Di Rutigliano porta la Puglia a tavola all’Intercontinental de La Ville Roma
Gianni Di Rutigliano è lo chef barese che prende posto nella cucina dell’hotel Intercontinental De La Ville Roma. La sua scelta è di proporre la cucina regionale della Puglia, basata su un agroalimentare d’eccellenza
Arriva Gianni Di Rutigliano (nella foto), giovane chef barese, nella cucina dell'hotel cinque stelle lusso con vista su Trinità de Monti. È un pugliese doc questo giovane chef che ha appena preso possesso della cucina dell’Intercontinental De La Ville Roma, il cinque stelle lusso affacciato su Trinità de Monti. L'hotel, in stile neoclassico, dal 1924 ospita nelle sue 192 illustri personaggi della cultura, dell’arte e della politica. La ristorazione ha sempre avuto un ruolo importante e soprattutto negli ultimi anni non sono mancate iniziative gastronomiche a tema e degustazioni delle eccellenze che rende il nostro Paese irresistibile.
La scelta di proporre la cucina regionale della Puglia, accanto a quella internazionale che non può mancare in un albergo di lusso, rientra in questo progetto, tenuto conto che quella pugliese è tutta basata su un agroalimentare d’eccellenza.
Gianni Di Rutigliano, 36 anni, ha preso possesso della cucina che si affaccia nel verde della terrazza degli imperatori con le idee chiare e con la voglia di far conoscere la sua cucina, quella che ha radici antiche e che ha scatenato fin da bambino la passione che lo ha portare prima a diplomarsi all’alberghiero e poi a lavorare fianco a fianco con Afonso Iaccarino e Umberto Vezzoli.
Altre cucine di prestigio lo hanno poi visto co-protagonista, come quelle di Villa Miani, del Majestic e dell’Exedra. Sulla qualità della pasta, alla base della cucina pugliese, lo chef è irremovibile. Le orecchiette, gli gnocchi, strozzapreti, scialatielli e trofiette, le paste all’uovo nonché la calamarata e i paccheri di semola di grano duro del Tavoliere sono tutti griffati Maffei, un pastificio artigianale di Barletta che continua a collezionare attestati e certificazioni di qualità per le materie prime e il processo di produzione al 100% italiano.
Tra i piatti del nuovo menu di Gianni Di Rutigliano sono imperdibili le orecchiette al pomodoro con sugo di vitello, guarnite con ricotta forte, gli spaghettoni con acciughe fresche e pane sbriciolato e ripassato nell’olio ripassato all’aglio, e lo sgombro “arriganato”(con origano).
Questo pesce azzurro ormai rivalutato facilmente si pesca in tutte le stagioni e per questo sempre fresco. Ma prima ancora c’è da gustare tutto il campionario delle bontà pugliesi, accompagnato dalla classica focaccia al pomodoro alta e soffice, calda di forno e dalle friselle al pomodoro e basilico.
Quindi olive, capperi, capocolli, burrata di Andria, mozzarelle, nodini, ricotte e pecorini e canestrati. Ma ci sono anche come antipasto, le alici alla menta e il salmone maison, marinato 14 ore con sale, zucchero e spezie. Al momento del dessert c’è un’altra sorpresa: il “dolce scomposto”.Il cliente, cioè, può da solo farsi la sua millefoglie o il suo tiramisù, componendo gli strati e mettendoci quante creme vuole: un desiderio infantile che potrà realizzare, e nessuno obietterà sulle quantità. Nel verde della terrazza, e nel fresco dell’estate, lo chef realizzerà piatti in diretta e non si sottrarrà alle domande dei clienti sulla tradizione e sulla provenienza degli ingredienti.
La lista dei vini è quella di un grande albergo, ma specialmente con questo menu pugliese sarà data la preferenza ai grandi regionali o comunque a quelli nazionali. Il costo di un pasto sarà di circa 50-60 euro, vini esclusi. La suggestione del luogo è compresa nel prezzo.


