Concessioni, a rischio le imprese balneari. La Fipe sostiena la proroga al 2045
La direttiva europea sui Servizi prevede che entro il 2014 partano le aste per le concessioni demaniali. La Fipe confida nel buon operato della 10ª Commissione del Senato per la proroga fino al 2045 per le concessioni balneari. A rischio altrimenti migliaia di imprese del settore
«Confidiamo nel buon operato della 10ª Commissione del Senato per la proroga fino al 2045 per le concessioni balneari la cui scadenza è fissata per il 2015. In questo modo, stabilimenti balneari e ristoranti che operano su terreno demaniale avranno modo di organizzare meglio le loro attività in vista della aste pubbliche». è questo il commento di Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe-Confcommercio alla vigilia della votazione dell'emendamento fortemente voluto dalla stessa Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) per applicare correttamente la Bolkestein senza mettere a rischio il destino di migliaia di imprese e delle famiglie da cui traggono lavoro.
La direttiva europea sui Servizi prevede che entro il 2014 partano le aste per le concessioni demaniali e il ristrettissimo margine di tempo, in pratica due anni, alla scadenza della concessione porta inevitabilmente al blocco di qualsiasi miglioria e innovazione da parte delle imprese alle strutture in cui operano.
«è improponibile - conclude Stoppani - pensare che un imprenditore investa di suo un capitale in un'azienda che dopo due anni è destinata per legge a finire all'asta, il cui esito, come in tutte le aste, è sempre imprevedibile».

