Cena teatro alla scuola Anice Verde con il 7 stelle Michelin Bruno Barbieri
Organizzata da Pasquale Procacci Leone, la cena guidata da Barbieri presso la scuola Anice Verde a Corato per molti è stata l’occasione per conoscere da vicino lo chef più stellato d'Italia, popolare anche grazie alla tv
Lo scorso 30 novembre mi trovavo presso la scuola di cucina Anice Verde, in attesa di partecipare ad una delle cene teatro che l’amico Pasquale Procacci Leone (nella foto, a destra), chef e direttore della scuola, organizza con i grandi chef italiani. Dal suo teatro della cucina sono passati in tanti. Ricordo, così, a memoria, alcuni nomi: Maurizio Santin, Paolo Dalicandro, Stephane Betmon, Mattia Poggi, Luca Montersino, Max Mariola, Franco Favaretto, Arcangelo Dandini, Igles Corelli, oltre ai pugliesi Peppe Zullo e Pietro Zito.

Impossibile rifiutare l’invito rivoltomi dall’amico Pasquale, perché questa sera è la volta di un vero fuoriclasse, lo chef italiano più stellato in assoluto, con le sue sette stelle Michelin meritate in vari ristoranti, oggi popolarissimo perché è uno dei tre amatissimi (e odiatissimi) giudici dell’altrettanto amato programma televisivo Masterchef. Questa sera tocca a Bruno Barbieri.
Fuori lampi e fulmini, e tanta pioggia come da tempo non accadeva nella città di Corato (Ba), sede della scuola ma, nonostante il tempaccio che imperversa, un centinaio di ospiti hanno già riempito il teatro della cucina. Dopo un informale aperitivo in piedi, a base di Chardonnay e alcuni appetizers ideati dal nostro celebrity chef emiliano, ci accomodiamo perché la cena sta per iniziare.
Pasquale Procacci Leone, come sempre sorridente ma preciso come un orologio svizzero ha in pugno la regia dell’evento, alquanto complessa perché deve coordinare sala e cucina, dove, però, ha la certezza dell’affiatatissima squadra composta dagli chef della scuola. Con il loro prezioso supporto, Daniele Simonetti, sous chef di Bruno Barbieri, organizzerà i piatti che saranno serviti in sala.
La conduzione della serata è stata affidata ad un altro caro amico, il giornalista Carlo Sacco (nella foto sopra, a sinistra), e, tra uno scroscio di applausi, Bruno Barbieri fa il suo ingresso in sala. Questo entusiasmo è un chiaro segnale di quanto importante sia stato, per la sua popolarità, il passaggio dalla cucina allo schermo televisivo. Certo Barbieri è un grandissimo chef, ma nonostante le sue stelle, certamente mai avrebbe goduto di tanta notorietà se si fosse fermato al duro lavoro della cucina, senza approdare in tv.

I successi professionali e la sua naturale simpatia emiliana, invece, sono serviti a spianargli la strada che lo hanno portato a diventare anche una star televisiva. Forse in Italia c’è ancora gente che non sa chi sia la pluriolimpionica Valentina Vezzali o, per restare nel campo degli chef, non conosce il n° 1 Massimo Bottura, ma chi non conosce i tre giudici di Masterchef Carlo Cracco, Joe Bastianich e, appunto, Bruno Barbieri? Potenza della televisione!
Ma veniamo a noi. Bruno saluta tutti e risponde alle domande dei curiosi ospiti presenti, poi inizia a spiegare le sue creazioni man mano che ci vengono servite. Se qualcuno si aspettava mirabilie a base di foie gras, ostriche di Bretagna, bottarghe o - che ne so - uova di lumaca, ha sbagliato serata. Nulla di tutto ciò, si va di patate, cipolle, zucchine, ma anche agnello, tonno e gamberi e le mirabile ci sono ugualmente. Bruno Barbieri, per la sua performance coratina, ha scelto piatti di semplice concezione, inserendo persino un minestrone (ma che minestrone!).
