Il gesto più importante da fare ancora prima di acquistare un prodotto alimentare è leggere con attenzione l’etichetta, che non tutti lo so sanno, ma va riportata per legge. In questo modo saremo sicuro di effettuare un acquisto sicuro, allontanando rischi vari. Il problema è che, nella maggior parte dei casi, le etichette alimentari non sono di facilmente comprensibili, e soprattutto non è chiaro quali sono le diciture di cui bisogna tenere più conto durante l’”analisi” del prodotto. Humanitas.it si è preoccupata della questione ed ha perciò deciso di approfondire il tema con un’esperta del settore, Sabrina Oggionni, dietista di Humanitas Gavazzeni, che suggerisce alcuni accorgimenti.

Partendo dal presupposto che le informazioni contenute dalle etichette sono fondamentali, oltre che per capire quale prodotto stiamo acquistando, anche per scegliere il prodotto più vicino alle nostre esigenze, tenendo conto di eventuali allergie, esistono alcune indicazioni specifiche da considerare per non commettere errori. Innanzitutto la quantità del prodotto, indicata al netto della tara. Poi bisogna tener conto degli ingredienti, che sono indicati in ordine di quantità. La legge prevede che siano specificati gli ingredienti che possono provocare allergie. Attenzione a conservanti e coloranti, che essendo presenti in minime quantità, compaiono in fondo all’elenco.

Da non sottovalutare i dati che riguardano il produttore, di cui devono essere riportati: nome, cognome, ragione sociale e indirizzo; idem per il confezionatore e il venditore responsabile della commercializzazione del prodotto. Così facendo sappiamo da dove proviene l’alimento, e a chi fare riferimento nel caso insorgano problemi. Suscitano spesso preoccupazione le date di scadenza indicate sulla confezione, ma è importante saper che c’è una distinzione tra la dicitura “Da consumarsi entro il…” e “Da consumarsi preferibilmente entro il…”.

La prima indica un limite di commestibilità che non deve essere superato, mentre con la seconda si intende solo un termine minimo di conservazione, superato il quale l’alimento sarà semplicemente privo di alcune qualità nutrizionali, dunque ancora commestibile. Le famose tabelle nutrizionali invece possono riferirsi a 100g di prodotto o alla porzione media; possono essere semplici, cioè indicare solo calorie, zuccheri, grassi e proteine, o più dettagliate, con l’indicazione di alcuni sali minerali e vitamine.