L'appello di Matteo Scibilia per un salto di qualità da parte dei cuochi italiani evitando di usare cibi preparati, sta ricevendo molti consensi da parte dei colleghi cuochi. Il puntare su terrtorio e proodtti di qualità interessa peraltro molto anche il mondo dei produttori. Ne è testimonianza il commento di Domenico Giordano, dell'Olearia San Giorgio che proponiamo com eintervento simbolico per una nuova alleanza fra produttori e ristoratori di qualità



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La crisi-e quella che stiamo attraversando è di quelle epocali, con risvolti extra economici di epocale rilevanza - si affronta con scelte rivoluzionarie,a partire dalla singola persona,dal singolo stile di vita. C'è il tempo che permette di essere cicale e c'è il tempo che impone di essere formiche. Riprendere il contatto con la terra - e non solo per rimetterci realisticamente i piedi, come dice Matteo Scibilia, dopo anni di... distrazione - ma anche per trarne da essa quanto generosamente ci dà, ciò è la prima cosa da fare.

Ridiventare o diventare contadini ci fà comprendere quanto non sia per nulla trascurabile l'idea di una nuova ristorazione che abbandoni orpelli, mise en place, lusso e altre cose rinunciabili per proporre le meraviglie della cosiddetta cucina povera ed autarchica, che è ricchissima di prodotti, gusto, sapori odori e salute. Bisogna stanare le famiglie dal chiuso delle proprie angoscinati quotidianità, fatte di preoccupazioni, paura del futuro dei propri figli, di difficoltà economiche. La ristorazione compirà una rivoluzione se saprà offrire il pranzo o la cena a una famiglia media di 4 persone con 80 euro totali e senza rinunciare alla primissima qualità delle materie prime.

Si può fare, appunto, se si rinuncia a far ricadere sui clienti costi per cose cui si può rinunciare. La rivoluzione è di tipo culturale, ma la categoria dei ristoratori, fatta salva quella fascia asservita alla logica del profitto oppure vittima delle illusioni consumistiche e mediatiche, è in grado di poterla condividere.I consumatori,molti dei quali si stanno avvicinando o riavvicinando alla terra, comprenderanno che la nuova ristorazione "autarchica" e popolare offrirà loro quella insostitubile esigenza del pranzo o della cena fuori casa, che in questo periodo, a certi costi e con questa ristorazione di alto bordo, fuori dal mondo e dalla storia, viene ritenuta un lusso o un peso. Sono 10 anni che per motivi di lavoro sono in contatto diretto con decine di ristoratori, sopratutto dell'estremo nord, gente che merita il nostro rispetto di "terroni" faticatori e romantici.

Noi, anche per rispetto a loro e alle loro esigenze dal 2008, pur essendo lievitati i costi di produzione, di confezionamento, di trasporto, di promozione degli oli extravergini d'oliva che produciamo, non abbiamo aumentato i prezzi di un solo centesimo, pur offrendo riconosciute eccellenze. Saremmo lieti di poter contunuare a farlo e di aiutaci a vicenda a fare... la rivoluzione.

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