Un "Miroir" per lo Champagne Ruinart. Riflessi di stile per bollicine d'autore
Dalla collaborazione tra Hervé Van der Straeten, artista e artigiano, e la Maison Ruinart nasce la collezione Miroir: un portabottiglie da una parte, un secchiello dall’altra. Queste due creazioni in metallo argentato vengono realizzate nei laboratori della prestigiosa Manufacture Christofle
Hervé Van der Straeten, artista, artigiano, designer, maestro della luce e del volume, prende la matita, fa uno schizzo di quello che la bottiglia di Ruinart Blanc de Blancs gli ispira, la afferra con una mano, seguendone e prolungandone le curve con l'altra. Il creatore francese, parigino nell'anima, traccia linee, angoli, mille schizzi, mille possibilità. Parla di «scrittura automatica», come se le idee sgorgassero da sole, in un'effervescenza creatrice. Una scrittura che si sviluppa in forme e linee, nell'istante preciso in cui i suoi atelier di ebanisteria e di lavorazione del bronzo le danno vita. Così nasce la collezione Miroir per Ruinart. Dall'incontro tra la più antica delle maison di Champagne, fondata nel 1729, e un uomo che cerca di trasformare gli oggetti in opere d'arte. In questo Miroir (dal francese specchio) immaginato per Ruinart, vera e propria opera d'arte, Hervé Van der Straeten ha voluto trascrivere, con volumi e materiali, la luminosità e la purezza dello Chardonnay che compone il Ruinart Blanc de Blancs. A tal fine ha riunito le mille sfaccettature del suo universo creativo: non solo il suo gusto per l'equilibrio asimmetrico, ma anche la ricerca del movimento, improntata a un'infinita leggerezza. Poi l'artista si è rivolto alla storia stessa della maison Ruinart, i cui vini hanno sedotto le corti reali europee sin dalla sua fondazione, nel 1729. è a questa arte della tavola, all'estetismo del Secolo dei Lumi, che Hervé Van der Straeten ammicca maliziosamente.
Tradotta in un linguaggio moderno quest'arte del vivere dà vita a due oggetti destinati alle tavole contemporanee. Un portabottiglie da una parte, un secchiello dall'altra. Questi due scrigni di metallo argentato si divertono a fare da contrasto con la bottiglia di Ruinart Blanc de Blancs, interrogando il profilo dolce della bottiglia con l'opposizione della forza di linee angolose e sfaccettate. Che si tratti del portabottiglie, che accoglie una sola bottiglia, o del secchiello, dove possono rifugiarsi fino a tre bottiglie, le superfici luccicanti amano riflettere il mondo che le circonda, a cominciare dalla veste luminosa del Blanc de Blancs. Scintillii color oro pallido, appena colorato di riflessi verde chiaro, giocano così con la materia argentata, ripetendosi in un'esplosione di luce, in infinite sfaccettature. Queste due creazioni in metallo argentato vengono realizzate nei laboratori della prestigiosa Manufacture Christofle. La maestria degli artigiani orafi, elevati al rango di 'Patrimoine vivant” (Patrimonio vivente, il marchio conferito alle aziende francesi che si distinguono per l'eccellenza delle competenze artigianali), vi dimora ineguagliata dal 1830. Per il secchiello Miroir, edito in soli cinquanta pezzi, Christofle ha coinvolto i suoi atelier di Alta oreficeria, dove la produzione degli oggetti è completamente realizzata a mano dai maestri orafi. Ognuno dei secchielli 'Miroir” viene quindi numerato, poi firmato a mano da Hervé Van der Straeten; il numero di ogni pezzo è stato registrato nel Grande Libro d'oro della Manufacture Christofle al fine di garantirne un'ulteriore autenticazione. Il secchiello dispone infine del prezioso punzone Millésime, a forma di losanga, in cui figura la lettera C attorniata dalle cifre 1 e 2. Questa lettera indica alle generazioni a venire che l'oggetto è stato realizzato nel XXI secolo, le cifre corrispondono al suo anno di fabbricazione (2012). Il punzone garantisce ai collezionisti una datazione immediata del pezzo.

