Un’azienda, sia che si tratti di un ristorante che di un hotel, di un’altra struttura ricettiva, oppure di un’altra tipologia di impresa, si valuta in base a ciascuna di queste quattro macroaree: liquidità, solidità, redditività e sviluppo.

Liquidità
Questi sono gli indici principali dell’area relativa alla liquidità:
  • Indice di liquidità immediata: (tot. attivo corrente - magazzino netto) / totale passività correnti.
  • Indice di liquidità corrente: totale attività correnti / totale passività correnti.
  • Indice di rotazione crediti: ricavi di vendita / (crediti commerciali iniziali + crediti commerciali finali) / 2.
  • Indice di rotazione debiti: costo degli acquisti / (debiti commerciali iniziali + debiti commerciali finali) / 2.
  • Indice di rotazione magazzino: costo volume input / (giacenza iniziale + giacenza finale) / 2.

Solidità
Gli indici maggiormente significativi sono:
  • Indice di elasticità dell’attivo: attività correnti / totale attività.
  • Indice di rigidità del passivo: (passività fisse + capitale netto) / passività totali.
  • Indice netto di struttura: capitale netto / totale immobilizzazioni.
  • Indice lordo di struttura: (capitale netto + passività fisse) / totale immobilizzazioni.
  • Grado di indipendenza finanziaria: capitale netto / passività fisse.

Redditività
Questi sono gli indici più importanti:
  • Roe (Return on equity): reddito netto / capitale netto. Deriva dal prodotto tra Roi, l’indice di leva finanziaria (capitale investito / capitale netto) e l’indice dell’efficienza della gestione (reddito netto / reddito operativo).
  • Roi (Return on investments): reddito operativo / capitale investito.



Sviluppo
Il piano di sviluppo aziendale va confrontato con la solidità, la redditività e la liquidità. Per quanto riguarda lo sviluppo e la solidità, si osserva la dinamica del grado di indebitamento, prendendo in considerazione gli investimenti netti e i mezzi propri. In merito a sviluppo e redditività, bisogna esaminare il grado di sfruttamento della struttura tramite indici quali fatturato per addetto, valore aggiunto per addetto, rotazione degli investimenti. Infine, per il rapporto tra sviluppo e liquidità bisogna attentamente considerare il fabbisogno finanziario, la redditività e la fiducia dei finanziatori.

Conclusioni
A questo punto, nel nostro viaggio alla scoperta del pianeta “business plan” siamo arrivati a definire le conclusioni. Allo scopo, si riprendono più dettagliatamente i concetti e le argomentazioni enunciate nella presentazione sintetica, alla luce di quanto spiegato e dimostrato nei moduli precedenti di sviluppo del piano d’impresa: è in questo momento che si può approfondire cosa si offre e cosa si chiede, in funzione del soggetto destinatario del business plan.

Alla luce dei dati raccolti, l’idea “sta in piedi”? È il momento in cui il futuro imprenditore deve “tirare le somme” e valutare la propria idea di impresa. Devono essere individuati i punti di forza e di debolezza dell’impresa e valutate quindi le probabilità di successo o di insuccesso. Vanno esplicitati eventuali elementi di incoerenza nella formula imprenditoriale per evitare di aggiungere rischi inutili all’attività che deve nascere. Non dimentichiamo che il business plan è il nostro biglietto da visita, è la foto dell’azienda che vuole farsi conoscere e aprirsi nuovi varchi nel mercato, e quindi l’attenzione che merita deve essere massima e deve coinvolgere tutto lo staff aziendale, perché chiunque lavori nell’azienda contribuisce a costruire un pezzo di business plan.