Taxi tra liberalizzazioni e scioperi. La discussione è sempre più accesa
Ribadito lo sciopero del 23 febbraio contro le liberalizzazioni nel mondo dei tassisti, continuano le polemiche: da una parte lavoratori chiamano i sindacati "venduti", dall'altra il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio protesta contro il potere della lobby a danno dei fruitori
Il mondo dei tassisti, nelle ultime settimene, si è mosso contro il decreto liberalizzazioni riguardante il loro settore. Il nodo è la gestione delle licenze in mano a una autorità esterna. I sindacati dunque avevano chiesto che restassero in co-gestione con i comuni. Dopo un paio d'ore passate a palazzo Chigi ecco che le parti si dichiarano soddisfatte, ma gli autisti continuano a protestare.Tensione e addirittura aggressioni si sono verificate a Napoli e Roma, mentre viene ribadito lo sciopero indetto per il 23 febbraio. Le associazioni dei consumatori aderenti a Casper, Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori) protestano con fermezza contro l'accordo sui taxi che sarebbe stato raggiunto dal Governo.
«Si tratta dell'ennesima sconfitta per il Governo Monti, nuovamente battuto dalla lobby dei tassisti - spiegano le 4 associazioni - Una liberalizzazione dei taxi come quella che si starebbe profilando, con una Autorità dei trasporti di fatto inutile e che non può decidere un bel nulla, e il potere di stabilire licenze e tariffe in capo ai sindaci, di fatto annulla qualsiasi beneficio in favore degli utenti».
«In sostanza - spiegano Adoc, Codacons, Movimento difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori - se passerà l'emendamento che ammorbidisce le liberalizzazioni nel settore taxi, non ci sarà alcun cambiamento rispetto alla situazione attuale: le licenze non aumenteranno, le tariffe continueranno ad essere le più alte del mondo, e lo strapotere della lobby dei tassisti aumenterà, a tutto danno dei consumatori fruitori del servizio».
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