Onav alla scoperta del Vermentino in un'evoluzione di profumi e sentori
In una serata dedicata all'Onav, il Vermentino, nelle sue varie tipologie, è stato protagonista di vari banchi d'assaggio, legati ai quattro territorio di elezione del vitigno: Liguria, Toscana, Sardegna e Corsica
Un titolo letterario “Vermentino, vitigno che sente il mare” per la grande serata recentemente dedicata dall’Onav Lombardia a questo interessantissimo bianco cui Fregoni, Lorieri e Marenghi hanno dedicato un esauriente volume al quale si è ispirato il tema del banco assaggio. Quattro i territori d’elezione (Liguria, Toscana, Sardegna e Corsica) di questo vitigno che - forse molto più di altri - assume caratteristiche profondamente diverse secondo la zona in cui crescono le uve.

Un Vermentino ligure è di gran lunga diverso da uno della Sardegna: entrambi peraltro affascinanti per bouquet e gamma di sentori in bocca come si è potuto constatare nel pellegrinaggio tra le splendide bottiglie che tentatrici occhieggiavano dai banchi assaggi. Incerte le origini del vitigno: secondo alcuni sono liguri (zona di Vernazza), secondo altri proviene dalla Spagna, una terza ipotesi lo fa originario del Medio Oriente e diffuso dagli Arabi e comunque risulta già conosciuto da Dante che lo cita nella Divina Commedia.
Molto più di altri bianchi il Vermentino smentisce l’idea di dover essere bevuto giovane perché non regge l’invecchiamento: nulla di più falso. Naturalmente alcune tipologie sono più godibili entro i primi due anni, ma altre raggiungono il loro vertice dopo un periodo d’invecchiamento: la serata ha permesso di costatare l’evoluzione di profumi e sentori in relazione all’affinamento e alle tecniche utilizzate in cantina.
E accanto alle bottiglie di grande invecchiamento i molti e fortunati appassionati che hanno affollato la simpatica location (l’area espositiva Jannelli&Volpi a Milano) hanno potuto degustare e apprezzare alcune varianti di questo vino che sta mostrando una grande versatilità: una versione frizzante e una spumantizzata con il metodo classico e soprattutto un Passito veramente notevole.
L’incontro ha inoltre riservato una sorpresa molto interessante: il Bellet - unica Aoc francese a base Vermentino - prodotto con uve delle colline di Nizza, teoricamente simile a quello del ponente ligure, e una curiosità: il Vermentino nero, un vino (toscano e soprattutto della provincia di Massa Carrara) che nonostante il nome con il Vermentino non è nemmeno parente.
Naturalmente - poiché per degustare senza pericolose conseguenze occorre accompagnare il calice con qualche alimento - tutte le aree presenti hanno proposto un abbinamento tipico: la Toscana il Lardo di Colonnata, la Sardegna il pane Carasau, la Corsica il Brocciu (una delizia) e la Liguria ovviamente la classicissima focaccia genovese. Divertimento e fonte di numerose sfide la ricerca degli abbinamenti ottimali.

Un Vermentino ligure è di gran lunga diverso da uno della Sardegna: entrambi peraltro affascinanti per bouquet e gamma di sentori in bocca come si è potuto constatare nel pellegrinaggio tra le splendide bottiglie che tentatrici occhieggiavano dai banchi assaggi. Incerte le origini del vitigno: secondo alcuni sono liguri (zona di Vernazza), secondo altri proviene dalla Spagna, una terza ipotesi lo fa originario del Medio Oriente e diffuso dagli Arabi e comunque risulta già conosciuto da Dante che lo cita nella Divina Commedia.
Molto più di altri bianchi il Vermentino smentisce l’idea di dover essere bevuto giovane perché non regge l’invecchiamento: nulla di più falso. Naturalmente alcune tipologie sono più godibili entro i primi due anni, ma altre raggiungono il loro vertice dopo un periodo d’invecchiamento: la serata ha permesso di costatare l’evoluzione di profumi e sentori in relazione all’affinamento e alle tecniche utilizzate in cantina.
E accanto alle bottiglie di grande invecchiamento i molti e fortunati appassionati che hanno affollato la simpatica location (l’area espositiva Jannelli&Volpi a Milano) hanno potuto degustare e apprezzare alcune varianti di questo vino che sta mostrando una grande versatilità: una versione frizzante e una spumantizzata con il metodo classico e soprattutto un Passito veramente notevole.
L’incontro ha inoltre riservato una sorpresa molto interessante: il Bellet - unica Aoc francese a base Vermentino - prodotto con uve delle colline di Nizza, teoricamente simile a quello del ponente ligure, e una curiosità: il Vermentino nero, un vino (toscano e soprattutto della provincia di Massa Carrara) che nonostante il nome con il Vermentino non è nemmeno parente.
Naturalmente - poiché per degustare senza pericolose conseguenze occorre accompagnare il calice con qualche alimento - tutte le aree presenti hanno proposto un abbinamento tipico: la Toscana il Lardo di Colonnata, la Sardegna il pane Carasau, la Corsica il Brocciu (una delizia) e la Liguria ovviamente la classicissima focaccia genovese. Divertimento e fonte di numerose sfide la ricerca degli abbinamenti ottimali.

