A tu per tu con Bruno Barbieri. Da Masterchef al nuovo "Cotidie"
Inarrestabile e travolgente, il cuoco italiano con il maggior numero di stelle Michelin insieme a Gualtiero Marchesi racconta il successo del programma tv Masterchef e parla della nuova avventura londinese, il Cotidie
Un folto pubblico delle grandi occasioni ha invaso le sale del Mart di Rovereto dedicate a Progetto Cibo, in programma dal 9 febbraio al 2 giugno 2013, un percorso espositivo suddiviso per aree tematiche, architettura del cibo, scultura con il cibo, design. Qualche giorno fa al Martcooking lo spazio era tutto rivolto a Bruno Barbieri (nella foto), inarrestabile e travolgente con tutti: pubblico, critici e giornalisti. Lui si racconta con fluidità, parla di sé e del suo lavoro.Ci può dire qualcosa a proposito della sua nuova avventura londinese al Cotidie?
A Londra la mia sfida è quella di esportare e raccontare il vero Made in Italy fatto di eccellenze, di piccole produzioni e di prodotti inimitabili che tutto il mondo ci invidia, perché solo quando si è all’estero ci si rende conto di quanto il nostro sapere, la nostra cultura, il nostro artigianato sia di dieci spanne superiore. Non nascondo difficoltà farraginose come ad esempio per far arrivare frutta e verdura queste devono partire dall’Olanda, arrivare in Italia e solo dopo arrivano a Londra.
Al Martcooking Bruno Barbieri ha preparato e fatto assaggiare due piatti del suo repertorio: “Uova in cocotte con fonduta di gorgonzola al profumo di bacon e nocciole tostate” e “Cannolo di mandorle con ricotta all’arancia e pistacchi in un frullato di mele e frutti di bosco sciroppati”, abbinati con i vini Brut Trento Doc Cantina d’Isera, con il 976 Riserva del Fondatore Talento Trento Doc Letrari (Rovereto) e con il Ratafià della Distilleria Marzadro di Nogaredo.
Cos’è l’uovo per Bruno Barbieri?
L’uovo non è solo una forma, ma anche un contenitore straordinario. Ecco il perché di questo piatto particolarissimo, non difficile e replicabile anche a casa, dove all’interno del guscio sono stratificati le cremosità dell’albume e del tuorlo elaborati in cottura con la croccantezza della polvere di bacon e delle nocciole tostate, per chiudere con l’avvolgenza del gorgonzola. Il cannolo è già un piatto più elaborato, anche all’assaggio quando la frantumazione dell’involucro sprigiona il cuore soffice e delicato del ripieno, accompagnato dalla semplicità del frullato di frutta, estratto di bosco speziato.

Qual è il segreto della sua cucina?
La mia è una cucina è fatta di cuore e non di cervello. Mi piace creare i miei piatti quando piove: la pioggia con le sue forme, i suoi riflessi e i suoi suoni stimolano la mia creatività. Amo lavorare solo con piatti bianchi e non colorati e impiatto nelle fondine, quasi come fossero in un involucro dove la pietanza è ben raccolta con i suoi sapori e i suoi profumi.
Masterchef le ha cambiato la vita?
Oggi sono famoso al grande pubblico perché Masterchef ha portato il mio nome oltre il classico contesto enogastronomico, ma vorrei ricordare che nel mio ambiente io sono già una persona più che conosciuta” (insieme a Gualtiero Marchesi, Barbieri è lo chef italiano con il maggior numero di stelle Michelin, cioè 7, ndr). Tra poco parte la terza edizione e le selezioni sono state prese d’assalto da migliaia di aspiranti. Masterchef è uno strumento importante perché racconta della nostra cultura enogastronomica in tutto il mondo (il programma è visto anche all’estero, ndr), ma per noi giudici è anche una grande responsabilità, perché chi lo vince diventa una star con le sue capacità e il suo talento, non una meteora.


