Cocktail tra storia e innovazione. Futuro incerto per i barman Aibes
I concorsi per cocktail riservati ai barman professionisti e non, in Italia e all'estero, stanno vivendo un periodo di notevoli cambiamenti. Sono stati inventati e sostenuti dall’Aibes negli anni Cinquanta ma a partire dal 2000 sono diventati sempre più un "fenomeno aziendale". Il futuro è incerto
Ormai è chiara l'innovazione che sta interessando il contesto delle cocktail competition, in atto all'estero da molto più tempo, ma che ora si stanno diffondendo anche in Italia. Parlo dei tradizionali concorsi per cocktail riservati ai barman professionisti e non, fino a poco tempo fa organizzati in forma esclusiva dall'Associazione italiana dei barman, l'Aibes, direttamente o attraverso i propri associati, che per una forma di passione e attaccamento all'associazione e alla professione hanno quasi sempre agito con l'assistenza e la collaborazione della madre di tutte le associazioni professionali in Italia, rappresentandola a tutti gli effetti.I concorsi per cocktail in Italia sono stati inventati e portati avanti dall'Aibes negli anni Cinquanta. La ventata di novità che è arrivata in questi anni è passata attraverso i concorsi nazionali: pochi sanno che negli anni '50-60 all'Aibes arrivavano le ricette dalle varie regioni d'Italia da parte delle sezioni, le quali venivano selezionate a tavolino e invitate a partecipare, in base al posto di lavoro occupato e al carisma professionale dell'interessato.
Il primo concorso italiano per cocktail si tenne a Roma dal 15 al 18 maggio 1951 all'Open Gate e a vincere fu Victor Tombolini dell'Open Gate di Roma seguito da Orlando Luminari del Milan Noeva di Milano. Il primo "Concorso nazionale ufficiale" di cui si ha la ricetta si tenne a Saint-Vincent (Ao) nel 1959 presso il Grand Hotel Billia: questa fu già una prima innovazione voluta dalle aziende, in quanto dai locali alla moda si passava ai Grand Hotel. Il vincitore di questa competizione fu Mimmo Ferretti, barman all'Hotel Regina Isabella di Ischia con la ricetta "Napoli Canta".
Gli anni '70 segnarono la seconda grande innovazione, ovvero la selezione delle ricette attraverso i Concorsi regionali. Ciò avvenne per l'incremento degli iscritti nelle diverse regioni italiane e ancora una volta per l'appoggio incondizionato delle aziende produttrici di liquori.
Poi vennero i concorsi dedicati e aperti ai barman non ancora iscritti all'associazione, in ambito locale e provinciale. Iniziarono alla fine degli anni '80, i primi furono alcune aziende, ma sempre con totale organizzazione e avvallo dell'associazione Aibes. Questa fu una nuova esigenza dettata dalle aziende, ma era impensabile organizzare un concorso dove non vi fosse l'avvallo e l'organizzazione dell'Associazione stessa, come ha continuato a fare Danilo Belluci con la sua "Lady Drink", bellissima manifestazione ereditata da una idea passata dell'allora Udv oggi Diageo, "Donne e Liquori".
Poi altri iniziarono a organizzare i concorsi per barman e nella maggior parte dei casi si trattava di barman precedentemente soci Aibes, diventati collaboratori o dipendenti di aziende del settore liquoristico, o avevano avviato loro attività di consulenza, tra i quali ha fatto storia la Master Consulting di Oscar Cavallera. Tutti ricorderanno gli anni di "Bar Festival", ma sempre con un supporto d'immagine dell'Aibes, perlomeno nella fase iniziale. E questo fino al 2010.

Ed ecco che dal 2010, dopo aver insegnato all'Italia a bere bene e a diffondere l'uso dei prodotti di qualità di queste grandi aziende liquoristiche e aver contribuito al 100% alla diffusione della cultura del cocktail in questo paese, l'Aibes sta quasi per essere tagliata fuori dal grande circuito delle manifestazioni per barman. Il motivo? Una certa mancata innovazione che le aziende si aspettavano come in passato e che questa volta non è avvenuta.
