Il presepe degli chef nel Napoletano 27 statuine dei grandi cuochi italiani
Nelle vie di San Gregorio Armeno (Na), sarà presente da quest'anno il presepe degli chef; 27 statuine di terra cotta raffigureranno i milgliori cuochi del Paese, come Gualtiero Marchesi, Massimo Bottura e molti altri
Le vie dei presepi di San Gregorio Armeno (Na), famose per le loro opere eccentriche, anche quest'anno sono riuscite a stupire; grazie al presepe degli chef, con 27 statuine che raffigurano i cuochi stelllati della cucina italiana, da Massimo Bottura a Davide Scabin passando per Gualtiero Marchesi e Alfonso Iaccarino.

Come vuole l’antica tradizione partenopea il presepe degli chef è stato realizzato interamente a mano; Marco Ferrigno, erede di una famiglia di artigiani, ne è l’artefice. Il maestro Ferrigno ha costruito anche le scene: il banco della carne e quello dei formaggi, la vecchia osteria e la cucina, il banco del pesce.
Dai veterani dell’alta cucina ai volti nuovi consacrati dalla critica e dalla tv, il presepe degli chef fotografa la situazione della ristorazione italiana e dà spazio anche a due super critici del settore: Enzo Vizzari e Stefano Bonilli, entrambi ritratti alla perfezione dal maestro Ferrigno.
La cura dei dettagli, la verve nel dipingere alcuni personaggi, l’ironia e la somiglianza di certe espressioni, fanno del presepe degli chef un piccolo capolavoro d’artigianato che vuol essere un work in progress: ogni anno infatti, come accade nelle migliori guide gastronomiche, il presepe sarà aggiornato con l’aggiunta o la fuoriuscita di qualche chef.
«La bellezza del presepe napoletano contemporaneo - ha detto Maurizio Cortese, ideatore dell'iniziativa - è che dà la possibilità di fare della sana ironia su episodi realmente accaduti. San Gregorio Armeno, la via dei presepi di Napoli, è piena di statuette che rimandano alla più viva attualità. Ricordo quando Gianfranco Vissani dichiarò in televisione che si vergognava di cucinare con il pomodoro e la sdegnata reazione che ne seguì di Alfonso Iaccarino: non potevo non far rappresentare questa storia. Ognuno dei “miei” pastori è raffigurato secondo le sue peculiarità».

Come vuole l’antica tradizione partenopea il presepe degli chef è stato realizzato interamente a mano; Marco Ferrigno, erede di una famiglia di artigiani, ne è l’artefice. Il maestro Ferrigno ha costruito anche le scene: il banco della carne e quello dei formaggi, la vecchia osteria e la cucina, il banco del pesce.
Dai veterani dell’alta cucina ai volti nuovi consacrati dalla critica e dalla tv, il presepe degli chef fotografa la situazione della ristorazione italiana e dà spazio anche a due super critici del settore: Enzo Vizzari e Stefano Bonilli, entrambi ritratti alla perfezione dal maestro Ferrigno.
La cura dei dettagli, la verve nel dipingere alcuni personaggi, l’ironia e la somiglianza di certe espressioni, fanno del presepe degli chef un piccolo capolavoro d’artigianato che vuol essere un work in progress: ogni anno infatti, come accade nelle migliori guide gastronomiche, il presepe sarà aggiornato con l’aggiunta o la fuoriuscita di qualche chef.
«La bellezza del presepe napoletano contemporaneo - ha detto Maurizio Cortese, ideatore dell'iniziativa - è che dà la possibilità di fare della sana ironia su episodi realmente accaduti. San Gregorio Armeno, la via dei presepi di Napoli, è piena di statuette che rimandano alla più viva attualità. Ricordo quando Gianfranco Vissani dichiarò in televisione che si vergognava di cucinare con il pomodoro e la sdegnata reazione che ne seguì di Alfonso Iaccarino: non potevo non far rappresentare questa storia. Ognuno dei “miei” pastori è raffigurato secondo le sue peculiarità».

