Con un buon progetto aziendale si gettano le basi per il successo
Creare una nuova azienda, sia essa un hotel o un ristorante, comporta per forza di cose una serie di rischi. Per avere un quadro dettagliato occorre prima di tutto stilare un progetto aziendale, uno studio approfondito
Per dare vita ad una struttura ricettiva, sia essa un ristorante o un hotel, ciò da cui occorre partire è il progetto aziendale, che si costruisce attraverso lo studio dell’attività imprenditoriale sotto il profilo strategico, organizzativo, commerciale, produttivo, legale, economico, finanziario e patrimoniale, proiettandone l’esame in un periodo temporale di tre/cinque anni. Esso sarà composto da diverse voci correlate, che presentiamo di seguito.

Presentazione sintetica
Essa indica:
Piano di marketing
Dedicheremo più avanti un articolo specifico a questa voce.
Piano di vendita
Il piano di vendita è seguente al piano di marketing: esso, in funzione dei prezzi stabiliti, delle fasce di mercato individuate, delle politiche promozionali, tenuto conto delle risorse umane e finanziarie disponibili e dell’eventuale presenza di altri vincoli esistenti, fissa la quantità di vendita anno per anno. Saranno descritte le tipologie di clientela, il loro portafoglio e collocazione geografica. Inoltre saranno riportati i budget previsti per promozioni e incentivi.
Piano di produzione
In questa sezione del business plan vanno descritte la natura, la qualità e la dimensione degli impianti e delle utilities, i loro punti di forza e i limiti di capacità produttiva indicando quali interventi vanno posti in essere per superarli Inseriremo:
Piano dei costi generali
L’elenco dei vari costi, variabili e invariabili, indispensabili per il buon funzionamento dell`azienda. In genere si suddividono in quattro macroaree:
Piano delle immobilizzazioni
L’azienda sostiene spesso costi che servono per l’acquisto di terreni, di fabbricati, di impianti, di attrezzature varie, dotazioni che hanno la peculiarità di non esaurire la loro funzione in un arco temporale breve ma servono allo scopo aziendale per diversi anni: queste sono le immobilizzazioni. È per questo motivo che il costo sostenuto inizialmente per l’acquisto del bene viene ripartito su più esercizi economici e non viene spesato tutto nell’anno di acquisto; tale ripartizione è detta ammortamento.
A questo scopo, il nostro Codice Civile stabilisce che i beni ammortizzabili devono concorrere alla formazione del reddito di esercizio secondo il loro grado di utilizzo: è facoltà dell’imprenditore scegliere la percentuale da applicare, ed essa può variare da esercizio a esercizio. La normativa fiscale, invece, stabilisce una percentuale semirigida d’ammortamento, secondo la categoria fiscale d’appartenenza del bene d’acquisito. Il processo dell’ammortamento permette quindi di ripartire su più esercizi i costi sostenuti in un esercizio, purché concorrano alla formazione d’esercizi futuri. Al tempo stesso, attraverso la costituzione del fondo d’ammortamento, è segnalato il grado d’ammortamento, in pratica il grado d’utilizzo dell’immobilizzazione in un determinato esercizio.
Le immobilizzazioni sono divise in tre diversi raggruppamenti:
Fabbisogno finanziario
Esso riassume la necessità di risorse finanziarie che fanno fronte agli investimenti prospettati (in primis, le immobilizzazioni), ai costi di produzione e di gestione previsti, tenuto conto delle entrate derivanti dalle vendite.
Flussi di cassa
Esso rappresenta il prospetto in cui bisogna rendere conto degli incassi e dei pagamenti nel loro susseguirsi nel tempo. Questo prospetto è molto indicativo nell’ambito della valutazione dei risultati dell’impresa, perché mostra la capacità dell’impresa di rendersi indipendente da fonti di finanziamento esterne. I flussi di cassa sono determinati dai flussi di capitale circolante netto.
Conto economico e stato patrimoniale
È il prospetto che riporta la visione gestionale complessiva annuale, caratteristica ed extra-caratteristica. Esso evidenzia in estrema sintesi la capacità o l’incapacità dell’impresa di vendere, acquistare o produrre in modo profittevole. Le voci da compilare riguardano ricavi netti, margine lordo di contribuzione, reddito operativo, reddito netto. Lo stato patrimoniale è il prospetto che fotografa, in un preciso istante, ciò che l’impresa possiede e ciò di cui l’impresa è debitrice. Esso è suddiviso in impieghi o attività, e fonti o passività. In generale, il concetto di base è che l’impresa si trova in equilibrio quando le attività sono quantitativamente uguali alle passività più il patrimonio netto; è per questo motivo che lo stato patrimoniale spesso comunemente è chiamato bilancio. Il collegamento tra conto economico e stato patrimoniale si verifica nell’attribuzione del reddito o perdita dell’esercizio al patrimonio netto.

