Milano Ristorazione commissariata Il sindaco Pisapia apre ai privati
La società comunale milanese che gestisce le mense scolastiche e i pasti per le case di riposo ha subito la revoca del Cda. La giunta del capoluogo lombardo apre così alla concorrenza privata. Nuove nomine previste entro il 10 settembre, ha spiegato il direttore generale del Comune Davide Corritore
MILANO - è di pochi giorni fa la notizia del commissariamento di Milano Ristorazione, la società comunale che gestisce in regime di monopolio (in perdita e con una valanga di lamentele ogni mese) le mense scolastiche e la preparazione dei pasti per le case di riposo milanesi. Il sindaco del capoluogo lombardo Giuliano Pisapia, in antitesi a tutta una dietrologia comunista di cui veniva tacciato, con il commissariamento ha aperto alla concorrenza privata.
La revoca del Consiglio di amministrazione ha colpito in particolare il presidente Roberto Predolin (nella foto a destra) e quattro componenti della società che prepara 95mila pasti al giorno: Michele Carruba, Liliana Bognini, Simone Crolla e Alberto Regazzini. Stesso destino anche per Adolfo Colombo, amministratore unico di Amat, la struttura tecnica creata per pianificare gli interventi su mobilità e ambiente, e Francesco Triscari, rappresentante di Palazzo Marino in Aler, l'Azienda lombarda di edilizia residenziale.
La scelta, ha spiegato il direttore generale del Comune, Davide Corritore, rientra «nell'ambito delle facoltà concesse al sindaco, nei primi 180 giorni del suo mandato, di revocare gli incarichi fiduciari». Dietro alla decisione «non c'è alcuna volontà di occupazione di posti o poltrone - ha precisato Corritore - anzi, nella scelta delle nuove nomine verranno premiati i meriti sul campo. Cerchiamo manager con caratteristiche adeguate». Nel frattempo «è già in corso la scrittura del bando», ha proseguito il direttore generale, per individuare i successori che da lunedì scorso, 18 luglio, ha iniziato «a raccogliere le disponibilità, in modo da avere le nuove nomine entro il 10 settembre».
Il presidente del consiglio comunale, Basilio Rizzo, aveva ribadito alcuni giorni fa la promessa fatta in campagna elettorale di mettere mano alle partecipate per avere più controllo ed essere più incisivi sulle scelte di gestione: «Abbiamo il problema di società che non hanno dimostrato di fare l'interesse pubblico e sono fortemente criticate dai cittadini. Penso a Milano Ristorazione. Società nelle quali bisognerà intervenire. Anche cambiando il management. Seguendo il criterio di una miglior gestione in nome della soddisfazione dell'utente».
Sempre sul fronte di Milano Ristorazione (oggetto di «4mila lettere mensili di lamentela», ha affermato il vicesindaco Maria Grazia Guida) è stato istituito un gruppo di lavoro formato dai rappresentanti dei comitati dei genitori e da tecnici della società e del settore Educazione del Comune, a cui è stato dato mandato di redigere un regolamento interno.
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