Ecco l’ottimo menu servito:
La cucina di Bruno Barbieri ha come caratteristica principale un’apparente semplicità, almeno come risultato finale nel piatto. I sapori, ben distinti fra loro, non sono necessariamente spinti al contrasto a tutti i costi o alla provocazione gastronomica, piuttosto tendono all’armonizzazione e all’esaltazione dei gusti primari. Il frullato di francilline, ad esempio, è una semplicissima crema di ottime patate, delicato accompagnamento per un battuto di gamberi rossi, sapientemente appena scottato al fine di esaltarne il gusto. Esecuzione perfetta e valorizzazione delle ottime materie prime si sintetizzano in questo piatto che, personalmente, ho apprezzato molto. La semplicità si coglie in ogni successivo piatto, con il minestrone come punto massimo, unica eccezione il dessert, leggermente più complesso e strutturato.
Oggi Bruno Barbieri è chef affermato, ma sembra sia stato una promessa del calcio, giocando anche nel Bologna. La sua scelta, però, è caduta sulla cucina perché, come dice lui stesso, «nello stesso periodo e in quel ruolo c’eravamo io e Maradona, per me non c’era futuro».
È uno pronto alla battuta, Bruno. Sempre sorridente, lo chef emiliano si è sottoposto con pazienza al fuoco di fila delle foto ricordo di rito e non si è sottratto alle decine di autografi richiestigli dagli ospiti presenti, segno di quanto sia importante comprendere che il successo può essere strameritato, ma sono sempre gli altri a sancirlo. Lui lo sa e rispetta i suoi fans.
E durante la serata ha colto anche l’occasione per chiamarli al voto nel sondaggio in corso per il Personaggio dell’anno dell’enogastronomia e della ristorazione organizzato da Italia a Tavola (CLICCA QUI PER VOTARE), «così mi aiutate a raggiungere Cannavacciuolo», ha detto lo chef, tra il serio e il faceto.
Una splendida serata, insomma. Ma è importante sottolineare, però, il lavoro di chi ha lavorato nell’ombra per la realizzazione di questo evento, a cominciare da Pasquale Procacci Leone e sua moglie Letizia, ma non tralasciando di riconoscere, inoltre, il giusto valore al lavoro della squadra di Anice Verde, ai cui sincronismi si poteva assistere dai monitor in sala, guidata da Antonio Prezioso e con il competente supporto del pastry chef Cosimo Maddalena. E ora, ad Anice Verde, ovvio aspettarsi una cena teatro con Carlo Cracco...

Impossibile rifiutare l’invito rivoltomi dall’amico Pasquale, perché questa sera è la volta di un vero fuoriclasse, lo chef italiano più stellato in assoluto, con le sue sette stelle Michelin meritate in vari ristoranti, oggi popolarissimo perché è uno dei tre amatissimi (e odiatissimi) giudici dell’altrettanto amato programma televisivo Masterchef. Questa sera tocca a Bruno Barbieri.
Fuori lampi e fulmini, e tanta pioggia come da tempo non accadeva nella città di Corato (Ba), sede della scuola ma, nonostante il tempaccio che imperversa, un centinaio di ospiti hanno già riempito il teatro della cucina. Dopo un informale aperitivo in piedi, a base di Chardonnay e alcuni appetizers ideati dal nostro celebrity chef emiliano, ci accomodiamo perché la cena sta per iniziare.
Pasquale Procacci Leone, come sempre sorridente ma preciso come un orologio svizzero ha in pugno la regia dell’evento, alquanto complessa perché deve coordinare sala e cucina, dove, però, ha la certezza dell’affiatatissima squadra composta dagli chef della scuola. Con il loro prezioso supporto, Daniele Simonetti, sous chef di Bruno Barbieri, organizzerà i piatti che saranno serviti in sala.
La conduzione della serata è stata affidata ad un altro caro amico, il giornalista Carlo Sacco (nella foto sopra, a sinistra), e, tra uno scroscio di applausi, Bruno Barbieri fa il suo ingresso in sala. Questo entusiasmo è un chiaro segnale di quanto importante sia stato, per la sua popolarità, il passaggio dalla cucina allo schermo televisivo. Certo Barbieri è un grandissimo chef, ma nonostante le sue stelle, certamente mai avrebbe goduto di tanta notorietà se si fosse fermato al duro lavoro della cucina, senza approdare in tv.