Presentazione sintetica
Essa indica:
- descrizione dell’azienda o del team imprenditoriale;
- potenziale;
- esperienza dei singoli componenti;
- descrizione dei prodotti/servizi che s’intendono commercializzare;
- obiettivi che si vogliono raggiungere e la strategia di base impostata;
- motivi che fanno ritenere che sarà un’operazione di successo;
- struttura e i mezzi di cui ci s’intende avvalere.
Piano di marketing
Dedicheremo più avanti un articolo specifico a questa voce.
Piano di vendita
Il piano di vendita è seguente al piano di marketing: esso, in funzione dei prezzi stabiliti, delle fasce di mercato individuate, delle politiche promozionali, tenuto conto delle risorse umane e finanziarie disponibili e dell’eventuale presenza di altri vincoli esistenti, fissa la quantità di vendita anno per anno. Saranno descritte le tipologie di clientela, il loro portafoglio e collocazione geografica. Inoltre saranno riportati i budget previsti per promozioni e incentivi.
Piano di produzione
In questa sezione del business plan vanno descritte la natura, la qualità e la dimensione degli impianti e delle utilities, i loro punti di forza e i limiti di capacità produttiva indicando quali interventi vanno posti in essere per superarli Inseriremo:
- piano delle immobilizzazioni materiali e immateriali;
- piano di insediamento con costi e diagrammi di flusso della produzione;
- descrizione delle tecnologie impiegate.
Piano dei costi generali
L’elenco dei vari costi, variabili e invariabili, indispensabili per il buon funzionamento dell`azienda. In genere si suddividono in quattro macroaree:
- area commerciale;
- area amministrativa;
- area comune;
- area della produzione.
Piano delle immobilizzazioni
L’azienda sostiene spesso costi che servono per l’acquisto di terreni, di fabbricati, di impianti, di attrezzature varie, dotazioni che hanno la peculiarità di non esaurire la loro funzione in un arco temporale breve ma servono allo scopo aziendale per diversi anni: queste sono le immobilizzazioni. È per questo motivo che il costo sostenuto inizialmente per l’acquisto del bene viene ripartito su più esercizi economici e non viene spesato tutto nell’anno di acquisto; tale ripartizione è detta ammortamento.
A questo scopo, il nostro Codice Civile stabilisce che i beni ammortizzabili devono concorrere alla formazione del reddito di esercizio secondo il loro grado di utilizzo: è facoltà dell’imprenditore scegliere la percentuale da applicare, ed essa può variare da esercizio a esercizio. La normativa fiscale, invece, stabilisce una percentuale semirigida d’ammortamento, secondo la categoria fiscale d’appartenenza del bene d’acquisito. Il processo dell’ammortamento permette quindi di ripartire su più esercizi i costi sostenuti in un esercizio, purché concorrano alla formazione d’esercizi futuri. Al tempo stesso, attraverso la costituzione del fondo d’ammortamento, è segnalato il grado d’ammortamento, in pratica il grado d’utilizzo dell’immobilizzazione in un determinato esercizio.
Le immobilizzazioni sono divise in tre diversi raggruppamenti:
- immobilizzazioni immateriali;
- immobilizzazioni materiali;
- immobilizzazioni finanziarie.
Fabbisogno finanziario
Esso riassume la necessità di risorse finanziarie che fanno fronte agli investimenti prospettati (in primis, le immobilizzazioni), ai costi di produzione e di gestione previsti, tenuto conto delle entrate derivanti dalle vendite.
Flussi di cassa
Esso rappresenta il prospetto in cui bisogna rendere conto degli incassi e dei pagamenti nel loro susseguirsi nel tempo. Questo prospetto è molto indicativo nell’ambito della valutazione dei risultati dell’impresa, perché mostra la capacità dell’impresa di rendersi indipendente da fonti di finanziamento esterne. I flussi di cassa sono determinati dai flussi di capitale circolante netto.
Conto economico e stato patrimoniale
È il prospetto che riporta la visione gestionale complessiva annuale, caratteristica ed extra-caratteristica. Esso evidenzia in estrema sintesi la capacità o l’incapacità dell’impresa di vendere, acquistare o produrre in modo profittevole. Le voci da compilare riguardano ricavi netti, margine lordo di contribuzione, reddito operativo, reddito netto. Lo stato patrimoniale è il prospetto che fotografa, in un preciso istante, ciò che l’impresa possiede e ciò di cui l’impresa è debitrice. Esso è suddiviso in impieghi o attività, e fonti o passività. In generale, il concetto di base è che l’impresa si trova in equilibrio quando le attività sono quantitativamente uguali alle passività più il patrimonio netto; è per questo motivo che lo stato patrimoniale spesso comunemente è chiamato bilancio. Il collegamento tra conto economico e stato patrimoniale si verifica nell’attribuzione del reddito o perdita dell’esercizio al patrimonio netto.


