Aldo CursanoNonostante gli sforzi della Federazione dei pubblici Esercizi la norma contenuta nell'art. 62 del Decreto-Legge n. 1 del 2012 in materia di liberalizzazioni sta per entrare in vigore. Si tratta della disciplina delle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari, che prevede che il pagamento del corrispettivo debba essere effettuato nel termine legale di 30 giorni dalla consegna. Nel caso di mancato rispetto dei termini di pagamento al debitore potrà essere applicata una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 500mila euro.

«Questa norma - spiega il presidente regionale e vicario nazionale Fipe Aldo Cursano (nella foto) - nasce per evitare l'imposizione da parte delle grandi aziende di condizioni di acquisto ingiustificatamente gravose per i piccoli fornitori, e ha quindi il validissimo proposito di limitare lo strapotere delle grandi centrali di acquisti rispetto ai piccoli fornitori e produttori. Uno strapotere che molti della nostra categoria soffrono quotidianamente».

«C'è però un problema - avverte Cursano - e le giuste preoccupazioni del legislatore, in un momento come questo di grave crisi e di forte restrizione del credito, rischiano di andare a danneggiare proprio le piccole imprese che la norma vuole salvaguardare. La Federazione nazionale pubblici esercizi ha partecipato ai lavori della 10ª Commissione industria del Senato della Repubblica, evidenziando che la norma penalizzerebbe di fatto le imprese marginali che acquistano prodotti alimentari e bevande da imprese anche multinazionali».

Quello che più preoccupa Fipe è il carattere sanzionatorio della legge che andrebbe magari a perseguire le aziende, pur sane, che già ora non ce la fanno a pagare a 60 giorni.

«I rapporti di fiducia con i fornitori sono stati costruiti nel corso degli anni, e entrambe le parti, chi fornisce e chi acquista, tentano di mantenere condizioni sostenibili anche in un momento così sfavorevole per i consumi. La salute economica delle aziende, purtroppo, non si crea per legge, e l'introduzione di sanzioni amministrative non lascerà spazio alla contrattazione tra pari, che può permettere agli imprenditori di salvare se stessi e i propri clienti dalla disfatta».

Cursano resta ottimista rispetto alla possibilità di una deroga per i pubblici esercizi. «Stiamo lavorando da tempo per contrastare le distorsioni di questa norma. Per adesso siamo riusciti ad avere solo un rinvio ma siamo fiduciosi in una sua revisione su alcuni punti. Diversamente sarebbe un'ulteriore problema per la tenuta del settore».