Alma, cerimonia di consegna dei diplomi. Sono 130 i neo cuochi professionisti
La Reggia di Colorno (Pr) ha fatto da sfondo alla consegna dei diplomi per la 18ª e 19ª edizione del corso superiore di Cucina italiana di Alma. Tra i 130 nuovi cuochi professionisti, Cecilia Castellani la migliore
COLORNO (PR) - In tutto sono 130 i neo cuochi professionisti della cucina italiana diplomati nell’ambito della 18ª e 19ª edizione del corso superiore di Cucina italiana, al termine di un percorso formativo a tempo pieno di 10 mesi. La cerimonia di consegna dei diplomi è avvenuta nella splendida cornice del giardino della Reggia di Colorno (Pr) alla presenza del direttivo della scuola, del corpo docenti e del rettore Gualtiero Marchesi.
Enzo Malanca, presidente di Alma, si è complimentato con i ragazzi per l’ottimo risultato conseguito: «Il vostro è stato un corso particolarmente valido. Risultato non scontato se consideriamo che dal 2004 su 1052 iscritti si sono diplomati 838 cuochi professionisti». La validità dei corsi Alma è infatti sostenuta dal metodo didattico dove rigore e disciplina sono ingredienti fondamentali della crescita professionale e umana dei giovani aspiranti chef. Malanca ha anche ricordato la “missione” della scuola: «Formare professionisti che siano ambasciatori della cultura agroalimentare italiana nel mondo, un settore in cui l’Italia è maestra e che va difeso partendo innanzitutto dalla base, la formazione».

Il presidente ha annunciato l’avvio di una importante partnership per la scuola di Colorno, particolarmente attenta anche al delicato passaggio dai “banchi di scuola” al mondo del lavoro: la collaborazione con Obiettivo Lavoro, agenzia di collocamento specializzata nell’ambito Hôtellerie e grandi catene alberghiere. Gli studenti potranno usufruire gratuitamente dei servizi di consulenza offerti da Obiettivo Lavoro, oltre al portale Alma link, già istituito internamente per facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro.
Il Maestro Gualtiero Marchesi ha esortato i ragazzi a non smettere mai di essere curiosi e di studiare: «Questo è un primo passo per voi. Avete ancora tanta strada da percorrere e vi consiglio di andare all’estero per fare più esperienza possibile. La cucina è come un’orchestra: bisogna esercitarsi moltissimo e saper lavorare in team».
Anche Andrea Sinigaglia, direttore operativo di Alma, ha sottolineato l’importanza del percorso formativo che i cuochi hanno affrontato, dove alla pratica molto tempo è stato dedicato al “pensiero”, allo studio della storia e della cultura enogastronomica italiana: «Mi auguro - ha detto - che anche fuori dalla scuola manterrete l’esercizio della riflessione come metodo nel vostro lavoro. Ricordatevi inoltre che Alma è casa vostra, continueremo ad essere per voi un punto di riferimento, e a mantenere vivo quel rapporto speciale e misterioso che esiste tra l’alunno e il suo maestro».
L’assessore alle Politiche scolastiche e Beni culturali della Provincia di Parma, Giuseppe Romanini, intervenuto alla cerimonia, ha ricordato quanto sia fondamentale il ruolo di Alma per tutto il territorio parmense: «Siamo orgogliosi di aver messo a disposizione la Reggia di Colorno per il futuro dei giovani. Voi siete il frutto dell’investimento di questo territorio».
Tra i 68 studenti del Corso che hanno conseguito il diploma di Cuoco professionista di cucina italiana, una menzione particolare meritano Cecilia Castellani (nella foto, con Gualtiero Marchesi e Luciano Tona) e Andrea Carena, che con il punteggio di 93/100 e 91/100 si sono rivelati i migliori allievi. Classe ’91, Cecilia Castellani, è di Firenze e in Alma ha precedentemente frequentato il Corso Tecniche di Base. Ha svolto lo stage presso il ristorante Corte degli Alfieri di Magliano Alfieri (Cn) alla corte dello chef Stefano Paganini. Il “mentore” di Andrea Carena, ventiquattrenne di Trieste, è stato invece lo chef Marco Fadiga, del Ristorante Marco Fadiga Bistrot di Bologna.
