Discepolo di Escoffier? No, meglio l’Artusi
Alcune settimane fa mi è arrivato un invito che mi ha fatto un po' arrabbiare. Mi si chiedeva di intervenire a una cerimonia all'Istituto professionale Canossa di Brescia per 'la consegna del riconoscimento internazionale Discepoli di Auguste Escoffier a 10 importanti chefs della ristorazione bresciana”. Non che io ce l'abbia con Escoffier, il cuoco francese a cavallo tra ‘800 e ‘900 che molto ha fatto per la cucina in generale e quella francese in particolare, ma non penso sia l'unico cuoco e grande teorico della cucina a cui essere riconoscenti.
Ho rifiutato l'invito ed ho anche scritto all'organizzatore che non aveva senso far entrare meritevoli cuochi italiani in un'associazione che guarda e onora come modello un cuoco francese. Lasciamolo ai francesi e noi invece teniamoci stretto e valorizziamo di più il nostro Pellegrino Artusi (1820-1911, nella foto), che molti italiani, buongustai o professionisti della ristorazione, non conoscono affatto.
Eppure, il suo libro 'La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene” resta ancor oggi un manuale da leggere, che fa registrare ristampe su ristampe e ogni anno a Forlimpopoli (Fc), dove Artusi nacque, il Comune celebra in onore del suo famoso concittadino la 'Festa Artusiana”, manifestazione dedicata al cibo in tutte le sue declinazioni: gastronomia, cultura, spettacolo. Nel corso della festa vengono assegnati i 'Premi Pellegrino Artusi” a personaggi che, a qualunque titolo, si siano distinti per l'originale contributo dato alla riflessione sui rapporti fra uomo e cibo. Questo sì è un premio che va valorizzato. Lasciamo perdere Escoffier.
Il libro di Artusi - assicuro - si legge volentieri, scritto con molta diligenza e buono stile, contiene riflessioni e ricette che ancora oggi sono preziose per chi ama cucinare.
Ho rifiutato l'invito ed ho anche scritto all'organizzatore che non aveva senso far entrare meritevoli cuochi italiani in un'associazione che guarda e onora come modello un cuoco francese. Lasciamolo ai francesi e noi invece teniamoci stretto e valorizziamo di più il nostro Pellegrino Artusi (1820-1911, nella foto), che molti italiani, buongustai o professionisti della ristorazione, non conoscono affatto. Eppure, il suo libro 'La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene” resta ancor oggi un manuale da leggere, che fa registrare ristampe su ristampe e ogni anno a Forlimpopoli (Fc), dove Artusi nacque, il Comune celebra in onore del suo famoso concittadino la 'Festa Artusiana”, manifestazione dedicata al cibo in tutte le sue declinazioni: gastronomia, cultura, spettacolo. Nel corso della festa vengono assegnati i 'Premi Pellegrino Artusi” a personaggi che, a qualunque titolo, si siano distinti per l'originale contributo dato alla riflessione sui rapporti fra uomo e cibo. Questo sì è un premio che va valorizzato. Lasciamo perdere Escoffier.
Il libro di Artusi - assicuro - si legge volentieri, scritto con molta diligenza e buono stile, contiene riflessioni e ricette che ancora oggi sono preziose per chi ama cucinare.