I successi professionali e la sua naturale simpatia emiliana, invece, sono serviti a spianargli la strada che lo hanno portato a diventare anche una star televisiva. Forse in Italia c’è ancora gente che non sa chi sia la pluriolimpionica Valentina Vezzali o, per restare nel campo degli chef, non conosce il n° 1 Massimo Bottura, ma chi non conosce i tre giudici di Masterchef Carlo Cracco, Joe Bastianich e, appunto, Bruno Barbieri? Potenza della televisione!
Ma veniamo a noi. Bruno saluta tutti e risponde alle domande dei curiosi ospiti presenti, poi inizia a spiegare le sue creazioni man mano che ci vengono servite. Se qualcuno si aspettava mirabilie a base di foie gras, ostriche di Bretagna, bottarghe o - che ne so - uova di lumaca, ha sbagliato serata. Nulla di tutto ciò, si va di patate, cipolle, zucchine, ma anche agnello, tonno e gamberi e le mirabile ci sono ugualmente. Bruno Barbieri, per la sua performance coratina, ha scelto piatti di semplice concezione, inserendo persino un minestrone (ma che minestrone!).
Ecco l’ottimo menu servito:
- Frullato di francilline con hamburger di gamberi rossi e battuto di pomodori
- Minestrone di verdura con tonno marinato al sesamo
- Cocotte di riso con zucca e porri, capesante arrostite e acciughe
- Medaglione di agnello con fonduta di cavolfiore, gorgonzola e vongole
- Frullato di pere in un cannolo di ricotta con glassa di cachi
La cucina di Bruno Barbieri ha come caratteristica principale un’apparente semplicità, almeno come risultato finale nel piatto. I sapori, ben distinti fra loro, non sono necessariamente spinti al contrasto a tutti i costi o alla provocazione gastronomica, piuttosto tendono all’armonizzazione e all’esaltazione dei gusti primari. Il frullato di francilline, ad esempio, è una semplicissima crema di ottime patate, delicato accompagnamento per un battuto di gamberi rossi, sapientemente appena scottato al fine di esaltarne il gusto. Esecuzione perfetta e valorizzazione delle ottime materie prime si sintetizzano in questo piatto che, personalmente, ho apprezzato molto. La semplicità si coglie in ogni successivo piatto, con il minestrone come punto massimo, unica eccezione il dessert, leggermente più complesso e strutturato.
Oggi Bruno Barbieri è chef affermato, ma sembra sia stato una promessa del calcio, giocando anche nel Bologna. La sua scelta, però, è caduta sulla cucina perché, come dice lui stesso, «nello stesso periodo e in quel ruolo c’eravamo io e Maradona, per me non c’era futuro».È uno pronto alla battuta, Bruno. Sempre sorridente, lo chef emiliano si è sottoposto con pazienza al fuoco di fila delle foto ricordo di rito e non si è sottratto alle decine di autografi richiestigli dagli ospiti presenti, segno di quanto sia importante comprendere che il successo può essere strameritato, ma sono sempre gli altri a sancirlo. Lui lo sa e rispetta i suoi fans.
E durante la serata ha colto anche l’occasione per chiamarli al voto nel sondaggio in corso per il Personaggio dell’anno dell’enogastronomia e della ristorazione organizzato da Italia a Tavola (CLICCA QUI PER VOTARE), «così mi aiutate a raggiungere Cannavacciuolo», ha detto lo chef, tra il serio e il faceto.
Una splendida serata, insomma. Ma è importante sottolineare, però, il lavoro di chi ha lavorato nell’ombra per la realizzazione di questo evento, a cominciare da Pasquale Procacci Leone e sua moglie Letizia, ma non tralasciando di riconoscere, inoltre, il giusto valore al lavoro della squadra di Anice Verde, ai cui sincronismi si poteva assistere dai monitor in sala, guidata da Antonio Prezioso e con il competente supporto del pastry chef Cosimo Maddalena. E ora, ad Anice Verde, ovvio aspettarsi una cena teatro con Carlo Cracco...


