Siamo tutti un po' confusi, sì in cucina regna un po' di confusione, che poi si trasmette nei menu e nelle scelte dei ristoratori e dei clienti che subiscono questa confusione. Ma di che cosa si tratta? Di una parolina molto semplice: 'di”; ma vediamo come una particella, o una preposizione hanno cambiato il mondo della ristorazione e del cibo.

Entriamo metaforicamente in un ristorante e una volta seduti il cameriere ci elenca le specialità: 'gentile cliente, oggi abbiamo un antipasto di mortadella di... franco... presidio di..., abbiamo puoi un tagliere di formaggi di..., i paccheri sono di..., la carne di... Sorgerebbe alla fine una domanda: 'mi scusi ma il suo chef cosa fa?”. A questo punto cerchiamo le cause 'di” tutti questi 'di”.

La causa primaria sono le centinaia di fiere, mercatini local e glocal (locali e globali), affollati di ristoratori e cercatori di, scusate 'di”, scendono a frotte verso i padiglioni numerati da Milano Fiera a Ragusa Ti Gusta. In abbinamento ad ogni fiera c'è sempre un 'personaggio” che l'accompagna e che ne delimita il territorio in caso altri 'personaggi” vogliano entrare, ma questa è la storia delle parrocchie gastro-giornalistiche, ne parleremo in seguito.

Vorrei raccontarvi cosa accadeva un tempo lungo la Via Mercadante che collegava il lago Maggiore e quindi il Nord Europa e la città di Pavia e quindi il Sud Italia, lungo questa via si scambiavano merci di tutti i tipi e le osteria pullulavano di vini e cibi in grande quantità si mangiava ciò che l'oste aveva trovato o era passato lungo la 'Strata Mercatorum”, il gorgonzola che mangiò Renzo Tramaglino, non era 'di”, era uno stracchino servito con pane. La ricerca della qualità si faceva al mercato, per strada e poi la si giudicava a tavola senza dire 'di”.

Oggi questa particella mette paura perché se non ti piace il prosciutto 'di” sei un pirla. Allora è meglio tacere, almeno a tavola. E aspettare che il piatto 'di” passi su 'di” noi con tutta la sua forza dirompente. Non ci resta che sognare la 'Strata Mercatorum”, la storia è maestra 'di” vita, non 'di” ristorazione.