Il giovane romano Marco Martini è il miglior chef emergente dell'anno
Il miglior chef emergente dell'anno under 30, premiato presso Officine Farnareto a Roma, è Marco Martini. Eccellente il suo antipasto a base di faraona. Martini ha "prevalso" su Alessandro Bellingeri e Danilo Vita
Si è svolta a Roma, presso le Officine Farneto, la finale per l’assegnazione del premio miglior chef emergente dell’anno. La manifestazione è stata brillantemente condotta da Luigi Cremona, nell’ambito dell’evento Cooking for Art in cui sono è stata anche presentata la Guida Touring 2015 degli alberghi e dei ristoranti.Tre i giovani chef under 30 in gara, vincitori delle sessioni nord, centro e sud, rispettivamente Alessandro Bellingeri, trentino, Marco Martini (nella foto, il secondo da sinistra), romano, Danilo Vita, pugliese. Ogni chef veniva giudicato dalla giuria a fronte della preparazione di quattro pietanze: un antipasto, un primo, un secondo, un dessert.
Fatta salva la bravura di tutti e tre gli chef, che hanno esibito una tecnica già solida ed una vivace verve creativa, la vittoria è arrisa allo chef Marco Martini. Lodevole il suo approccio, talvolta serafico, sempre convinto e ben argomentato, a quella che viene sovente chiamata la cucina del riuso, ovvero la grande abilità di saper adoperare tutte le componenti di un cibo.
Nel caso di specie è così avvenuto con una faraona che lo chef Martini ha saputo impiegare nella preparazione dell’antipasto, a cui ha aggiunto sapori forti di brodo di funghi porcini, nella preparazione del primo piatto, quale farcia di saporiti ravioli e le alette disossate nel secondo piatto, ottimo. Faraona assente, anche il dessert.
La manifestazione ideata e condotta da Luigi Cremona ha, tra gli altri, anche il vantaggio di agevolare lettura precoce del trend della cucina così come i più bravi e talentuosi tra i giovani chef la intendono, la propongono, la interpretano man mano evolvendo. E la rinnovata attenzione agli ingredienti ed alle loro componenti, insieme con un uso garbato ed utile, giammai eccessivo, di nuove tecniche e strumenti di cottura, induce ad un sano e ragionevole ottimismo circa i nuovi orizzonti della cucina italiana.


