Legionellosi, come prevenirla in hotel, centri termali e spazi pubblici
Da quasi 10 anni le strutture turistico recettive, termali e sanitarie ad uso collettivo hanno l'obbligo di procedere alla “Valutazione del rischio legato all’infezione da Legionella” ed elaborare un Documento specifico.

Ed ora facciamo un passo indietro. La Legionella deve il suo nome all’epidemia di polmonite che si verificò tra i partecipanti ad una riunione dell'American Legion nell’estate del 1976 a Philadelphia. Tra gli oltre 4mila veterani del Vietnam (chiamati appunto Legionnaires) presenti, 221 si ammalarono e 34 di essi morirono; solo in seguito si scoprì che la malattia fu causata da un nuovo batterio, denominato Legionella, che fu isolato nell'impianto di condizionamento dell'hotel dove i veterani avevano soggiornato.
Le infezioni da Legionella ancora oggi sono sottoposte a sorveglianza speciale da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità, della Comunità europea e dell’Istituto superiore di sanità del nostro Paese.
Carta d’identità
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Da quasi dieci anni ormai corre l’obbligo per le strutture turistico recettive (come: alberghi, campeggi, residence, agriturismi, b&b, affittacamere, navi da crociera etc.), strutture termali, strutture ad uso collettivo (es. impianti sportivi e ludici, palestre, centri commerciali, fiere, esposizioni, centri benessere, etc.), strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziale di procedere alla “Valutazione del rischio legato all’infezione da Legionella” ed elaborare un Documento ai fini dell’Autocontrollo, specifico per la struttura, che deve riportare:
- La nomina di un responsabile per la gestione del rischio che comprenda la valorizzazione della politica di prevenzione e l’applicazione delle misure di controllo;
- Valutazione del rischio mediante un’attenta analisi delle condizioni di normale funzionamento dell’impianto idrosanitario al fine di individuarne i punti critici (che deve avvenire con cadenza biennale);
- Ispezione della struttura;
- Gestione dell’eventuale rischio rilevato derivante dall’impianto idrosanitario creando le misure correttive necessarie al ridurre al minimo il rischio evidenziato (vedi Accordo Stato-Regioni 4 aprile 2000 “Linee guida recanti indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico-ricettive e termali” e la valutazione del rischio biologico art. 271 del D.Lgs 81/08).

I principali fattori che aumentano la probabilità di contrarre la legionellosi sono:
- la presenza e la concentrazione del batterio Legionella nelle acque;
- temperatura dell’acqua compresa tra 20°C e 50°C, presenza di alghe, calcare, ruggine o altro materiale organico;
- guarnizioni e dispositivi di tenuta in gomma o fibre naturali;
- la presenza di impianti in grado di formare aerosol di acqua (rubinetti, nebulizzatori, docce, torri di raffreddamento);
- presenza di clienti sensibili (fumatori, anziani).
Le misure di lotta a lungo termine sono legate a vari fattori, tra i quali la corretta progettazione degli impianti (idrico e di condizionamento) e l’introduzione di un piano di manutenzione efficace su tutte le componenti degli impianti stessi.
Rete di distribuzione dell’acqua potabile
- Ove possibile, mantenere l’acqua potabile a temperature che non favoriscono la moltiplicazione della Legionella: mantenere l’acqua fredda ad una temperatura inferiore ai 20°C e l’acqua calda ad una temperature superiore ai 60°C.
- Far scorrere l’acqua, sia calda che fredda, per alcuni minuti almeno una volta a settimana dai rubinetti e dalle docce delle camere di strutture turistiche o sanitarie inutilizzate per lunghi periodi.
- Mantenere puliti e liberi dal calcare i soffioni delle docce e i filtri rompigetto dei rubinetti.
- Svuotare, disincrostare e disinfettare i serbatoi di accumulo di acqua calda (compresi i boiler elettrici) almeno due volte l’anno e ripristinare il funzionamento dopo accurato lavaggio.
- Disinfettare tutto il circuito dell’acqua calda con cloro ad elevata concentrazione dopo ogni intervento sull’impianto e all’inizio della stagione turistica.
- Ispezionale mensilmente i serbatoi di accumulo dell’acqua e le tubature visibili, assicurando che i coperchi siano intatti e ben fissati.
- Ispezionare l’interno dei serbatoi di accumulo dell’acqua fredda almeno una volta all’anno, pulirli se contengono depositi o sono sporchi.

Piscine con idromassaggio
- Trattare continuamente l’acqua della piscina in modo da avere una concentrazione di cloro attivo libero pari a 0,7 - 1,2 mg/l.
- Sostituire giornalmente almeno il 50% dell’acqua della piscina e sciacquare i filtri.
- Pulire e disinfettare l’intero sistema almeno una volta a settimana.
- Registrare la temperature dell’acqua tre volte al giorno.
- Pulire regolarmente i filtri e sostituirlo periodicamente secondo le raccomandazioni del costruttore.
- Pulire e disinfettare periodicamente la vaschetta della raccolta condensa.
- Pulire regolarmente per aspirazione e spazzolatura le batterie di scambio termico.
- Pulire periodicamente le canalizzazione.

