Christoph Bob al Monastero Santa Rosa. Prodotti di stagione, tecnica e creatività
La cucina di Christoph Bob è diventata parte integrante della filosofia di benessere del Monastero Santa Rosa Hotel & spa. Rispetto della stagionalità e ricerca della qualità tra i segreti per cucinare piatti superbi
Dopo lunghe esperienze in alcuni dei migliori ristoranti del mondo, dalla Pergola di Roma (con Heinz Beck per cinque anni) al Plaza Athénée di Alain Ducasse, a Villa Feltrinelli (Gargnano sul Garda), poi seguite dall’incontro con la costa della Campania, ormai sua seconda casa visto che qui ha trovato anche l’amore, sposando una napoletana, Christoph Bob (nella foto), lo chef di Amburgo guida la cucina del nuovo gioiello dell’ospitalità di Conca dei Marini, in Costiera Amalfitana, il Monastero Santa Rosa.Rispetto e Ricerca. Sono questi i termini che Christoph Bob utilizza più frequentemente quando descrive la sua nuova esperienza al Monastero Santa Rosa, il luxury hotel che trova spazio in un’antica dimora di suore di clausura, riportato al suo semplice splendore dopo un lavoro di restauro durato 10 anni.
La vista che si gode da questo Monastero arroccato sul mare è una delle più belle della Costiera Amalfitana: lo sguardo si perde nel Golfo di Salerno, si posa su Amalfi e poi scivola su Punta di Conca, là dove Sophia Loren e Carlo Ponti, Jacqueline Kennedy, Margareth d’Inghilterra e molte altre celebrità hanno trovato ideale rifugio dalla mondanità. Il profumatissimo giardino del Santa Rosa digrada a terrazze verso il mare; su una di queste, il ristorante accoglie gli ospiti all’aperto, avvolgendoli di silenzio e mare.
Christoph Bob, in questa nuova sfida professionale ha fatto propri, giorno dopo giorno, lo spirito e la filosofia del luogo, e averli trasferiti in una cucina dove l’autenticità del gusto, la genuinità degli ingredienti e la semplicità dei piatti nascondono un lungo lavoro di ricerca. E non poteva essere altrimenti perché Christoph Bob è uno chef rigoroso e preparato, capace di profonde riflessioni e pieno di passione.
«Ho amato dal primo istante questo spazio così ricco di storia, di ricordi. Entrandovi ho capito che la cucina che avrei voluto proporre doveva ricondursi ai valori semplici che qui erano stati praticati per secoli. Doveva essere naturale e sana, fatta di sapori autentici, capace di portare benessere. Il Monastero Santa Rosa Hotel è un luogo dove trovare un rifugio per la mente e rigenerare il fisico attraverso la sua esclusiva SPA. La mia cucina non poteva che essere parte integrante di questa filosofia di benessere e di questo voler porre l’Uomo al centro di tutte le nostre attenzioni».
La sua è dunque una proposta culinaria consapevole e curata, che unisce tecnica, sensibilità nordica e cultura mediterranea, il mare e i migliori ingredienti del territorio, profumi e sapori che sono l’essenza di questo angolo incantato. I suoi menu di stagione hanno la consistenza della semplicità, la sua grammatica culinaria si fonda su un rapporto salutare con il cibo, e si trasforma in un valore aggiunto di creatività. Tra i frutti del suo lavoro preparatorio all’apertura del ristorante, quello di cui va più fiero è l’orto biologico che fu delle monache domenicane e che ora è a sua completa disposizione.Qui Christoph, in totale sintonia con la proprietaria - l’americana Bianca Sharma che ha guidato con passione la rinascita del Santa Rosa - ha voluto fossero messe a dimora le antiche specie aromatiche e officinali che le suore utilizzavano in cucina e per preparare rimedi naturali da offrire alla popolazione di Conca e ai viandanti. È questo uno dei percorsi di “ricerca” intrapresi: ricerca intesa come approfondimento del contesto storico, della cultura contadina del luogo, come recupero botanico di piante selezionate in collaborazione con l’università di Salerno.
Spezie ed erbe aromatiche, capperi e agrumi hanno così ripopolato l’orto per la cucina di chef Christoph, che ora ne attinge a piene mani dove ha a disposizione verdure, ortaggi e presto anche la frutta (gli alberi da frutto da ripiantare sono già stati anch’essi selezionati, in collaborazione con l’università).
Ma la ricerca cui ha dedicato più tempo e che senza dubbio lo ha appassionato maggiormente è quella legata alla scelta dei fornitori e alla selezione dei prodotti alla base della sua cucina. Christoph li ha cercati ad uno ad uno, aggirandosi tra i piccoli caseifici dei Monti Lattari, scoprendo piccole aziende agricole nella campagna salernitana, parlando con i pescatori che, affacciandosi dal monastero, vedeva salpare nel cuore della notte. Ed è qui che il senso della sua ricerca si unisce all’altra parola che così spesso pronuncia per raccontare la sua cucina: rispetto.
Christoph crede che il prodotto debba essere profondamente rispettato, amato da chi lo coltiva, lo produce, lo pesca e da chi infine lo rielabora in cucina. Per questo ha voluto accanto a sé realtà locali e produttori che come lui credono nel rispetto dei cicli naturali, nella coltivazione biologica, in quell’artigianalità del prodotto che è sinonimo di piccole produzioni ad alta qualità.
La farina con cui ogni mattina al Monastero Santa Rosa vengono preparati diversi tipi di pasta fresca arriva dal Mulino del Ponte, realtà di tale eccellenza che la produzione non supera i 300 kg. Anche il pane è rigorosamente preparato nella cucina del monastero con farine biologiche. La filosofia del km 0 è applicata per il latte, le verdure, la carne, il caffè… i prodotti caseari sono di Agerola e di altri piccoli centri, il pesce ha il sapore del mare su cui si affaccia il Monastero.
Anche per l’olio Christoph si è affidato ad un piccolo produttore, richiedendogli una lavorazione a freddo senza centrifuga e una produzione speciale. E la pasta che ha selezionato è quella del Pastificio dei Campi di Gragnano, il miglior produttore italiano di pasta trafilata al bronzo, per la quale ha addirittura creato una forma esclusiva per il suo ristorante. Attorniato da una squadra di 8 giovani chef ed 1 pasticciere scelti personalmente, quasi tutti under 30 e della provincia salernitana, chef Bob - che in questo rivela tutto il suo dna tedesco - dirige una cucina che rispetta oltre al prodotto anche l’ambiente.Il ristorante, aperto tutti i giorni anche agli ospiti esterni, si compone di due sale interne e dell’area all’aperto con vista panoramica sui giardini del Monastero e il mare. Accuratissima la mise en place: i toni marini sono ripresi nei sottopiatti in vetro realizzati in esclusiva per il Monastero dalla vetreria Yalos di Murano e la scelta di ogni dettaglio sottolinea il gusto semplice ma mai banale che veste la tavola. È possibile pranzare anche a bordo piscina, con un menu dedicato che include primi piatti leggeri, insalatone, bruschette e snack.
La carta dei vini comprende 280 etichette, molti i vini campani ma ottima anche la selezione di vini toscani e piemontesi e gli ospiti possono gustarla anche con gli occhi. La cantina è “a vista”: addentrandosi lungo il corridoio che affianca il bar si scopre una “sala” dove le bottiglie sono raccolte dentro una boiserie in legno che rimanda ai preziosi scaffali di antiche biblioteche.
Monastero Santa Rosa hotel & spa
via Roma, 2 - 84010 Conca dei Marini (Sa)
Tel 0898 321199
info@monasterosantarosa.com