La 19ª edizione si è conclusa con la proclamazione di altri 62 cuochi professionisti. In questa edizione si sono distinti Francesco Sangalli, miglior allievo con il punteggio di 90/100 e Doriana De Rosa con la miglior tesi, “Scoperte. Dal Friuli al Veneto”. Francesco Sangalli, ventitreenne di Brescia, ha svolto lo stage al ristorante Torre del Saracino di Vico Equense (Na) dallo chef Gennaro Esposito.
Enzo Malanca, presidente di Alma, si è complimentato con i ragazzi per l’ottimo risultato conseguito: «Il vostro è stato un corso particolarmente valido. Risultato non scontato se consideriamo che dal 2004 su 1052 iscritti si sono diplomati 838 cuochi professionisti». La validità dei corsi Alma è infatti sostenuta dal metodo didattico dove rigore e disciplina sono ingredienti fondamentali della crescita professionale e umana dei giovani aspiranti chef. Malanca ha anche ricordato la “missione” della scuola: «Formare professionisti che siano ambasciatori della cultura agroalimentare italiana nel mondo, un settore in cui l’Italia è maestra e che va difeso partendo innanzitutto dalla base, la formazione».

Il presidente ha annunciato l’avvio di una importante partnership per la scuola di Colorno, particolarmente attenta anche al delicato passaggio dai “banchi di scuola” al mondo del lavoro: la collaborazione con Obiettivo Lavoro, agenzia di collocamento specializzata nell’ambito Hôtellerie e grandi catene alberghiere. Gli studenti potranno usufruire gratuitamente dei servizi di consulenza offerti da Obiettivo Lavoro, oltre al portale Alma link, già istituito internamente per facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro.
Il Maestro Gualtiero Marchesi ha esortato i ragazzi a non smettere mai di essere curiosi e di studiare: «Questo è un primo passo per voi. Avete ancora tanta strada da percorrere e vi consiglio di andare all’estero per fare più esperienza possibile. La cucina è come un’orchestra: bisogna esercitarsi moltissimo e saper lavorare in team».
Anche Andrea Sinigaglia, direttore operativo di Alma, ha sottolineato l’importanza del percorso formativo che i cuochi hanno affrontato, dove alla pratica molto tempo è stato dedicato al “pensiero”, allo studio della storia e della cultura enogastronomica italiana: «Mi auguro - ha detto - che anche fuori dalla scuola manterrete l’esercizio della riflessione come metodo nel vostro lavoro. Ricordatevi inoltre che Alma è casa vostra, continueremo ad essere per voi un punto di riferimento, e a mantenere vivo quel rapporto speciale e misterioso che esiste tra l’alunno e il suo maestro».
L’assessore alle Politiche scolastiche e Beni culturali della Provincia di Parma, Giuseppe Romanini, intervenuto alla cerimonia, ha ricordato quanto sia fondamentale il ruolo di Alma per tutto il territorio parmense: «Siamo orgogliosi di aver messo a disposizione la Reggia di Colorno per il futuro dei giovani. Voi siete il frutto dell’investimento di questo territorio». Tra i 68 studenti del Corso che hanno conseguito il diploma di Cuoco professionista di cucina italiana, una menzione particolare meritano Cecilia Castellani (nella foto, con Gualtiero Marchesi e Luciano Tona) e Andrea Carena, che con il punteggio di 93/100 e 91/100 si sono rivelati i migliori allievi. Classe ’91, Cecilia Castellani, è di Firenze e in Alma ha precedentemente frequentato il Corso Tecniche di Base. Ha svolto lo stage presso il ristorante Corte degli Alfieri di Magliano Alfieri (Cn) alla corte dello chef Stefano Paganini. Il “mentore” di Andrea Carena, ventiquattrenne di Trieste, è stato invece lo chef Marco Fadiga, del Ristorante Marco Fadiga Bistrot di Bologna.
La 19ª edizione si è conclusa con la proclamazione di altri 62 cuochi professionisti. In questa edizione si sono distinti Francesco Sangalli, miglior allievo con il punteggio di 90/100 e Doriana De Rosa con la miglior tesi, “Scoperte. Dal Friuli al Veneto”. Francesco Sangalli, ventitreenne di Brescia, ha svolto lo stage al ristorante Torre del Saracino di Vico Equense (Na) dallo chef Gennaro Esposito.

