A Roma inaugura Ottagoni Food. La scuola che esalta il cibo naturale
Silvia Pambianchi e Fulvia Medulla hanno da poco inaugurato la scuola di cucina Ottagoni Food, un centro di aggregazione sul buon cibo naturale, a partire dalla tecnica ai fornelli fino alla presentazione del piatto
Ce ne sono tante di scuole di cucina, reali o virtuali, nate come funghi anche sul web in seguito alla dilagante passione per il buon cibo. Un fenomeno complesso che non si può etichettare solo come moda e che ha portato in cattedra chef stellati e semplici appassionati, forti di una formazione casalinga con mamme e nonne, ma anche di seri approfondimenti sul campo che fino a qualche anno non facevano storia.Nella convinzione che si devono “cucinare prodotti naturali per mangiare bene e sano”, due amiche, Silvia Pambianchi (nella foto, a destra) e Fulvia Medulla (nella foto, a sinistra), sono andate un po' oltre nel progettare la loro scuola di cucina, aperta in un'ex fabbrica di vetro nella Roma Trasteverina, in via Goffredo Mameli 9, proprio a ridosso del famoso mercato ortofrutticolo di piazza San Cosimato, dove ancora si trovano i prodotti dei “vignaroli” che adesso con un termine poco realistico si chiamano a km zero.
L’idea di aprirla, o meglio di creare un centro di aggregazione sul buon cibo naturale, quello all’origine di qualsiasi azione a scopo gustativo, è nata gradualmente ed è maturata grazie al giro di amici e parenti, inconsapevoli e appassionati foodies, generosi nel raccontare e curiosi nel chiedere. Antico e moderno sul cibo naturale difficilmente sono in contrapposizione e dopo incursioni in campagna presso artigiani e piccoli produttori queste due intraprendenti signore hanno deciso di non tenere per sé un simile patrimonio ma di aprirlo agli altri.
Il business è culturale, articolato e in evoluzione, pronto ad arricchirsi ai contributi degli allievi. A Ottagoni Food si parte da un più mirato approccio alla materia prima, da elaborare il meno possibile o e anche - perché no - da utilizzare in maniera insolita e creativa, ma sempre col tutto il rispetto che merita. C’è il piacere di aspettare le stagioni, di approfondire la conoscenza della varietà, di scoprire l’origine di piatti entrati nella tradizione e di quelli innovativi che domani ne faranno parte.
Gusto e conoscenza, passato e presente: la cucina è sempre stata un patrimonio in movimento che perde per strada mode e tendenze inglobando le innovazioni più riuscite. Anche il programma della scuola è aperto, in evoluzione. Si parte dallo stile di vita naturale e consapevole, per poi arrivare ai fornelli. Un po’ come il complesso della dieta mediterranea sta ai singoli prodotti che compongono la mitica piramide.
Lo si è visto all’inaugurazione di Ottagoni Food a cominciare dal pane, anzi dai pani di tante farine e di esaltanti e colorate unioni di noci e barbabietole, di uvette e zafferano. Quindi via le polveri della chimica, va restituito al pane, protagonista e non accessorio del menu, tutto il suo valore simbolico e storico. Non a caso è proprio sul pane la prima lezione, lo scorso 1° ottobre, curata dalla blogger Antonella Scialdone che di arte bianca se ne intende.
Si prosegue col peperoncino, che non è il piccante tout court ma le declinazioni intriganti di duemila varietà, secondo quanto racconterà Rita Salvatori, altra blogger di successo. Seguirà il cioccolato, dolce ma anche in versione salata , a cura di Loretta Castadiva, poi il Thè, la bevanda più diffusa al mondo, dalle sfumature aromatiche ai riti.
Immancabile la lezione sulla pasta fatta in casa, ma a tirare la sfoglia non sarà una “rezdora” romagnola ma l’esperto Leonardo Iacono, che non si farà pregare per raccontare alla Serata del Tagliere divertenti e inedite storie sul cibo più amato. Per parlate di olio extravergine, inoltre, verrà Loriana Abruzzetti, presidente dell’associazione Uliveti Del Lazio. Anche la Crostata giusta, croccante e dal dolce ripieno di marmellata, ha meritato un libro che gli autori, Maria Teresa Di Marco e Mario Coccillo Ferrè presenteranno il 15 novembre.Va da sé che tutti i “compiti in classe” saranno degustati insieme al termine della lezione. Ma questo è solo il programma di apertura, già altre idee ed iniziative si stanno consolidando col contributo di professionisti e di semplici appassionati, anche sul tema del vino. Non solo, Silvia Pambianchi e Fulvia Medulla non trascureranno le istruzioni per l’uso: come muoversi tra produzioni naturali, biologiche o biodinamiche e forniranno notizie e indirizzi di piccoli produttori che da soli non hanno la forza di farsi conoscere.
Soprattutto cercheranno di fornire il know how per realizzare in pratica quel buono, giusto e pulito a cui aggiungere la parola “sano”. In una parola, come fare la spesa tutti i giorni, anche senza tanto tempo a disposizione. Tanti poi i segreti e i trucchi per gli step successivi, dai fornelli alla tecnica che ci aiuta fino alla presentazione del piatto. I vasti locali, a cui è stato lasciato il nome della vecchia vetreria, comprendono anche una piccola biblioteca e sono ben attrezzati per le nuove idee che - ne siamo certi - non mancheranno.


