Ma la signora Michela Vittora Brambilla ci fa o ci è. Questo il pensiero che molti commercianti milanesi si sono posti ieri dopoaver letto l'intervista rilasciata al Corriere della sera e che di seguito riportiamo. La crisi del settore, il calo di vendite e o leminori consumazioni al bar e al ristorante, sarebbero colpa del sindaco Pisapia che vorrebbe affamare i commerciantiattraverso la tanto contesta area C che ha rivisto i vincoli all'acceso in auto nel centro del capoluogo lombardo per limitarel'inquinamento giunto a livelli insopportabili.Detto che la questione del traffico inquinante è tutt'ora aperta e discutibile, è almeno singolare che l'ex Ministro che di piú hafatto per irritare il settore (imponendo la liberalizzazione degli orari e colpendo al cuore la ristorazione allargando a tutti lapossibilità di somministreare cibo) oggi si erga a paladina del settore. Che poi lo faccia rivendicando i suoi contradditoriimpegni da animalista (vende salmone..) è una cosa che fa irritare ancor di piú molti commercianti.Forse sarebbe il caso che l'on Brambilla se ne stesse un po' piú tranquilla e lasciasse il compito di tutelare i commercianti achi lo deve fare per statuto, i sindacati delle imprese come Confcommercio e Confesercenti. Se poi tocca ai politiciintervenire, ci sono tanti consiglieri comunali di tutti i partiti che sicuramente sono meno animati dalla demagogia della rossa"disoccupata" eccellente.




Michela Vittoria BrambillaIlcommercio, il turismo, il ruolo di Milano e delle sue imprese. «Tutto a rischio», sospira l’ex ministro Michela VittoriaBrambilla (nella foto). La colpa: Area C. E l’aggravante: «Non è stata applicata nessuna misuracompensativa a favore dei milanesi».

Quadro così tragico, onorevole?
Icommercianti, in questo periodo, sono particolarmente vessati dalla politica economica nazionale e locale. Mi sembra quasi diessere ritornati ai tempi di Prodi e Visco.

In che senso?
Nel 2008 il governoProdi aveva messo alla berlina i commercianti, arrivando quasi a indicarli come i responsabili del dissesto dei conti pubblicidel Paese. Oggi, a Milano, mi sembra di rivivere una situazione analoga in termini di tariffe e balzelli per la categoria. E lagiunta non sa più cosa inventarsi per mettere in difficoltà i milanesi.

Area C, ha detto il sindaco, è ilprotocollo di Kyoto ambrosiano. Perché è così contraria?
Senta, io sono ambientalista convinta. Eritengo il tema della riduzione delle emissioni prioritario. Ma per abbatterle significativamente occorre una seria di interventisu più fronti. E invece Milano cosa dice? “Se paghi puoi inquinare”. Tra l’altro cade il presupposto educativo. Inaccettabile.

Dal punto di vista economico, ambientale o etico?
Non si può chiedere a uncittadino di pagare per tornare a casa la sera o per portare i figli a scuola. Inoltre questo balzello avrà l’effetto di scoraggiaregli acquisti nei negozi del centro che già soffrono la pesante concorrenza dei centri commerciali. Al salasso della crisi siaggiunge quello di Pisapia.

Cosa pensa della liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura peri negozi?
Può rappresentare un’opportunità. Ma aver introdotto iniziative sciagurate come Area Csignifica impedire di coglierla. E infatti, nonostante le vetrine siano dedicate ai saldi, i negozi restano vuoti.

Il Comune spiega che il problema non è Area C, ma la riduzione dei consumi.
E quindi cosa fa?Aggiunge un’altra tassa? So bene che è di moda imitare il professor Monti, l’unico capo del governo che, in una sola notte, èriuscito, fra tasse e tariffe, a togliere il sonno anche al ceto medio, ma mi pare che Pisapia lo stia imitando fin troppo: nonbastava l’addizionale Irpef o l’aumento delle tariffe del trasporto pubblico. Ora è arrivato anche il balzello per chi osa entrare,magari perché è lì che abita, nel centro di Milano.

Anche lei sta dalla parte dei residenti del centro?
No, io sto dalla parte dei milanesi. E i bravi consiglieri comunali del Pdl hanno deciso di dare loro voceraccogliendo le firme contro questo provvedimento ogni fine settimana nei nostri gazebo. Pisapia, invece, pare vogliatrasformare il centro in un ghetto per ricchi.

Annachiara Sacchi
Corriere dellasera