Joel RobuchonPer il terzo anno, nel quarto weekend di settembre, tutta la Francia celebrerà la sua famosa cuisine, per un evento nato all'indomani del riconoscimento dei riti della sua tavola come patrimonio immateriale Unesco. Saranno 27 i grandi chef di altrettante regioni che creeranno ognuno un piatto regionale che armonizzi tradizione e creatività, al costo massimo di 5 euro. Le specialità low cost saranno servite nelle brasserie come nei ristoranti stellati, ma anche nei banchetti popolari allestiti nelle piazze e durante le animazioni di strada. A goderne sarà quell'ampio pubblico ampio a cui si rivolgono i sacerdoti della nuova cucina francese, giovani ma non solo, che guardano al territorio e alla freschezza del mercato piuttosto che ai rigidi e sontuosi schemi gastronomici della grandeur ai fornelli, codificata da Georges Auguste Escoffier.

È stato un percorso cominciato già decenni fa dal lionese Paul Bocuse che legava il menu alle disponibilità del mercato. È stata una svolta significativa ma non abbastanza forte da spodestare l'inossidabile e intoccabile haute cuisine. Oggi invece sono in tanti a proporre una cucina piena di gusto ma equilibrata e, perché no, anche a prezzi non impossibili. È la via scelta dieci anni fa da Joel Robuchon (nella foto) che oltre ad aver conquistato Parigi possiede ristoranti in mezzo mondo totalizzando 25 stelle MIchelin. Lo fa anche un drappello di giovani - alcuni sono suoi discepoli - da Pierre Cagnaire a Guy Savoy, da Gilles Gujon a Michel Troisgros. Non a caso alcuni di loro, come protagonisti della Festa della Gastronomia 2013, proporranno piatti poco pretenziosi, vicini a quelli della cucina di casa, di territorio e di stagione, con qualche felice concessione all'estro innovativo. Curatissimi anche gli abbinamenti con i vini.

Ad officiare tutte le iniziative della Festa sarà Thierry Marx, un altro interprete convinto del savoir faire in cucina popolare e regionale, del ritorno ai sapori classici e alla convivialità. Se l'anno scorso sono stati contati circa 4mila eventi che hanno visto il coinvolgimento di 150mila professionisti della gastronomia, il programma di questa festa di settembre concede molte aspettative. Lo ha promesso chiaramente Sylvia Pinel, ministro dell'Artigianato, del commercio e del turismo, invitando tutti a conoscere la ricchezza e la varietà dei prodotti e delle cucine regionali in una grande festa popolare. Un richiamo irresistibile anche per turisti appassionati delle eccellenze della douce France.

«È il motivo - ha detto il ministro - per cui invitiamo i ristoratori, gli artigiani des métiers de bouche (bellissima definizione che non vogliamo tradurre), gli agricoltori, gli chef e gli amanti della buona cucina a condividere la loro passione in questi tre giorni. Feste popolari, menu speciali, visite alle aziende, degustazioni e pic nic: ci sono tanti modi per celebrare la nostra gastronomia». In tanti hanno accolto l'invito, tra cui 27 chef rappresentativi delle varie regioni. Oltre ai già citati Goujon e Troisgros, sono Nicolas Adam, Philippe Agesidame, Pierre Bertranet, Philippe Augé, Eric Boutté,Pierre Caillet Bernard Charret, Christian Constant, Christopher Coutanceau, Thomas D'Arcangelo, Emmanuel Delmar, Anne Ernwein, Guy Ferdinand, Alexandre Gauthier, Michel Guèrard.

Eric Guérin, Guillaume Gomez, Patrick Grondin, Jean-Paul Jeunet, Philippe Mille, Babette de Rozières,, Ivan Vautier,Serge Vieira, Loic Villemin, Silvestre Wahid. La Festa della Gastronomia sarà celebrata anche fuori la Francia. Solo a Buenos Aires è stato organizzato un banchetto per 400 persone appartenenti all'associazione Lucullus che riunisce francesi appassionati di buona tavola, e molti altri sono in preparazione. Ma la vera mobilitazione avverrà in patria: si allestiranno 20 grandi eventi per migliaia di persone in tutto il Paese, in 800 banchetteranno sulla piazza del Palazzo dei Papi di Avignone, altre 400 persone nei Pays de Loire, e altrettante in due serate al Grand Palais di Parigi.Omaggio alla cucina delle donne con varie iniziativa in Alsazia, una “24 ore della cucina” a Le Mans e sfide di appassionati anche giovanissimi sull'onda del successo di Master Chef.

In 100 si sfideranno anche a Carcassonne per la cassoulets e le varie confraternite del buon mangiare e del buon bere non si faranno trovare impreparate. Anche questa festa è affidato il messaggio di una inarrestabile evoluzione della cucina francese accusata nel recente passato di immobilismo, di vivere di rendita sulla grandezza di un monumento da proteggere come la Tour Eiffel. A parte il Bocuse d'Or di Lione dove inevitabilmente sono quasi sempre i francesi a trionfare, pochi eventi internazionali hanno dato soddisfazione negli ultimi anni alla Francia, surclassata dallo tsunami degli spagnoli e ai nordici.

Nella stessa ambitissima Rossa, l'unica guida a fare il brutto e il cattivo tempo di un locale, appena tre anni fa erano state assegnate più stelle a Tokyo che a Parigi. Segnali positivi invece nell'ultima classifica del World's best Restaurant : 6 ristoranti francesi sui 29 europei presenti (5 alla Spagna) mentre allo stellatissimo Alain Ducasse, dal 2008 naturalizzato monegasco, è andato il Lifetime Achievement Award. Questa festa e altre iniziative in programma saranno il segnale della rivincita di talenti francesi che torneranno a dettar legge? In ogni caso, se sono la qualità del prodotto e i sapori essenziali a fare il piatto, la geografia della diversità in questo Paese è talmente ampia che si potranno avere solo buoni risultati.

Pensiamo ai profumi delle fine herbes della Provenza e dell'ajoli, alle ostriche di Arcachon e di Mont St. Michel, al foie gras des Landes, ai tartufi del Perigord, agli infiniti patè, al burro di Normandia, alla croccante baguette, ai formaggi. “Come si può governare un paese - diceva De Gaulle - che ha 246 varietà differenti di formaggi?” Anch'essi avranno un posto d'onore alla Festa della gastronomia e potranno essere degustati ovunque. Forse non proprio tanti quanti ne offriva il mitico Pierre Andruet nella sua bottega parigina di Rue d'Amsterdam: erano 110, divisi in 9 plateaux e in ordine di intensità e di sapore, da quelli dolci alla doppia crema fino ai fortissimi Boulette d'Averne e Niolo di Corsica. E beninteso, cambiando ogni volta il vino.