Un tempo era la luce piatta, inanimata. I ristoranti e gli hotel accoglievano gli ospiti con un unico tipo di illuminazione, in genere monocromatica e uniforme. In particolare, i ristoranti proponevano ai clienti un'unica 'ricetta” di luce, piuttosto insipida e per nulla caratteristica. Persino i bar offrivano un solo 'cocktail” di illuminazione, poco spumeggiante. Ma quei tempi sono ormai lontani.

Oggi non si è più costretti a scegliere solo tra lampade a incandescenza (classiche ma di breve durata), lampade fluorescenti (economiche ma ingombranti), o lampade ad alogeni (brillanti ma dispendiose). Il mondo della luce è cambiato completamente. Ad esempio, con le lampade a risparmio di energia, sempre più simili alle tradizionali lampade ad incandescenza nella forma e negli attacchi, è possibile risparmiare energia elettrica. Le moderne lampade fluorescenti sono sempre più compatte, luminose, di minore impatto ambientale e offrono una migliore resa dei colori. E le nuove soluzioni di illuminazione a Led, minuscoli diodi luminosi, sono estremamente brillanti e durevoli.

Non importa che si tratti di una locanda o di un hotel a 5 stelle, di una trattoria o di un ristorante gourmet, di un classico pub o di un bar ultramoderno. L'obiettivo di chi svolge questo mestiere è accogliere, servire e coccolare i clienti per farli sentire a proprio agio. E farli ritornare. Uno degli ingredienti nella ricetta del successo è certamente un'illuminazione moderna e personalizzata.



Basta fare qualche esempio. Per assicurare l'atmosfera adatta a ogni situazione, un hotel deve avere differenti tipologie di illuminazione: invitante per l'area reception, intima per il ristorante, calda ma funzionale nelle camere, professionale nelle sale conferenza, sofisticata nel bar, rilassante nell'area benessere ed energizzante per l'area fitness.

E così pure ogni ristorante deve avere la sua ricetta di illuminazione personalizzata, finalizzata a potenziare la resa della presentazione dei piatti. In più, è interessante sottolineare il fatto che a culture diverse corrispondono esigenze diverse e quindi illuminazione differente. Gli ingredienti per l'illuminazione di un ristorante francese, ad esempio, dovrebbero essere differenti da quelli di un ristorante cinese. In un locale "di classe" è logico aspettarsi un'illuminazione più raffinata rispetto a quella di una locanda. La luce 'servita” in un pub dovrebbe essere diversa da quella offerta in un wine bar. E un bar con arredamento classico richiede un 'cocktail” di luce diverso da quello richiesto da un bar con un look moderno, magari tutto acciaio e vetro.

Concentrandoci sul ristorante, si può dire che la ricetta della "luce perfetta" ha due ingredienti essenziali: l'atmosfera e la delimitazione delle diverse zone. La luce delicata e sfumata crea atmosfera; l'uso coordinato di varie intensità luminose crea invece angoli intimi all'interno del ristorante. Nel complesso la luce deve essere lieve e riservata ma le zone di passaggio e di servizio richiedono una luce più brillante. I tavoli e le altre aree di attesa richiedono un'atmosfera rilassante.

La luce deve consentire la lettura confortevole dei menu e permettere alle persone di vedersi chiaramente in volto, ma deve essere anche abbastanza soffusa da creare un senso di intimità. Un altro elemento da considerare è lo stile caratteristico del ristorante, accentuato dall'interior design e dai colori scelti per l'arredamento. Questi aspetti possono essere facilmente valorizzati con l'impiego di un sistema di illuminazione regolabile.

Le italiane di Foscarini per Ramsay
Il pregio del genio creativo italiano si distingue anche nel settore dell'illuminazione. Un esempio sono le creazioni dell'azienda Foscarini, nota in tutto il mondo per le sue innovazioni nel settore. Particolarmente riuscito il connubio tra cucina internazionale e luci italiane nel ristorante Maze di Melbourne del pluristellato chef Gordon Ramsay (nella foto a destra). Aperto lo scorso anno presso il Crown Entertainment Complex, il ristorante sfoggia le sospensioni Allegro di Foscarini.

Oltre che esaltare gli ambienti con la forza e la personalità di un segno grafico leggero ma scenografico, i tre modelli della collezione Allegro conferiscono personalità diverse ad ambienti diversi, senza spezzare la continuità stilistica della famiglia. Il risultato è un ambiente coerente ed eclettico al tempo stesso. Impiegati in diverse aree del Maze, gli elementi della famiglia dialogano creativamente con le altre soluzioni allestitive adottate, generando anche un contrasto cromatico di grande suggestione: è il caso del raffinato alluminio laccato nero che caratterizza i modelli Allegro Ritmico, scelti per punteggiare la sala da pranzo e in grado di stagliarsi in maniera vivida dalle tonalità chiare utilizzate per il pavimento, le pareti e gli alti soffitti del locale.

La luce di Davide Groppi sui piatti di Alajmo
Il protagonista nel mondo Alajmo è Davide Groppi, di professione 'light designer”, che ha curato prima l'illuminazione nel Ristorante Quadri di Venezia, e de Le Calandre di Rubano (Pd). In particolare nel locale padovano domina il sistema di illuminazione Ovonelpiatto - Ovo, che rispecchia in pieno il concept che guida tutte le creazioni di Davide Groppi e che agli Alajmo è piaciuto molto.

