Illuminare correttamente un ristorante o una qualsiasi zona dedicata all'accoglienza è senza dubbio un obiettivo complesso ma al contempo sviluppabile su alcuni principi fondamentali legati ai veri protagonisti di questi ambienti, ovvero la clientela. Molto spesso ci capita di incappare in progetti illuminotecnici e anche architettonici dove sembra di trovarci di fronte a evoluzioni di professionalità esasperata nella quale mostrare al mondo le proprie capacità e il proprio talento artistico. Proprio in questo modo il vero protagonista di un progetto illuminotecnico o anche architettonico rischia di diventare il progettista e non coloro che beneficeranno di quel determinato spazio.

Come si deve illuminare una sala ristorante? Occorre principalmente individuare chi dovrebbe illuminare o dare vita a un corretto progetto illuminotecnico. Ci sembra fin troppo ovvio sottolineare l'importanza di servirsi sempre di professionisti della luce che conoscano non solo la materiale (illuminotecnica) in termini scientifici, l'ottica e la luce nei suoi principi fisici, ma soprattutto che se ne siano serviti in maniera continua su lavori e su cantieri nei quali sperimentarne le peculiarità e le caratteristiche. Solo un progettista illuminotecnico che opera nel settore da anni e che ha una vasta conoscenza delle tecnologie luminoso presenti oggi nel mercato permetterà di ottenere il massimo dal progetto di illuminazione. L'impianto di illuminazione deve oggi rappresentare un vero e proprio strumento di business con il quale attirare, stupire e accogliere i clienti, che si sentiranno coccolati dall'ambiente, ristorati dal servizio e ne parleranno ad altri. Non risulta difficile presagire che cosa è in grado di portare in termini commerciali.

Illuminazione basale, secondaria e accessoria
Dal punto di vista illuminotecnico sarà opportuno creare un progetto illuminotecnico dinamico che si occupi di fornire almeno tre linee di scenografia luminosa distinte e complementari. Una linea di luce dedicata all'illuminazione generale (basale), una linea di luce caratterizzante (secondaria) e una linea di luce di accento (accessoria) che darà vita a giochi di luce e personalizzazioni cromatiche. Non si deve mai impiegare le linee guide generali di illuminotecnica come standard universali da impiegare sempre e in qualsiasi ambiente.

250-350 lux** suggeribili sono un valore indicativo che l'illuminotecnico saprà gestire o meglio dirigere all'interno dell'architettura del ristorante. Facendo attenzione che nelle zone di servizio come cucina o simili i valori siamo più elevati (fino a 500 lux), mentre si conterrà per le altre zone ove si potrà pensare alla creazione di flussi luminosi personalizzati.

L'impianto di illuminazione cosi creato sarà elegante e accogliente, dinamico e unico nel rispetto delle esigenze personali di chi dovrà gestire lo spazio. La luce così si vestirà addosso alle esigenze dell'architettura, dell'arredo e di chi dedicherà parte della sua vita alla sala ristorante. L'attore della scena presente in un ristorante, il cliente, potrebbe sfruttare lo spazio in questione per intrattenersi, visitare, consumare un pasto ed è per questo che l'illuminazione deve necessariamente tenere in considerazione non solo tabelle luminose standardizzate ma l'atmosfera che si dovrà creare. Una distribuzione della luce in modo equilibrata, armonica e dinamica faranno il successo dell'illuminazione del ristorante. Si dovrà fare attenzione a non distruggere l'equilibrio perfetto fra luce ed ombra con sistemi di illuminazione potentissimi che appiattiscono lo spazio rovinando i colori, le geometrie e le peculiarità dello spazio illuminato. Cromaticità e movimento sono cardini di un progetto illuminotecnico per sale ristoranti dove senza sacrificare l'immagine di insieme la luce segue il cliente e lo avvolge facendolo sentire protagonista della scena senza essere invadente o disinteressata.

Non possiamo oggi non tenere in considerazione il ruolo importante della tecnologia a Led che può giocare in zone come queste. L'illuminazione è oggi un'opportunità per chi vuole fare business con l'illuminazione e non solo un'alternativa luminosa. Risparmio energetico, manutenzione quasi completamente azzerata, riduzione sensibile del calore e confort visivo eccezionale. Si tratta di un matrimonio felice che speriamo di vedere sempre più spesso all'interno di tutte le attività commerciali.

* lighting designer
** il lux è l'unità di misura per l'illuminamento ed è pari a 1 lumen fratto 1 metro quadrato. Lux e lumen sono due diverse misure del flusso luminoso: mentre il lumen è una misura della "quantità di luce" su una porzione di sfera (incentrata sulla sorgente), il lux è una misura relativa all'area piana tangente la porzione sferica