Guide ristorazione, giudizi discordanti. Il caso di Tano Simonato
Spesso capita che le principali guide dedicate al mondo della ristorazione attribuiscano ad uno stesso locale giudizi molto diversi tra loro. È il caso di "Tano passami l'olio" a Milano, 1 stella sulla guida Michelin
Tra guide e ristoratori spesso non corre buon sangue. Soprattutto quando i giudizi dei diversi curatori sono molto diversi tra loro. Un caso emblematico è quello di Tano Simonato (nella foto), cuoco e patron del ristorante “Tano passami l’olio” di Milano, che sulla guida Michelin ha una stella, mentre per il Gambero Rosso e l’Espresso non merita la stessa considerazione.«Non voglio assolutamente fare polemiche - ha spiegato Simonato, intervistato da Matteo Scibilia, cuoco dell’Osteria della Buona Condotta di Ornago (Mb) e direttore scientifico del Consorzio Cuochi di Lombardia - ma la guida Michelin mi dà la stella mentre le guide italiane non mi prendono neanche in considerazione, senza mai aver capito una sega della mia cucina. C'è solo una diatriba sporca tra me e le guide italiane che sono Gambero Rosso e l'Espresso».

