Buoni pasto, più regole e controlli Anseb: No alle imprese scorrette
L’Associazione nazionale delle società emettitrici di buoni pasto afferma la necessità di emanare regole e svolgere controlli stringenti ed effettivi, per evitare che nel mercato si affermi una “selezione inversa”, in cui a prevalere siano le imprese scorrette e non le migliori e più specializzate
è necessario emanare regole e svolgere controlli stringenti ed effettivi per evitare che nel mercato si affermi una 'selezione inversa”, in cui a prevalere siano le imprese scorrette e non le migliori e più specializzate con conseguente penalizzazione sia dei lavoratori aventi diritto al servizio sostitutivo di mensa, sia degli esercenti convenzionati per l'erogazione del servizio di ristorazione.Questa in sintesi la richiesta di Anseb (associazione nazionale società emettitrici buoni pasto) e delle aziende aderenti, in occasione dell'audizione svoltasi per iniziativa dell'Avcp (Autorità di vigilanza sui contratti pubblici).
Secondo Anseb, «i cosiddetti servizi aggiuntivi, erogati dalle società emettitrici con commissioni a carico degli esercizi commerciali, vanno o esclusi dalle gare (consentendo poi all'impresa emettitrice vincitrice di proporli a pagamento agli esercenti) oppure vanno rigidamente regolamentati e controllati». In questo modo verrebbe meno la principale patologia registrata negli ultimi tempi e si potrebbe centrare l'obiettivo di dare vita ad un mercato concorrenziale, ma regolato.
Nel depositare un proprio documento scritto di analisi e proposte, Anseb ha chiesto all'Autority di emanare degli orientamenti che assicurino al consumatore la fruizione dell'intero valore facciale del buono, praticare le gare con la metodologia dell'offerta economica più vantaggiosa e con una attribuzione dei punteggi che diano effettivamente un valore decisivo al progetto tecnico del servizio, ed infine, di effettuare controlli non solo formali ma anche 'sul campo”, in particolare circa la effettività della rete convenzionata ed il rispetto dei termini di pagamento.
«Fipe sta cercando di mettere punti fissi per riordinare il sistema dei buoni pasto che altrimenti rischia di saltare». è questo il commento di Aldo Cursano, vicepresidente vicario Fipe al termine dell'audizione all'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (Avcp) dove sono stati esposti i punti di criticità.
L'Autorità, dopo aver raccolto le opinioni delle principali parti sociali coinvolte, dovrà trasmettere nell'ambito delle sue competenze a Consip (per la gestione dei contratti con la pubblica amministrazione) al Governo e al Parlamento le indicazioni per la modulazione delle gare di appalto.
In particolare sono stati evidenziati da Fipe tre punti essenziali: una riformulazione dei bandi di assegnazione dei lotti che possano seguire sempre più il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa anziché quello del massimo ribasso; una ridefinizione dei ruoli dell'esercente nei confronti della società emettitrice del buono pasto affinché il primo venga considerato come sub-fornitore; infine, Consip dovrà assicurare un controllo durante e dopo la gara di appalto del rispetto dei requisiti in essa contenuti. Il riferimento è in particolare alla verifica della rete di esercizi pubblici convenzionati, delle modalità di pagamento e soprattutto dei servizi aggiuntivi, assicurando che questi siano ricondotti a quelli pertinenti la stessa gara.
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