«Secondo la mia visione, il ristorante è teatro», sostiene Groppi. «I ristoranti che preferisco sono dei luoghi in cui il cliente ha la possibilità di compiere un'esperienza. Un'esperienza non solo enogastronomica, ma anche visiva, olfattiva, acustica. Mi piace pensare di realizzare dei luoghi in cui ogni cliente si possa sentire l'unico cliente».

«Per questo motivo - prosegue - ho maturato l'idea di mettere la luce nel piatto. La luce nel piatto è l'idea di mettere la luce solo sulla scena. Il cibo è illuminato in modo meraviglioso e i visi delle persone si illuminano in modo indiretto dal basso verso l'alto. La sensualità diventa la componente fondamentale di progetto e la luce diventa un'ingrediente della cucina. Mi capita spesso di dire agli chef che bisogna cucinare partendo dalla sala, ossia dal vero luogo in cui i clienti dovrebbero avere l'opportunità di vivere un'esperienza memorabile di luce, di sensi, d'amore e anche di cibo. Il tavolo come luogo di incontro e quindi d'amore. La mia luce è una luce semplice, ma che cerca di essere vera. Cerco di avvicinarmi alla luce con l'idea di avvicinarmi alla verità. Con semplicità, leggerezza, emozione ed invenzione».


I designer si sbizzarriscono e reiventano il locale
Ce n'è davvero per tutti i gusti, tutte le marche e tutti i locali. Se la luce veste il locale, è importante confezionare l'abito giusto per tutte le esigenze e i tipi di offerta. Sono preziose ed eleganti le soluzioni illuminotecniche offerte dal mix di vetro e cristallo delle lampade a sospensione, plafone e da parete (design Paolo Crepax) Kuk (nella foto a destra) dell'azienda Leucos.


Sono dei veri gioielli sispesi artigianali i lampadari Sussiebiribissi (nella foto a sinistra), che arredano il locale monopolizzando l'attenzione di chi li osserva. Il risultato, di grandissimo impatto, sono dei veri e propri oggetti d'arte, dove un abile accostamento dei colori, la profonda conoscenza delle pietre semipreziose e la creatività si fondono per dare vita a lampadari che sembrano giocare con la luce e i riflessi e che hanno una propria inconfondibile personalità. Un'idea dell'estro creativo di Antonio Di Meglio e Valerio Antonelli.


Atmosfere siderali e raccolte sono ben incarnate nel Sistema Orbite (nella foto a destra) di Album, un sistema per l'illuminazione di ambienti che consente di porre la fonte di luce in ogni punto che si desideri dell'ambiente in cui è installato conservando la massima sicurezza (design - Design Tanzi). Infatti tutto il sistema è percorso da corrente a bassissima tensione (12volt), un tipo di corrente che è innocua per le persone. Come conseguenza di questa caratteristica i "Corpi illuminanti" possono essere posti dove effettivamente occorrono.


Per quegli ambienti che "pretendono" un'illuminazione diffusa e vigorosa, moderna e accogliente possiamo scegliere la qualità e la garanzia di FontanaArte che in Avico, lampada a sospensione (nella foto a sinistra), che assicura un forte impatto visivo e denota la personalità del locale. Gli elementi per un'illuminazione avanguardistica ci sono tutti: montatura e rosone in metallo cromato, diffusore in polietilene e cavo di sospensione in acciaio.


Ideale per la ristorazione commerciale e per ampi spazi è il sistema Isy Wall (designer R. Lanciani) di Luxit, ovvero un sistema di lampade fluorescenti compatte dall'elevata resa e dall'ottimo comfort visivo, caratterizzate da un ampio riflettore in metallo verniciato, da parete a luce indiretta. Che installato insieme alla serie di lampade a luci morbide, con doppia emissione Roundlight (design King & Miranda) illumina l'area ristoarzione favorendo una completa visibilità e un ambiente fresco e piacevole (nella foto a destra).


Si affidano il principio della "luce nel piatto" quei locali che si affidano a Castaldi Lighting, che propone con Minisosia (nella foto a sinistra) un'illuminazione d'interni omogenea e morbida, grazie al riflettore in alluminio con finitura semi-satinata e al vetro temperato a granitura diffondente. La versione 'opal” crea un ideale mix di luce diretta e diffusa, il riflettore interno genera luce diretta mentre il diffusore che lo riveste acquista una morbida luminosità.


Per chiudere non si può dimenticare un esempio di illuminazione ideale in struture alberghiere. Un elegante e valido esempio ci è fornito da Catellani & Smith che ha curato il design illuminotecnico dell'Hotel Schloss Elmau in Baviera (nella foto a destra). Gli ambienti principali dell'albergo, dalla reception alla sala della musica, sono illuminati e arredati con lampade delle collezioni Stchu-Moon, Luci D'Oro, Fil de Fer. La realizzazione dimostra il concetto di rifrazione della luce che proiettata su un corpo volutamente irregolare, proprio per la sua irregolarità, ne moltiplica la quantità rendendo l'oggetto stesso 'tutta luce”.