un composto unico.

Acqua e olio miscelati con il sonicatore

Per mezzo della tecnica riusciamo ad ottenere cose che fino a ieri sembravano irrealizzabili. Con l’aiuto di macchine scientifiche, studi di chimica alimentare e studi di fisica si riescono a raggiungere traguardi prima impensabili, partendo dal presupposto che è sempre possibile andare oltre, che ciò che è sempre stato definito impossibile, tramite la ricerca e la sperimentazione può trovare una sua realizzazione. Per fare questo è utile anche usufruire di una strumentazione utilizzata in altri campi, ma adattabile poi anche alla cucina.

È certamente vero che con la crisi economica lo sviluppo dei mezzi è rallentato, che le aziende non forniscono più ad un settore come quello della ristorazione mezzi sempre nuovi, ma questo non significa bloccare la sperimentazione: è possibile sperimentare anche con i mezzi di cui già disponiamo. Ricercare soluzioni nuove dev’essere un continuo stimolo e tutti devono fare la loro parte, anche in questo momento passeggero di difficoltà.



Se la nostra cucina, quella italiana, è così rinomata nel mondo, è grazie ai contributi che il passato ci ha fornito, dalla cucina di nostra madre a quella di nostra nonna; anche noi dobbiamo proseguire questa strada di ricerca e innovazione, non dobbiamo lasciare che la cucina italiana, la più nota al mondo, si oblii scavalcata dalle cucine straniere per una nostra carenza di impegno.

Nascondendoci dietro l’ideale per cui la nostra cucina è per definizione la migliore, senza però dare alcun contributo per migliorarla ulteriormente, sviliamo tutto quello che i nostri avi hanno fatto negli anni passati. È dunque necessario rinnovare sempre in qualità la nostra cucina, anche per mezzo dei prodotti, della materia prima che il nostro splendido Paese ci fornisce.