Le stime preliminari sull’inflazione nel mese di dicembre indicano che i listini della ristorazione sono "freddi", poiché continuano a mantenere un profilo di forte moderazione. È quanto analizzato dal centro studi Fipe-Confcommercio (Federazione italiana pubblici esercizi) sui dati diffusi oggi dall’Istat. Sulla base di queste indicazioni è possibile stimare nel 2% l’aumento dei prezzi di bar e ristoranti nella media del 2012, ben un punto al di sotto del tasso d’inflazione generale che viene calcolato nel 3%.

L'inflazione italiana ha proseguito a dicembre la sua manovra di allineamento ai valori europei, grazie anche al rallentamento dei beni energetici non regolamentati. Per l'indice Nic dei prezzi al consumo per l'intera collettività il 2012 si è chiuso a quota 3%, il livello più alto dal 2008, quando l'inflazione media si era attestata a +3,3%. Per il 2013 il differenziale tra Italia ed Europa è destinato a ridursi ulteriormente con un'accelerazione del recupero nella seconda parte dell'anno: il dato italiano dovrebbe attestarsi, secondo le attese degli analisti, poco sopra il 2% e superiore soltanto di qualche decimale a quello della zona euro.

Le famiglie attualmente sono costrette a mantenere “condotte” d'acquisto orientate alla prudenza e al massimo risparmio. Anche perché la pressione fiscale in un anno è salita al 44,7% (e nel 2013 è destinata a superare il 45%) e il potere d'acquisto si è, invece, ridotto ulteriormente. Di conseguenza, il risultato è che si riducono drasticamente anche cene fuori casa e dolci della domenica, con un calo nei ristoranti (-5%) e nelle pasticcerie (-11%).