Ha iniziato Martini e Rossi, oggi gruppo Bacardi, che decise di tagliare drasticamente con il passato, cancellando il concorso dei concorsi, la laurea dei giovani barman: il "Martini Grand Prix Mondiale", di cui ebbi la fortuna di vincerne una edizione nel 1988 dopo aver vinto le selezioni zonali di Sirmione, nazionali di Venezia e finale mondiale di Pessione, riducendo tale evento a una sintesi che ancora oggi stento a comprendere, cancellando di fatto un patrimonio culturale e professionale che era stata la ricchezza di Martini e Rossi fino agli anni 2000.
Poi è toccato a Campari, il grande gruppo di Milano, la cui allora presidentessa Angiola Migliavacca tenne a battesimo la nascita della sede nazionale Aibes a Milano tagliando il nastro d'inaugurazione insieme ad Angelo Zola nel novembre del 1968... anche in questo caso la cosiddetta innovazione cancellerà in breve un altro grande patrimonio, estromettendo di fatto l'Aibes dalla collaborazione e organizzazione di eventi e concorsi che erano stati fino ad allora fiore all'occhiello di questa grande azienda. è di questi ultimi mesi il progetto Bar Accademy Campari, organizzato a Sesto San Giovann (Mi), che ha lasciato di fatto l'associazione esclusa.
Nella storia recente, dal 2010 in poi, è la volta di Illva di Saronno, con il suo "Mixing Star", in avvio il 15 aprile 2012 per la sua nuova edizione, grande e bella competizione moderna e divertente, ove io stesso partecipai alla prima edizione. In quell'occasione trovai l'associazione dei barman relegata a un ruolo importante ma secondario, dopo grandi collaborazioni passate di grandissima soddisfazione e di crescita reciproca... anche in questi due casi un bagaglio storico cancellato.
Poi Diageo con la sua "World Class", impegnativa gara per mixologist, portata ora anche in Italia da un paio di anni, di cui per la sua collaborazione si avvale di consulenze internazionali ma staccate in un certo senso da quello che è stato fino all'altro ieri il bagaglio, lo storico dell'Aibes e delle reciproche collaborazioni, cancellando di fatto e per l'ennesima volta un patrimonio che andrà irrimediabilmente perduto.
E poi Gancia, Branca e cosi via, ormai tutte le grandi aziende hanno avviato una politica di organizzazione interna con i propri esclusivi marchi, di grandi concorsi nazionali e internazionali, rendendoli molto appetibili per i barman professionisti nazionali, facendo di fatto crollare le quotazioni dei concorsi dell'Aibes. Il dramma è che la maggior parte di questi barman professionisti o mixologist nostrani non sono iscritti in qualità di soci all'associazione. Impensabile fino agli anni '90...
I migliori professionsiti d'Italia, fin dalla fondazione nel 1949, volevano essere soci dell'Aibes per avere il marchio professionale ed essere considerati veri professionsiti dalle aziende dei liquori e di forniture del bar. Oggi pare sia il contrario, in quanto alle aziende questa appartenenza non interessa più.
Questa è la fotografia della realtà attuale, per quei barman o mixologist, che hanno iniziato pochi anni fa e non hanno conosciuto il grande valore che oggi è storia, ma che non deve assolutamente andare perso. L'associazione, come dice la parola stessa, deve fare l'associazione... di idee, di condivisioni di amicizia, ma non di business.
Non si pensi che nell'aver cambiato quasi tutto l'associazione dei barman si sia rinnovata. Se l'associazione non tornerà a essere quello che era non sarà più una vera associazione ma qualcos'altro, che nulla avrà a che fare con la sua vocazione. Forse è questo il punto, solo che a comprenderlo per adesso sono state solo le aziende che sono sempre state a fianco dell'associazione e che per inerzia storica continuano a sostenerla, ma di fatto si fanno gli affari loro con altri.
Questa è una spiegazione di cosa sia avvenuto in questi anni in Italia nel campo dei concorsi per cocktail e barman. Non esprimo giudizi, questi li daranno altri. Io mi assumo la responsabilità di aver tracciato una parte di storia, che ritengo valga la pena ricordare.


