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Ci sono molti dibattiti e discussioni in corso sul tema dei cuochi che vanno in televisione e partecipano a programmi come - ultimo nato in ordine di tempo - quello condotto da Alfonso Signorini su Canale 5, "La notte degli chef". è ormai un dato di fatto che il cuoco sta diventando sempre più un 'divo”, una figura che riesce ad entrare nelle case della gente attraverso il mezzo televisivo, facendosi benvolere e diventando addirittura, in alcuni casi, un sex symbol. Da Alessandro Borghese a Simone Rugiati, da Anthony Bourdain a Gordon Ramsay, i grandi chef instaurano un rapporto confidenziale col pubblico. Vogliono dare consigli, suggerire ricette o semplicemente intrattenere. Abbiamo intervistato su questi temi Davide Oldani (nella foto), patron del D'O di Cornaredo (Mi), che ha partecipato al programma di Signorini.

Davide Oldani«La mia partecipazione - ha spiegato - ha voluto rappresentare per il consumatore solo la figura del professionista serio. Ho parlato di sferificazione naturale quando ho preparato l'uovo affogato. Il mio messaggio sulla Cucina è molto puro e naturale». Ma ai consumatori sarà arrivato correttamente questo messaggio? «Dai messaggi e dalle telefonate che ho ricevuto - ha sottolineato Oldani - è emerso che le cose che ho detto non sono state interpretate come 'insegnamento”, ma come un modo per difendere la mia posizione di cuoco che lavora un sacco di ore al giorno e che ha fatto tanti sacrifici».

è utile quindi che un cuoco vada in televisione e si cimenti in questi 'giochini”? «Gente che ha un po' di anni di esperienza, come Gennarino Esposito e Fulvio Pierangelini, si può permettere di andare a fare anche 3 trasmissioni, non bisogna crocifiggerli. Noi stiamo tanto in cucina, lavoriamo tanto: questa è stata solo una parentesi di divertimento». Quello che conta per Davide Oldani in definitiva è la qualità della Cucina, l'essere un ristoratore riconosciuto dal mercato. L'importante è che «il cliente venga al D'O e stia bene, tutto il resto sono cose di contorno che danno solo un po' di notorietà».


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