Uva AlbarinhoIn Spagna come in tutti i Paesi mediterranei la vite fu certamente coltivata in epoca preromana così come risalgono a quei secoli remoti le prime forme di vinificazione. Furono i Romani che diedero forte impulso alla coltivazione della vite e alla sua vinificazione creando il commercio del vino che ebbe in Catalogna e in Andalusia i principali centri per l'esportazione.

Attualmente la Spagna è il primo Paese per superficie coltivata a vigneto (1,16 milioni di ettari), mentre è al terzo posto per ettolitri prodotti. Il vigneto spagnolo si estende su tutta la superficie del Paese e la grande diversità di condizioni pedoclimatiche ha favorito l'esistenza di circa 600 vitigni autoctoni che rispettano le caratteristiche dei diversi territori. Il percorso (in vigna e in cantina) verso la qualità ha originato 70 denominazioni d'origine che hanno reso famosi nel mondo ad esempio Rioja, Ribera del Duero, La Mancha o Rias Baixas.

Tra i vini di quest'ultima denominazione l'Albarinho è stato il protagonista di una splendida serata presso la sede di Milano con la partecipazione di sei Bodegas (cantine) brillantemente illustrate da Ramón Huidobro (nella foto), segretario generale del Consejo Regulador Rias Baixas (presente anche il direttore marketing Eva Mìnguez Lobato), mentre Ferruccio Castelli (Dipartimento agroalimentare dell'Ambasciata di Spagna) ha fornito un esauriente panorama della vitivinicoltura spagnola.

Ramón HuidobroL'Albarinho è la più significativa varietà a bacca bianca dell'enologia iberica e con il suo ampio bouquet floreale con sentori di pesca e albicocca (oltre a infinite altre note vegetali) e il suo corpo caldo, sostenuto e armonico esprime compiutamente la verde e calda terra di Galizia, regione bella, varia e sorprendente con quella fine aria balsamica sprigionata dalle foreste di eucalipti.

L'Albarinho sembra sia stato introdotto in Spagna dai monaci Circestensi provenienti probabilmente dalla regione del Reno, di qui il nome "Alba" (bianco) e "Rino" (Reno), come d'altra parte confermano le caratteristiche organolettiche simili a quelle del Riesling Renano per acidità e mineralità. Le annate degustate (2010 e 2009) lo hanno fatto conoscere e apprezzare nelle sue espressioni più giovani: il 2009 ha indicato un'evoluzione molto interessante suscitando la curiosità di verificarne un maggiore invecchiamento.

Sarà opportuno degustarlo in Galizia dove potranno essere apprezzati anche gli abbinamenti con piatti della locale cucina tradizionale quali la Marisqueria o l'Arroz Marineiro (ricca zuppa di riso e pesce con cozze, calamari, vongole, pulpo della casa e una saporita salsina) che richiede un Albarinho un po' invecchiato.

Per illudersi per un attimo di essere nella bella terra di Galizia assaporandone i sapori e non restare solo con l'acquolina in bocca la serata si è conclusa con una degustazione di Quesos di vacca e una versione (milanese) del Pulpo alla Gallega, famosissimo piatto della tradizione galiziana.