Pasta World Championship Vince il "giappolitano" Yamada
A Parma, per 3 giorni, quasi 2mila professionisti hanno dibattuto sul futuro della cucina italiana, ma hanno anche gareggiato cimentandosi con il piatto più amato e diffuso, la pasta. Ad aggiudicarsi la “trafila d'oro” messa in palio da Academia Barilla l'unico non italiano, Yoshi Yamada
Ha vinto proprio l'unico non italiano, anzi, un 'giappolitano”, così definito, perché Yoshi Yamada (nella foto accanto e nella foto sotto, al centro) ha iniziato la sua carriera alla corte di Don Alfonso e ha sempre una brigata di napoletani nei suoi ristoranti. Dal 14 al 16 giugno scorsi, l'Academia Barilla di Parma ha accolto cuochi provenienti da tutto il mondo, sono i membri del Gvci, Gruppo virtuale cuochi italiani, quasi 2mila professionisti che da ormai 10 anni promuovono e tutelano la cucina italiana nel mondo con il proprio lavoro quotidiano indefesso e appassionato. A Parma, per 3 giorni, hanno dibattuto sul futuro della cucina italiana, ma hanno anche gareggiato cimentandosi con il piatto più amato e diffuso, la pasta.Una giornata di batterie che ha avuto come risultato la selezione di 4 finalisti: Vittorio Beltramelli (nella foto sotto, secondo da destra, accanto a Rosario Scarpato, primo a destra) da Parigi, Giorgio Nava (nella foto sotto, secondo da sinistra) da Città del Capo, Sauro Scarabotta (nella foto sotto, primo a sinistra) da San Paolo, e Yoshi Yamada da Londra.
Proprio l'unico non italiano si è aggiudicato la 'trafila d'oro” messa in palio da Academia Barilla, un trofeo che vuole ricordare l'omaggio, altamente simbolico, che gli operai di Barilla fecero a Pietro Barilla, quando, 30 anni or sono, ricomprò l'azienda, per ringraziarlo di averla fatta ritornare italiana, dopo un periodo di proprietà americana.
La giuria era composta dagli esperti Luigi Cremona, Andrea Grignaffini, Francesca D'Orazio Buonerba, Paul Betts e Alfredo Tesio, ai quali si è aggiunto per la finale un pari numero di appassionati, sorteggiato tra il pubblico, intervenuto per assistere alla competizione dal vivo.
Proprio il pubblico ha fatto pesare l'ago della bilancia verso Yoshi Yamada, un professionista che al rigore tipico dei cuochi del sol levante, ha saputo aggiungere quel tocco di napoletanità che gli è valso il titolo.
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Da sinistra: Sauro Scarabotta, Giorgio Nava, Yoshi Yamada, Vittorio Beltramelli e Rosario Scarpato
Il suo piatto, infatti, è stato giudicato il migliore, ma, essendo difficile scegliere una ricetta tra quattro preparazioni eccellenti, è stata proprio la simpatia di Yamada, evidenziata durante l'esibizione, a convincere i giurati che hanno premiato, così, anche un parte importante del nostro stile in cucina, che pur, badando al sodo, sa mostrare il lato gioioso di chi, in fondo, fa il lavoro più bello del mondo.
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