La cucina “politica” ...o la politica in cucina?
Nell’Italian food si affacciano nuovi “movimenti”, fondati da cuochi stanchi di non poter dire la loro. Il panorama è vario: dai cuochi sfortunati a quelli emigrati all’estero, da quelli televisivi a quelli “da guide”
Finalmente anche la politica entra nella ristorazione. Nel futuro dell’Italian food si affacciano nuovi movimenti “politici”, fondati da cuochi stanchi di non poter dire la loro. Così, per seguire il trend tipicamente italiano di “tutti insieme, tutti per se stessi”, ho potuto delineare il panorama e le correnti politiche che animano cuochi e ristoratori italiani.
Ecco l’elenco aggiornato:
Cari amici chef e ristoratori, spero che qualcuno di voi si possa rivedere in questi movimenti, altrimenti ne potete fondare uno voi ex novo, in Italia c’è spazio per tutti! Buon lavoro e buona politica.
Ecco l’elenco aggiornato:- Unione ristoratori sfortunati: ovvero bravi ristoratori che però in passato hanno visto andare a male le loro attività e adesso sono costretti a vivere da dipendenti di qualche “non” ristoratore, mensa ospedaliera o scuola pubblica;
- Unione cuochi italiani che vorrebbero andare all’estero: un gruppo agguerrito di chef che vorrebbero lasciare l’Italia ma che per vari motivi non possono farlo e quindi vivono su di sé tutti i malumori e le invidie verso chi a Dubai guadagna di più;
- Unione cuochi italiani all’estero: un gruppo di cuochi che in Italia non è riuscito a sfondare o a lavorare per vari motivi e che, fatte le valigie, ha lasciato il Paese e ora, quando viene in vacanza, deride i poveri rimasti;
- Unione italiana ristoratori democratici: ristoratori che si riconoscono nel “renzismo” applicato alla ristorazione;
- Unione italiana chef da guide: sono chef e ristoratori che strizzano l’occhio alle guide e ai critici, aspettano le varie kermesse gastronomiche con ansia e partecipazione, per loro una guida amica o un articolo positivo è come un orgasmo;
- Movimento ristoratori televisivi: il movimento più trendy e ricco, un poco snob, che si rivede in Farinetti e Sky Tv, stanno poco in cucina ma sono i più bravi;
- Unione ristoratori incazzati: si ritrovano su Facebook e sui social vari, dove esprimono le loro frustrazioni e incazzature verso tutti, da TripAdvisor ai colleghi che hanno successo in tv.
Cari amici chef e ristoratori, spero che qualcuno di voi si possa rivedere in questi movimenti, altrimenti ne potete fondare uno voi ex novo, in Italia c’è spazio per tutti! Buon lavoro e buona politica.


