Luigi Parenti, la storia di un "grande". Colonna portante della famiglia Aibes
Luigi Parenti si può collocare tra i personaggi che fecero grande l'Aibes. Fece parte spesso di commissioni che dovevano incoraggiare i giovani a proseguire la carriera, spronandoli ad andare all'estero per arricchire la propria preparazione. Un punto fermo dei barman, mancato lo scorso 25 aprile

Per spiegare chi era Luigi Parenti devo obbligatoriamente descrivere come avvenne il nostro incontro, diversamente, chi leggerà questo mio ricordo su di lui non potrà comprendere il messaggio di professionalità che lui avrebbe trasmesso e diffuso. Luigi è mancato a Como il 25 aprile del 2011, nel giorno della liberazione, dopo essere nato a Milano l'11 febbraio 1915.
Conobbi Luigi Parenti, nel lontano aprile/maggio 1976, mentre stavo frequentando la scuola alberghiera 'E. Maggia” allora diretta da un altro grande del turismo, Albano Mainardi, che la fondò alla fine degli anni quaranta. Luigi si trovava a Stresa, insieme ad altri grandi barman, (Angelo Zola, Nino Cedrini, Stefano Preti, Rino Diani) perché era stata assegnata all'Italia l'organizzazione e svolgimento dell'Iba Training Centre (l'importante corso di formazione internazionale per giovani barman provenienti da tutto il mondo).
Il suo incontro e la sua conoscenza furono una folgorazione per me. Come studenti avevamo l'incarico di rimanere a disposizione a turno, durante lo svolgimento delle lezioni in lingua Inglese, io chiesi di fare gli straordinari in quanto quell'incontro mi fece letteralmente amare il lavoro al bar, e grazie a questo ebbi modo di conoscere e assistere tutti questi grandi barman durante le loro lezioni. Ognuno di loro riuscì a trasmettermi qualche cosa, che ancora oggi conservo, e che a mia volta ho trasmesso e contino a trasmettere ai giovani che lo desiderano.
Ricordo che Luigi con noi studenti aveva modi garbati ed eleganti, mai una parola fuori posto, ci stava trasmettendo la passione, la classe e l'eleganza di fare il barman, con l'impegno di trasmetterlo ai futuri barman, quando ne sarebbe stato il momento. Un incontro fatale per me quello con Luigi.Passarono molti anni ed ebbi modo di ritrovare Luigi, nel momento di entrare nell'Aibes, allora un traguardo, oggi una partenza. Non si ricordava più di me, ma si ricordò della scuola dove avevo studiato, ma per ben due volte rinviò la mia domanda d'iscrizione, dicendomi che dovevo ancora crescere (avevo già fatto 5 anni di estero, parlavo 2 lingue, francese e inglese, avevo fatto il 2° barman in hotel quali il Cristallo di Sestriere e il Royal Sporting di Portovenere... eppure ancora non bastava).
Dopo circa due anni mi ripresentai con la mia neo assunzione da capo barman al Grand Hotel Majestic di Verbania Pallanza e una lingua in più (il tedesco). Luigi mi abbracciò e mi diede il benvenuto: quello fu il mio esame di ingresso nell'Aibes, quell'abbraccio mi diede una grande emozione, come quando mi ritrovai Luigi davanti 4 anni dopo, nel 1988, in una commissione esaminatrice a Venezia prima e a Pessione dopo alle prove del concorso internazionale Bacardi Martini Grand Prix.
Da quei momento il mio rapporto con Luigi fu straordinario e timidamente e in punta di piedi iniziò la mia carriera. In quell'anno Luigi si stava preparando a passare le consegne di presidente al suo più importante allievo, Umberto Caselli, dopo esserlo diventato nel 1977, ma continuò a partecipare attivamente alla vita associativa fino al 2006, nella sua ultima apparizione ufficiale ad un concorso, la 'Midori Cup” a Bellagio presso il Grand Hotel di Villa Serbelloni, prima di ritirarsi nel suo buon ritiro sulle colline di Como, dove ancora per un paio di volte andai a fargli visita.
La sua storia
Iniziò a lavorare al Bar Cova di Milano a soli 14 anni nel 1929, alternando le stagioni invernali ed estive tra Italia e Francia, in lussuosi hotel a 5 stelle, quali il Metropol di Montecarlo, Splendid di Aix Le Bain e Majestic di Chamonix. Subito dopo la guerra, rientrò a Milano, impiegandosi al Principe di Savoia come 2° barman, per passare poi all'Hotel Villa Imperiale sul lago di Como. Tra il 1949 e il 1950 è al Grand Hotel Excelsior di Venezia prima e all'Excelsior di Roma. Poi per 4 lunghi anni lavorò nei migliori Hotel di Londra e Jersey, per ritornare poi definitivamente in Italia, entrando nella Compagnia Italiana Grandi Alberghi (Ciga). è a Palermo all'apertura del Mondello Palace prima, per passare poi al Casinò municipale di Venezia per essere poi trasferito al 1959 al 1975 all'Hotel Excelsior di Firenze, dove concluse la sua carriera di barman.
