Nel XVI secolo l’importazione dei “generi coloniali” trasformò le abitudini della vita di relazione in Europa, ed ecco che alle prime pratiche di consumo dei prodotti da fumo, ci si riferiva con il termine di “drinking” forse per assonanza con quanto accadeva in quel sorseggiare caffè, tè e cioccolata nei locali pubblici recentemente istituiti, ritrovi della nuova socialità, che hanno scandito l’evolversi dell’epoca moderna, contribuendo all’incivilimento dei costumi.

Di fatto, si afferma - soprattutto nei contesti storici europei caratterizzati da un’intensa vita di corte e dai sempre più floridi commerci intrattenuti con le colonie - la nozione del termine “gusto”; gusto inteso come, si badi bene, concetto sempre più correlato alla qualità estetica, morale e di appeal sociale e non come mero sapore o rimando aromatico. Ciò si manifesterà con l’adozione di certe pratiche “voluttuarie”, come la sosta al caffè o alla mescita, la frequentazione dei fumoirs e delle sale da gioco.



Forse è proprio sulla scia degli antichi caffè letterari, luoghi d’incontro, che oggi ritroviamo questo concetto del fumoir rivisitato e rinnovato, applicabile ai locali moderni che conosciamo oggi. Magari un bel locale con vista sulla piscina direttamente all’aperto, un perfetto ambiente per un fumoir open air. Ne è un esempio emblematico il Devero Ristorante a Cavenago di Brianza (Mb), a circa 20 km da Milano.

Nella parte bassa dell’albergo, moderno ed elegante quattro stelle, il ristorante Devero riporta nell’insegna il nome dello chef Enrico Bartolini, 32 anni toscano, che ha raggiunto una certa fama col ristorante Le Robinie nell’Oltrepò Pavese. La più importante novità dell’ultimo anno è l’ascesa ai “Tre cappelli” della guida l’Espresso e alle 2 stelle Michelin da parte di Bartolini, talento che sta entrando nella maturità.

Anni fondamentali di gavetta a Londra, Parigi e Hong Kong, ma Enrico Bartolini con la cocciutaggine che solo un Sagittario nato in Toscana può avere, decide di tentare la sorte sulle colline di Montescano (Pv) alle Robinie, quando alle Calandre dei fratelli Alajmo avevano già conquistato le tre ambite stelle della “Rossa”. Poi nel 2009 arriva l’agognata stella e un anno dopo la discesa a valle, in Brianza. Passare dal canto degli uccellini al trambusto dell’A4 non è facile, ma Bartolini sembra essersi rimesso dal trauma a giudicare dall’evoluzione matura della sua cucina, dalla cognizione di valere, nascosta dietro quel riserbo proprio dei grandi.

Lo scorso ottobre, il ristorante ha promosso un evento che ha visto la partecipazione di importanti personaggi come Riccardo Illy, Cristina Nonino e Maurizio Zanella di Ca’ del Bosco. Un’elegante serata con un menu dedicato, firmato dallo chef stellato, che ha proposto piatti di grande raffinatezza grazie anche agli abbinamenti di grandi nomi tra vini, distillati e cioccolato.



Nuove tendenze... dal sapore antico
All’epoca del colonialismo, intellettuali e letterati erano soliti riunirsi in questi ambienti ricchi di cultura, animati da dibattiti, fucine di elaborazione di pensieri e modus operandi. Oggi il fruitore moderno di questi ambienti ha un atteggiamento decisamente “slow”, in netta contrapposizione a quella che può essere la vita a pieno regime dei nostri tempi. Merito (o colpa) delle strategie di mercato, di una nostalgia diffusa per qualcosa che l’era informatica non ha saputo ancora digitalizzare, pur essendo il consumo ancora filtrato attraverso le nostre dita.

Non si tratta di un consumo distratto, non solo di una moda, piuttosto uno stile di vita per cui si è sempre attenti alla qualità, con moderazione ed equilibrio, con la curiosità per la storia e la tradizione legate ai prodotti. Il “Fumenoappassionato” non si accontenta dell’ABC, ma è curioso e vuole provare l’ultimo abbinamento, per conoscere e approfondire così i protagonisti del gusto portabandiera del Made in Italy.

Ecco che ci si trova di fronte a nuove esigenze di un pubblico sempre più attento e numeroso, alla costante ricerca di nuove emozioni, di nuovi prodotti e del miglior abbinamento tra puff naturali e vini, vini dolci, distillati, magari accompagnati da un buon cioccolato o da un caffè. Entrare a far parte di questo ambiente, richiede un coinvolgimento deliberato e costante, un ragionamento sui tempi e sui ritmi delle “boccate”, nonché la consapevolezza di accedere a un “manufatto”, frutto di un meticoloso lavoro artigianale.


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