Luigi fu uno dei 29 barman che per primi aderirono all'invito di far parte dell'Associazione Italiana Barman e Sostenitori, nel 1949, pagando 25mila lire di quota sociale, che divennero negli anni successivi 15mila. Una vera elite. Nel 1950, su incarico del presidente Pietro Grandi mentre si trovava a Londra per lavoro, prese i primi contatti con i responsabili della UKBG, l'associazione Inglese corrispondente a quella Italiana, per la fondazione di una associazione internazionale, la futura Iba, e nel 1951 insieme ad Angelo Zola volò a Torquay in Cornovaglia in Inghilterra, per la fondazione della stessa. Luigi era l'ultimo testimone vivente di quell'evento.
Fu anche fondatore della sezione Sicilia, durante la sua permanenza lavorativa a Palermo, diventandone il primo fiduciario, fondò la sezione di Venezia rimanendone fiduciario per 2 anni e fondò pure la sezione di Firenze diventandone consigliere nazionale. Nel 1972 Luigi venne nominato Cavaliere all'Ordine della repubblica Italiana, ciò coincise anche con la sua nomina a vice presidente dell'aibes, per divenirne poi presidente nel 1977 dopo la scomparsa di Angelo Zola.
Luigi fu molto attento alle problematiche giovanili dando grande impulso allo sviluppo dei primi corsi di aggiornamento per Barman, organizzati in Italia, a partire dal 1980 in poi, presso la sede di Milano. Luigi lascia anche una importante opera letteraria legata al mondo del bar. Insieme ad altri autori realizzò il libro in Inglese 'Iba Training Centre John White Course” firmò il libro della storia dell'Iba e dei suoi principali eventi dal 1951 al 1992 'Iba, its roots, its history” fece realizzare l'importante libro 'Barman e Cocktail” collaborò alla stesura del primo libretto ufficiale dei cocktail Internazionali insieme ad Angelo Zola, pezzi considerati ormai da collezione, introvabili, se non negli archivi aibes e di qualche barman.L'uomo (scritto da Elio Cattaneo)
Luigi, come accennato prima, era una persona solare, gentile e disponibile con tutti. Fu molto amico di tutti i membri della grande famiglia dei barman. Per noi giovani dell'epoca, Parenti non era solo il presidente ma era sopratutto il fratello maggiore sempre pronto a dare consiglio e aiutare giorno dopo giorno ad entrare nel complesso mondo del bere, iniettando immense quantità di dosi d'amore verso la famiglia Aibes.
Luigi si può collocare tra i personaggi che fecero grande l'Aibes, ricordo di commissioni a cui feci parte con lui che dovevano incoraggiare i giovani a proseguire la carriera spronandoli ad andare all'estero per arricchire il mestiere: lui riusciva sempre col suo modo dolce e amabile a convincerli e aiutarli trovandogli posto di lavoro grazie alla grande popolarità che aveva all'estero.
Ricordo anche una tradizione nata con lui (un grande giocatore di scopa): al termine delle pesanti serate dei concorsi nazionali Aibes per scaricare la tensione accumulata durante il giorno i barman si concedevano una sana e tonificante partita a scopa che aiutava anche a saldare le persone che partecipavano al torneo che terminava la sera prima del galà.
Vorrei essere un tantino ironico con Luigi. Penso che abbia fatto un grande errore nella sua vita: avrebbe dovuto acquistare un appartamento in via Baldissera 2 (sede nazionale Aibes) e scendere per colazione nella sede per respirare già di buon mattino una sana boccata d'aria carica di atmosfera Aibes... forse oggi sarebbe ancora bello e sorridente e con noi pronto per un'altra foto...
Credo che il cocktail che meglio potrebbe rappresentare Luigi sia un Old Fashioned.
Old Fashioned
Ingredienti: 5 cl. di Whiskey Rye o Bourbon, una fettina di arancio, una scorzetta di limone, 2 ciliegine al maraschino.
Preparazione: in un bicchiere tumbler basso mettere una zolletta di zucchero imbevuta di Angostura, versare un dash di soda water Schweppes e disciogliere lo zucchero con l'angostura. Aggiungere abbondante ghiaccio a cubetti cristallino. Mescolare il tutto e aggiungere ancora un dash di soda water Schweppes.


